Ka Mancinè tra Rossese e Tabaka


In attesa del mio primo viaggio in territorio di Rossese, durante lo scorso Vinitaly sono passato a trovare Maurizio Anfosso di Ka Mancinè per degustare in anteprima il suo primo vino bianco, il Tabaka, e per cercare di capire da lui come sarà l'annata 2011 del Rossese dopo la 2010 giudicata da molti come storica.

Secondo Maurizio «l'annata 2011 è molto interessante, diversa rispetto alla 2010  dove i vini si esprimono in modo elegante con strutture un pò più esili rispetto alla 2011 e con una complessità olfattiva che ben racconta il nostro territorio fatto di  spezie e mare. Grandi evoluzioni nel bicchiere, difficili in apertura e poi grandiosi sul finale. Sicuramente vini da tenere d'occhio durante i prossimi anni. Nella 2011, invece, i vini molto più complessi nella struttura, c'è un grande estratto secco, inizialmente quasi monotematici al naso, tanta frutta rossa, poi pepe e rosa a seguire. Sicuramente troppo giovani in questa fase, ma con prospettive molto interessanti. La parte alcolica è più elevata che negli ultimi anni ma ben equilibrata alla struttura del vino, colore intrigante rosso rubino abbastanza carico. Io sono molto contento di questa annata, sicuramente con il primo caldo entrerà nella sua massima espressione».

La vigne di Ka Mancinè
Parlare con Maurizio Anfosso è davvero interessante, si capisce quanto amore ha  per il Rossese che «è tutto per me. Parliamo di un grande vitigno non ancora esplorato nelle sue potenzialità reali. Grande, perchè lascia spazio di lavoro e d'interpretazione. Legato ad un territorio talmente complesso nel suo "Terroir" che permette d'esprimere vini differenti anche a pochi metri di distanza da un vigneto all'altro, come nel caso dei miei due cru: "Beragna" e "Galeae ". 
Il primo dà vita ad un un vino più continentale, espressione del freddo e delle forti escursioni termiche con una bella mineralità, mantre il "Galeae" è un vino mediterraneo e dotato di calore».

Maurizio Anfosso con i suoi vini
Io sono al banco di Ka Mancinè anche per bere il primo bianco dell'azienda, la Tabaka (70% tabacca, 20% vermentino e restante viognier), un vino che Maurizio mi spiega essere il risultato finale di una ricerca che mirava a dar vita ad un vino complesso e di territorio, che nei rossi è capace d'esprimere mare e montagna, senza arrivare ai soliti vini bianchi piacioni che sono stati prodotti da queste parti negli ultimi anni.
«Trovo che la "Tabaka" sia un vino rosso con un vestito bianco. Un vino duro come il nostro territorio. Sono stato sempre interessato a questo vitigno un pò sconosciuto, anche dalle nostre parti, cercando di trovare la giusta maniera per vinificarlo e domare la sua indole così rude. La ricerca non è ancora finita, penso sia un buon punto di partenza».

In effetti la Tabaka 2011 è un vino difficile, scontroso, è dotato di grande spessore minerale al quale si aggiungono col tempo e l'ossigenazione le note marine tipiche del territorio. Diventa salmastro e gessoso, irriverente, fugace, un vero duro quando si beve e dotato di finale lungo e leggermente ammandorlato. Un bianco di corpo che a me è piaciuto moltissimo anche se, penso, dividerà moltissimo gli appassionati forse troppo abituati a vini di pancia e poco mentali.


Per il resto segnalo ancora una volta un ottimo Sciakk 2011, un rosato che meriterrebbe maggiore gloria mediatica e che, invece, risulta essere ancora troppo una chicca per intenditori.

Grazie Maurizo, ci vediamo in Liguria!

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