Magie di Borgogna con lo Chambertin di Rossignol-Trapet

Insieme ai nostri amici svizzeri di nonsolodivino.com vi conduciamo a Gevrey-Chambertin che, con Nuits-Saint Georges, è uno dei villaggi più estesi e popolati della Côte de Nuits. Il comune, dicono i produttori locali, è il limite nord per la perfetta maturazione del pinot nero. Il nome Gevrey deriva da “Gibriacus” che significava pastore di capre, lavoro molto in voga all’epoca che, grazie ai terreni secchi e aridi che impedivano qualsiasi coltura, permetteva alla popolazione locale di vivere. Il Domaine Rossignol-Trapet, creato dalla divisione, nel 1990, del Domaine Trapet, è una azienda familiare diretta magistralmente da Nicolas Rossignol e dal fratello David. Il Domaine, con i suoi 15 ettari, ha patrimonio viticolo di inestimabile valore, secondo solo a quello di Armand Rousseau, in quanto vanta parcelle nei Grands Crus di Chambertin, Latricières-Chambertin, Chapelle-Chambertin e nei migliori Premiers Crus confinanti con il settore Grand Cru. Dal 2004 la conduzione della vigna è stata modificata seguendo i canoni della coltura biodinamica, tecnica che permette di salvaguardare la flora e l’evoluzione dei suoli. Le protezioni contro le malattie e i parassiti, applicate solo se estremamente necessarie, avvengono con prodotti naturali rispettosi dell’ambiente, composti in grado di stimolare una difesa naturale.

Le vendemmie sono eseguite manualmente con selezioni degli acini perfettamente maturi e sani. Prima delle pressature, le uve sono solo parzialmente diraspate, le fermentazioni attivate dai lieviti naturali e la maturazione dei vini avviene in botti nuove a seconda del livello delle denominazioni (massimo 50%) con l’obiettivo di un utilizzo del legno non invadente.

Chambertin è il più celebre tra i crus di Gevrey, 12.9 ettari di vigna che furono “il campo di un certo Bertin”. I Burgundi arrivarono qui nel V secolo per una occupazione pacifica, uno di questi possedeva un campo adiacente a Clos de Bèze, il suo nome era Bertin e la sua proprietà fu battezzata “Champs de Bertin”. Si riporta che sull’esempio dei monaci suoi vicini Bertin decide di coltivare il proprio appezzamento a vigna e di utilizzare gli stessi vitigni. Documenti del 1566 rilevano l’esistenza di un Grand Chambertin di circa 8.5 ettari e di un Petit Chambertin di circa 4.5 ettari, il totale di queste due aree corrisponde alla superficie attuale. Nel XVIII secolo questo vino è considerato il migliore vino della Borgogna. È compreso tra la zona boschiva che occupa la parte superiore della collina, la strada denominata Rue des Grands Crus, Latricieres a sud e Clos-de-Bèze a nord ad un’altezza compresa tra i 270 e i 280 metri. Ha pendenze meno importanti rispetto al vicino e benché sia di piccole dimensioni le caratteristiche microclimatiche non sono omogenee. Le correnti d’aria fredda possono influire sul periodo di maturità delle uve, i venti freddi che vanno a scomparire totalmente nella parte nord del vigneto, al confine con il Clos de Bèze, permettono la giusta maturazione delle uve con una settimana d’anticipo. Perfettamente rivolto verso levante beneficia perfettamente dei primo raggi mattutini, poggia su un suolo di roccia calcarea rivestito da un fine strato di detriti e di terre brune le più adatte al Pinot Nero. I 12.9 ettari sono divisi tra 21 produttori, con parcelle minime di 0.05 ettari come quella posseduta da Dugat-Py e Thomas-Moillard fino ad una superficie massima di 1.95 ettari di proprietà del Domaine Rousseau.La parcella di Chambertin del Domaine copre una superficie di 1.6 ettari, vigne con un’età media di 55 anni (piantate tra il 1920 e il 2002), la loro densità è elevatissima 12′500 ceppi per ettaro.

Stefano, di nonsolodivino.com, e il sottoscritto, abbiamo degustato questa piccola verticale:

Chambertin 2006: La forza e l’eleganza di questo vino è sublime anche se ancora reticente a mostrarsi, con il tempo esprime un fondo floreale, mora, mirtilli e minerale con sfumature boisè ancora da integrare perfettamente. In bocca è suntuoso, l’attacco ha grande energia, freschezza ed eleganza, l’unione di queste sensazioni dà un finale di incredibile seduzione. Dopo la straordinaria vendemmia 2005 una grande conferma. Superbo.
Chambertin 2004: In un’annata irregolare si è dovuto selezionare con grande severità per ottenere vini di alto livello. Il risultato è stato, come sempre, impeccabile, un vino meno potente ma di grande eleganza e finezza. L’attacco è delicato seguito da una bellissima progressione, i tannini setosi sono perfettamente integrati nella struttura, il finale è di grande equilibrio con una bellissima vena minerale. Armonioso.
Chambertin 1999: E' sufficiente portare al naso questo vino per scoprire la sua grande eleganza: i profumi si aprono e si muovono ad ogni olfazione, passando dalle note di mora e ciliegia in confettura, alle note fumé e di goudron fino ad esprimersi in un bellissimo sottofondo minerale; in bocca non delude, mostrando tannini finissimi e una trama gustativa densa e avvolgente, ancora ricca di freschezza e dal finale lunghissimo.
Chambertin 1990: Di un coloro rubino con riflessi granato, inizialmente al naso parte un pò chiuso con leggere note animali. Dopo una mezzora il vino si apre e comincia a scalpitare come fanno i veri cavalli di razza: frutta rossa in confettura si fonde ad un bel minerale. Ruotando il bicchiere esplondo le sensazioni di mora e visciola accompagnate da lievi effluvi fumè e di grafite. L'attacco è fresco e lineare e la trama tannica, finissima, viene retta da una vena fresca che "tiene" perfettamente in equilibrio la massa del vino. La persistenza è interminabile, complessa, ricca, che ci mette davanti ad un vino di una gioventù ancora impressionante e che faremo fatica a dimenticare. Questa è la Borgogna ragazzi, questo è Rossignol-Trapet.
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