Vigna Rionda Massolino 1999: ah, che gran Barolo!!

Parlare di Massolino è come aprire un libro di storia del vino italiano visto che la famiglia è presente sulla scena vitivinicola dal 1896 e Giuseppe, fondatore dell'azienda, è stato tra i principali promotori del Consorzio di Tutela del Barolo e Barbaresco.
Alla famiglia Massolino, di stanza a Serralunga d'Alba, appartengono anche tre dei cru storici di Langa acquisiti tutti durante la metà del secolo scorso: Margheria, Parafada e Vigna Rionda.
Quest'ultimo Cru è stato fortemente voluto da Giuseppe e Renato Massolino che al tempo, comprendendone le grandi potenzialità, decisero di scambiarlo con un altro vigneto di maggiore estensione. Oggi, scrive Masnaghetti su Enogea, Vigna Rionda rappresenta un vero e proprio sinonimo di Barolo di Serralunga, anche se per la verità lo stile dei suoi vini è quello che più si stacca dai canoni riconosciuti di questo comune.

Fonte: Enogea

Il Vigna Rionda di Massolino attualmente ha un'estensione di 2,30 ettari ed è caratterizzato geologicamente da un terreno di origine terziaria (formazione geologica Elveziana), ricco di depositi calcarei, marne, sabbie fini, arenarie, alternati a residui minerali. L'esposizione è sud ovest.

Fatta questa opportuna premessa, utile per inquadrare il contesto di riferimento, torno a bomba al Barolo Vigna Rionda 1999 degustato qualche tempo fa durante la serata "Nebbiolo al Salotto" organizzata col mio gruppo EnoRoma.

Tanti i Barolo presenti alla cena, magari ne parlerò più avanti, ma questi, oh questo, è stato davvero il mio preferito. Ho scoperto che amo i classici. 
Che ci posso fare se, al posto del 3D e del Dolby Surround, adoro il bianco e nero?
Nel mio bicchiere, col suo confortevole color granato, si presenta un Barolo talmente puro e cristallino che il suo naso grida:"Nebbioloooooooooooooo" da cento metri di distanza. E' radioso nella sua espressione di anice e violetta, menta, lampone mentre col tempo si carica di dinamismo e subentrano le note più marcate di spezie e ferro impreziosite e alleggerite da una nota di arancia sanguinella che fa salivare dalla freschezza.


Al sorso è prepotentemente ed elegantemente fresco, giovane, con tannino solido e puntuale. Ciò che ammiro in questo Barolo sono le proporzioni, perfettamente modulate e cesellate da un artista per dar vita ad una beva di grande espressione e tipicità. 
Era ottimo appena uscito, è grande oggi e sarà eccezionale domani. Cosa chiedere di più ad un Nebbiolo così?

Piccola nota tecnica: il Barolo Vigna Rionda Massolino si caratterizza per una fermentazione e macerazione di 25-30 giorni ad una temperatura variabile tra i 31 e i 33 °C ed è invecchiato per 6 anni complessivi, di cui 3.5 in botti da 30 hI circa in rovere di Slavonia e 2,5 in bottiglia.

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