Frascati, tutto pronto per Vinalia Priora: attese oltre 103 aziende


Oltre 500 etichette, 50 banchi d’assaggio e ben 103 aziende vitivinicole provenienti da tutto il Lazio: a meno di una settimana dal taglio del nastro, Vinalia Priora, si conferma già come vetrina privilegiata per uno dei prodotti più rappresentativi della nostra regione. Il 25 e 26 aprile 2026, gli spazi suggestivi del Museo Tuscolano – Scuderie Aldobrandini di Frascati si preparano ad accogliere la quinta edizione di un evento che, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi da promettente iniziativa locale a solida e prestigiosa kermesse del vino di un’intera regione, ospitando produttori e realtà del settore capaci di comporre un mosaico ricco, sfaccettato e vibrante. 


Un progetto che ha saputo crescere, consolidarsi e soprattutto evolversi, fino ad assumere una dimensione più ampia e consapevole. Giunta alla sua seconda edizione in veste regionale, la manifestazione, promossa dal Comune di Frascati è sostenuta dalla Regione Lazio attraverso Arsial e Lazio Innova, segno tangibile di una sinergia istituzionale che punta a valorizzare un comparto strategico per l’identità e l’economia del territorio. Il tema scelto per questa edizione, “Geografie dei vini del Lazio”, non è infatti solo un titolo evocativo, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. Raccontare il vino significa raccontare i luoghi da cui nasce, le mani che lo producono, le tradizioni che lo custodiscono e le innovazioni che lo proiettano nel futuro. Dai suoli vulcanici dei Castelli Romani alle brezze marine della costa, dalle colline della Tuscia alle terre più interne, ogni calice diventa una mappa sensoriale, un viaggio che attraversa paesaggi, storie e identità. Cuore pulsante della manifestazione saranno le degustazioni e le masterclass, affidate ad alcuni dei più autorevoli esperti del settore. Non semplici momenti formativi, ma veri e propri percorsi di approfondimento, pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta delle infinite sfumature del vino laziale. È qui che Vinalia Priora mostra la sua anima più ambiziosa: quella di un evento che non si limita a esporre, ma che educa, ispira e crea connessioni. In un tempo in cui il vino rischia di essere ridotto a prodotto di consumo, Vinalia Priora restituisce centralità alla sua dimensione culturale. Lo fa, in partnership con Frascati Scienza e divulgatori autorevoli, attraverso il dialogo tra produttori e visitatori, attraverso il racconto diretto delle aziende, attraverso la possibilità di degustare, confrontare, comprendere. Ecco allora che, accanto al percorso degustativo che si snoda negli spazi del Museo tuscolano, Vinalia propone sei masterclass tutte da scoprire, per fermarsi e vivere una nuova esperienza d’assaggio, più profonda e consapevole.

LE MASTERCLASS DI VINALIA PRIORA

SABATO 25 APRILE

h. 12.00 - La zonazione del Vulcano Laziale. Prime evidenze analitiche per una geografia del vino in costruzione
con Jacopo Manni

La scienza che orienta scelte produttive e disciplinari future, traducendo l’analisi territoriale in criteri operativi pser la qualità. Un assaggio comparato di 8 vini da Malvasia Puntinata, ottenuti da microvinificazioni standardizzate realizzate con il supporto di ARSIAL presso i laboratori sperimentali di Velletri, introduce alle prime sperimentazioni di zonazione dei versanti del Vulcano Laziale. Attraverso la lettura tecnica dei vini e dei paesaggi viticoli, sarà possibile osservare come le variabili pedoclimatiche incidano sull’espressione del vitigno, offrendo una prima base empirica per interpretare le differenze territoriali e valutare la costruzione di una zonazione vitivinicola.

h.16.30 Bellone. Da vitigno a visione, verso una nuova centralità del piano laziale
con Fabio Ciarla e Umberto Trombelli

Un percorso di degustazione dedicato al Bellone, vitigno in forte crescita e al centro di una rinnovata attenzione da parte dei produttori. Energia varietale ed equilibrio emergono attraverso interpretazioni che puntano a definire nuove traiettorie stilistiche, tra tensione e rilettura contemporanea del vitigno. Una risorsa ancora in piena espansione espressiva, capace di contribuire in modo sempre più significativo alla ridefinizione del bianco laziale.

h. 18.30 - Il Lazio a piede franco, il territorio senza mediazioni
con Matteo Gallello

Il piede franco come forma radicale di relazione tra vite e territorio, in cui l’assenza di innesto restituisce una trasmissione più diretta delle condizioni pedologiche e ambientali. Attraverso l’assaggio comparato di vini provenienti da specifici contesti del Lazio, si cercherà di cogliere se e in che misura questo patrimonio paesaggistico vivente si traduca in una espressione riconoscibile nel bicchiere, capace di restituire una relazione non mediata tra suolo, pianta e paesaggio. Una chiave interpretativa, tecnica e culturale, per interrogare il valore del piede franco come espressione di autenticità, differenza e verità territoriale.

DOMENICA 26 APRILE

h. 12.00 - Malvasia Puntinata. La cifra del bianco classico latino, tra forma, misura e profondità
con Ilaria Giardini e Francesco Radiciotti

Il bianco identitario che può ridefinire la percezione del Lazio, capace di coniugare sapidità naturale, capacità di tenuta e adattabilità agronomica. Attraverso l’assaggio di diverse interpretazioni, la Malvasia Puntinata si rivela come vitigno in grado di costruire una forma del bianco al tempo stesso rigorosa e dinamica, in cui misura e profondità diventano categorie leggibili nel vino. Una varietà che dimostra come tradizione e contemporaneità possano non solo convivere, ma generare nuove possibilità espressive per il territorio.

h 16.30 - Cesanese. Dalla traiettoria alla forma, la conquista della grandezza
con Letizia Rocchi, Maria Ernesta Berucci, Carlo Zucchetti e Gabriele Graia

Il rosso che ambisce alla profondità e alla longevità, e che nel tempo costruisce la propria misura. Nel confronto tra calici, il Cesanese si lascia leggere come una traiettoria, non lineare ma insistita, fatta di ritorni al vigneto, di scelte in cantina, di tentativi che diventano forma. È lì che il territorio smette di essere sfondo e diventa sostanza, materia che si organizza nel vino. Attraverso la voce di chi lo produce, lo comunica e lo attraversa quotidianamente, proveremo a ricostruire le linee di questa trasformazione recente: un percorso che ha portato il Cesanese a riconoscersi, e a essere riconosciuto, come uno dei rossi che oggi definiscono una possibile idea di grandezza.

h. 18.30 - Vitigni rari del Lazio. Biodiversità come valore strategico,il ritorno della differenza come risorsa
con Matteo Zelinotti e Riccardo Roselli di Vinario 4

La biodiversità come valore strategico non è qui un principio astratto, ma una pratica concreta di recupero, selezione e riattivazione di vitigni marginali, spesso relegati ai margini dei sistemi produttivi. Attraverso microproduzioni e sperimentazioni, questi vitigni tornano a essere dispositivi attivi di costruzione dell’identità, sottraendosi a modelli standardizzati e aprendo a forme di espressione non omologate. Il patrimonio genetico viticolo si configura come una vera frontiera competitiva: non solo risorsa agronomica, ma infrastruttura culturale e territoriale capace di generare valore, differenziazione e nuove traiettorie di sviluppo per il Lazio del vino.

DOVE: Scuderie Aldobrandini, Piazza Guglielmo Marconi, 6 Frascati


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