Villa Gemma Masciarelli: ancora sorsi di grande Abruzzo


Ogni volta che incontro Marina e Rocco ritornano sempre le emozioni della storica verticale di Villa Gemma che organizzai assieme a molti amici in ricordo dell'appena scomparso Gianni Masciarelli. Da allora è come se quella parte d'Abruzzo non mi abbia più lasciato e questo legame, che a tratti sembra esser diventato di sangue, lo ritrovo ogni volta che davanti a me ho ritrovo un bicchiere di Villa Gemma, il vino di Gianni, quel vino che, come amava dire, "ha lo stesso sapore della mia terra".


Con Marina e Rocco abbiamo ripercorso di nuovo la vita di questo grande Montepulciano d'Abruzzo partendo dall'annata 1997 della quale, recentemente, avevo avuto "cattive" notizie. Nel mio bicchiere, invece, il vino si presenta con tratti terziari molto nobili che vanno dall'humus alla prugna fino ad arrivare al caffè. Un dipinto a tinte autunnali che in bocca non cede ancora nulla allo scorrere inesorabile del tempo visto che l'acidità e, soprattutto, il tannino sono ancora vivace e mordono le gengive. Un vino per nulla arrancante che potrà dare spettacolo ancora per molti anni.

Il Villa Gemma 1999 rappresenta la profondità e il lato oscuro del Montepulciano d'Abruzzo. Rispetto al 2008 non ha perso nulla di cià che aveva: china, fiori appassiti, cioccolato fondente, liquirizia, mineralità scura. E' un vino cervellotico, forse non di primo impatto ma proprio per questo lo amo e, penso, continuerò ad amarlo per molto tempo. Piccola annotazione: questa annata, forse in passato sottovalutata, sta dando vita ad una serie di piccoli capolavori enologici, Osso San Grato in primis.


Il Villa Gemma 2001 probabilmente è il più completo della batteria perchè, ad oltre dieci anni dalla vendemmia, rappresenta un Montepulciano nel pieno della sua maturità rinunciando sia ad esuberanze giovanili sia a cali di tensione dovuti all'età. Di un colore rubino impenetrabile si presenta al naso con un proporzionato intreccio di odori: frutta rossa ancora croccante, scatola di sigari, toni balsamici, cenni di humus e china. In bocca è superbo, formato da una intelaiatura tannica moderatamente vellutata e da una progressione da motore diesel. Succoso. Ha ancora ampi margini di miglioramento.

Il Villa Gemma 2003 è ricco, abbondante ed impetuoso senza però strafare. Il naso è un cesto di frutta rossa, sa di lavoro e fatica per gestire una vendemmia per nulla facile. Gianni però ce l'ha fatta anche stavolta, lo pensi quando porto il vino al palato che è certamente di buon peso ma affascina e seduce come come le forme di Crystal Renn. Ad oggi è un perfetto compagno di tavola, se poi l'abbinate ad un germano reale al forno......


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