Riserva Ducale Oro, lo storico Chianti Classico di Ruffino compie 60 anni

I puristi dopo aver letto il titolo del post avranno storto il naso perchè Ruffino, ormai diventata di proprietà della multinazionale americana Costellation Brands, non dovrebbe rappresentare il target di riferimento di questo piccolo blog artigianale sempre pronto a dar spazio alle storie dei piccoli vignaioli.  
Forse, però, si dimentica che Ruffino e il suo Chianti Classico più prestigioso, la Riserva Ducale Oro, hanno fatto la storia del vino non solo in Toscana ma in tutta Italia. 
Perchè allora non festeggiare i 60 anni di un'etichetta che ha rappresentato un fulgido passato (italiano) che, speriamo tutti, tracci la via maestra (americana) anche per il futuro?


Un millesimo: 1947. Primo Levi pubblica "Se questo è un uomo", giura il quarto governo De Gasperi, la Spagna diventa stato monarchico, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite vota la spartizione della Palestina tra arabi ed ebrei, nasce la CIA e la Polaroid inventa la fotografia istantanea.  

In Toscana, invece, Ruffino creava la Riserva Ducale Oro come evoluzione del Chianti Classico "Riserva Ducale" in produzione sin dal 1927.

Sono gli anni in cui il Chianti si faceva con uve a bacca nera e bacca bianca, pigiandolo coi piedi e infiascandolo in generosi recipienti avvolti nella paglia, per berlo giovane e trarne energia spesso necessaria ad affrontare una sudata giornata di lavoro nei campi.
Però, già ai tempi, era costume serbarne un poco - il migliore - per le occasioni speciali: la nascita di un maschietto, un compleanno, la visita di un parente da lontano, il Natale. 
Questa partita doveva anche migliorare con gli anni, grazie al lento riposo nelle umide e buie cantine delle case di una volta, per diventare ancor più buono e rendere così ancora più unico il solenne momento della decantazione. Vino come bene edonistico, non più solo prettamente alimentare: un concetto antesignano per una nuova idea di vino che ancora aveva da compiersi e che in Toscana, e in Italia, era ancora poco diffusa ma a cui Ruffino credeva moltissimo. 


E' da questo vissuto che era nato un Chianti Classico Riserva che negli anni è cresciuto a fianco delle grandi storie d’Italia, dal progresso della giovane Repubblica, all’alluvione di Firenze, dagli anni difficili del vino Italiano nella metà degli anni Ottanta fino alla grande rinascita che senza sosta ha attraversato tutto il territorio del Chianti Classico e la nostra migliore enologia. 

Qualche giorno fa, a Roma, Ruffino ha voluto festeggiare il sessantesimo anniversario del suo vino più importante attraverso una mini degustazione verticale di tre annate di Riserva Ducale Oro: 2007 (edizione speciale 60 anni), 2001 e 1990.

Il Chianti Riserva Ducale Oro 2007 (sangiovese 80% minimo più cabernet sauvignon e merlot) è ancora giovane, inquieto, ma ha profumi di grande eleganza dove prevale il lato fruttato composto da marasca e lampone. Seguono poi echi di tabacco conciato, essenza di violetta e cannella. Gusto segnato da una gradevole vena acida, da ritorni di frutta rossa croccante e tannini molto fini.
 

Il Chianti Riserva Ducale Oro 2001 (85% sangiovese, 15% vitigni complementari come da disciplinare di produzione), versato da magnum, si conferma figlio di una bella annata in Toscana dove la frutta rossa, ancora una volta, gioca un ruolo importante nel profilo olfattivo del vino anche se, rispetto alla 2007, si affacciano intriganti note di spezie orientali, cioccolato e soffi balsamici. In bocca è di grande equilibrio e morbidezza. Un grande classico. 

Il Chianti Riserva Ducale Oro 1990 rappresenta un punto di riferimento inequivocabile per Ruffino e per il Chianti Classico in generale. E' un vino vecchio stile che non passa mai di moda e che grazie al piccolo apporto di uve bianche (all'epoca si poteva) garantisce quel guizzo di freschezza e tradizionalità che ogni prodotto storico dovrebbe conservare nel suo DNA. 
All'olfatto è un mosaico di colori, un tavolozza dove si riconosce ancora il rosso del frutto, il marrone del legno di ebanisteria, il giallo del sottobosco autunnale e il nero delle spezie. Al gusto è sapido, ampio, lunghissimo, strepitoso. Gran vino, un monumento.
 


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