Assyrtiko Skytali: cronaca di una verticale magistrale tra ‘rotonde durezze’ e note di macchia mediterranea


di Carlo Macchi

Nell’indimenticabile film Amici Miei, il genio viene definito come fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione. È una pellicola eccezionale, proprio come lo sono tanti "amici miei" in carne e ossa. Uno in particolare si chiama Haris Papandreou e, in quanto a decisione – specie quando si parla di vini greci – non è secondo a nessuno. Tramite lui ho conosciuto, purtroppo solo per "interposta bottiglia", un uomo che avrei voluto avere tra i miei amici: si chiamava Haridimos Hatzidakis. Le sue intuizioni su un vitigno oggi celebre come l’Assyrtiko fanno ormai parte della storia di questo bianco di Santorini.


Sul fronte della fantasia, cosa dire di un veneto come Gianmaria Garbin? In pieno Chianti Classico, a Panzano – dove il mondo accorre per assaggiare i grandi rossi locali – Gianmaria ha incentrato la sua visione del vino su etichette provenienti da ogni angolo del globo, con una predilezione straordinaria per i bianchi. I tre quarti del genio li abbiamo così messi in tavola (in tutti i sensi), ma "purtroppo" mancherà sempre la velocità d'esecuzione: la verticale dal 2016 al 2023 dell’Assyrtiko Skytali – etichetta principe di Hatzidakis – svolta all’Enoteca Baldi a Panzano, è stata tra le più lente e goduriose degli ultimi anni.


Ma andiamo con calma. Haridimos, un vulcano d’uomo in un’isola vulcanica, è stato tra i primi a produrre seriamente l'Assyrtiko. Purtroppo ci ha lasciati nel 2017, lasciando come testamento una cantina che, in quel momento difficile, aveva una sola vasca di vino piena: la vendemmia 2016. La moglie e i figli, decidendo di non vendere l’azienda ma di proseguire il cammino del padre (nonostante alcuni importanti conferitori avessero smesso di fornirgli le uve), seguirono le sue ultime volontà. Il vino di quella vasca fece un anno in acciaio e uno in bottiglia prima della commercializzazione: nacque così il primo Skytali, nome che in greco significa “il testimone”, a simboleggiare sia il legame con il padre che il passaggio di consegne.


Lo Skytali nasce dalle poche uve raccolte dalle vigne di Santorini (tra proprietà, affitti e acquisti selezionati) e matura 12 mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia. È un vino che trae la sua essenza dal suolo di un’isola che, oltre 3.600 anni fa, subì un’eruzione vulcanica paragonabile, secondo i ricercatori, alla detonazione di milioni di bombe atomiche. Neanche a farlo apposta, lo Skytali è una vera "bomba" e le poche bottiglie assaggiate in passato lo confermavano. La verticale offerta da Haris all’Enoteca Baldi (dove d’estate è possibile trovare l'Assyrtiko di Hatzidakis anche al calice) è partita dalla 2016 Magnum Skytali Barrel (unica annata passata in legno) per attraversare le annate 2017, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022 fino alla 2023. È stata una conferma e, al contempo, una sorpresa.


Conferma, perché tutti i campioni hanno ribadito caratteristiche eccelse. Sorpresa, perché restando nel bicchiere per oltre tre ore, questi vini si sono evoluti e trasformati continuamente, mostrando una complessità riservata solo ai grandissimi. La tanto decantata mineralità, pur presente e fondamentale nel sostenere il sorso, non è l'unico elemento: è accompagnata da un corpo e una freschezza che dominano con eleganza senza mai risultare invadenti.


Al naso i sentori sono profondamente minerali, ma affiancati da agrumi, note floreali, spezie ed erbe aromatiche. Quando un vino possiede lo stimma della grandezza, basta poco per percepirne le sfumature: nel 2021 si avverte chiaramente il cambio della mano enologica, pur restando invariata la tecnica. Il vino vira verso note più floreali e speziate, con una mineralità più sottile che probabilmente emergerà con vigore tra 7-8 anni. Ho percepito rosmarino e salvia nel 2021, china e pomodoro nel 2020: aromi rari in un bianco. Merito anche del "servizio da rosso": Gianmaria ce li ha serviti freschi ma non freddi, e il clima non propriamente estivo ha aiutato a mantenerli sui 15-16°C per tutta la degustazione.


Potrei scrivere un’accurata descrizione per ogni annata, ma trattandosi di bottiglie ormai quasi introvabili, rischierei solo di alimentare rimpianti. Vi basti sapere che l’Assyrtiko, per fare un paragone, è una sorta di Greco di Tufo che possiede la pienezza del Verdicchio e la tensione acida del Riesling (e talvolta entrambe). Lo Skytali aggiunge una finezza aromatica e quelle che amo definire "rotonde durezze", un carattere unico e inimitabile.


È stata una grande esperienza, resa tale dai compagni di viaggio (produttori chiantigiani, colleghi e rivenditori) e soprattutto da Gianmaria. L’Enoteca Baldi è un luogo che merita assolutamente una visita: non soffermatevi solo sulle etichette famose, ma esplorate i suoi frigo, dove quelle che chiamo "bottiglie primarie di zone secondarie del mondo" raccontano la vera passione e la costante ricerca del titolare. Insomma, gli "amici miei" mi hanno fatto un regalo straordinario: una degustazione unica che ricorderò per moltissimo tempo.

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