Tra le colline di Loreto Aprutino, dove le brezze dell'Adriatico incontrano quelle del Gran Sasso, si snoda una delle storie più antiche del vino abruzzese: quella della famiglia Ciavolich, la cui vicenda attraversa oltre cinque secoli mantenendo intatto il legame con la terra e con una viticoltura profondamente identitaria.
Le radici affondano nel XVI secolo, quando i Ciavolich — mercanti di lana di origine bulgara — si stabiliscono a Miglianico, ancora lontani dal mondo del vino che entrerà nella loro storia solo qualche secolo più tardi. Nel 1853 Francesco Ciavolich costruisce, davanti al palazzo di famiglia, la prima cantina destinata alla vinificazione delle uve provenienti dai terreni circostanti. Alla fine dell'Ottocento il matrimonio tra il figlio Giuseppe Ciavolich ed Ernestina Vicini, appartenente a una storica famiglia di Loreto Aprutino, crea definitivamente il legame con uno dei territori più vocati dell'Abruzzo dove, dopo diversi passaggi ereditari, si consoliderà il patrimonio agricolo e viticolo dell'azienda. Un'eredità oggi raccolta e reinterpretata da Chiara Ciavolich, che ha scelto di non considerare la storia familiare come un peso da conservare, ma come un punto di partenza per costruire una visione contemporanea senza mai interrompere il dialogo con il passato.
Il progetto produttivo si fonda su un approccio rigoroso e profondamente identitario, dove ricerca e sostenibilità convivono con la volontà di preservare un patrimonio agricolo costruito nel tempo. La proprietà si estende su circa 48 ettari, dei quali 35 dedicati alla vite, mentre il resto è occupato da oliveti e seminativi, in un equilibrio ancora fortemente legato al paesaggio rurale abruzzese. I vigneti alternano la tradizionale pergola abruzzese agli impianti a spalliera e comprendono vecchie parcelle che l'azienda sta recuperando attraverso un attento lavoro di valorizzazione del patrimonio genetico originario. Montepulciano, Trebbiano d'Abruzzo e Pecorino rappresentano il cuore della produzione, varietà interpretate con l'obiettivo di restituire nel bicchiere la personalità di Loreto Aprutino.
Dal 2004 si vinificano esclusivamente uve provenienti dai propri vigneti utilizzando acciaio, cemento, legno e terracotta, materiali scelti non per seguire un'impostazione precostituita, ma in funzione delle caratteristiche dell'annata e dell'espressione del singolo vino. L'obiettivo è accompagnare la materia senza sovrapporsi ad essa, lasciando che ogni vendemmia possa raccontare con autenticità il luogo da cui nasce.
È proprio da questa ricerca di autenticità, dove memoria e futuro convivono, che nasce Fosso Cancelli, il progetto più intimo e personale di Chiara Ciavolich. La sua origine coincide con un momento di svolta nella storia aziendale: nel 2007 la produzione lascia la storica ma ormai inadeguata cantina del Riccio di Ortona, costruita dal padre negli anni Sessanta, per trasferirsi definitivamente nel cuore di Loreto Aprutino. Una scelta necessaria per il futuro della cantina, ma profondamente legata anche alla sfera emotiva. Quelle mura custodivano infatti una parte importante della storia familiare: i pomeriggi trascorsi accanto alle vasche di fermentazione, il profumo del mosto, i rumori e le atmosfere di una cantina dove il vino prendeva forma seguendo ritmi antichi.
Da quel distacco nasce il desiderio di conservare non un luogo, ma la sua anima. Chiara decide così di racchiudere in bottiglia la memoria di quel periodo, dando vita insieme all'enologo Romano D'Amario a un vero e proprio "vino fotografia". Le migliori partite delle annate 2007 e 2008 vengono selezionate e lasciate fermentare spontaneamente in cemento, secondo una pratica che richiama la tradizione delle antiche cantine abruzzesi. Nasce così un vino capace di custodire non soltanto un'annata, ma un frammento di storia familiare.
Quel percorso prende forma compiuta nel 2015 con la nascita del primo Fosso Cancelli Montepulciano d'Abruzzo 2007. L'etichetta raffigura la tenuta racchiusa tra il Fosso Cancelli e il fosso Pallonero, quasi a delimitare un piccolo universo agricolo e sentimentale. Da allora Fosso Cancelli diventa il luogo in cui la memoria si trasforma in ricerca: fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, affinamenti in cemento, grandi botti e anfore, sempre con l'obiettivo di lasciare che il territorio si esprima con la minima mediazione possibile. Non una semplice collezione di etichette, ma il cuore della visione di Chiara Ciavolich, pensato per interpretare ogni vendemmia nella sua irripetibile unicità.
Per capire davvero il senso di questo lavoro, però, serve il bicchiere. Abbiamo degustato le ultime annate delle etichette che compongono questa collezione di vini identitari, ognuna capace di restituire una diversa sfumatura del volto di Loreto Aprutino.
Fosso Cancelli Trebbiano d'Abruzzo 2024
Annata estrema, segnata da un inverno mite e povero di precipitazioni seguito da una lunga fase siccitosa, il 2024 ha rappresentato un banco di prova per le vigne abruzzesi. A fare la differenza sono stati i vecchi impianti del 1974, la profondità degli apparati radicali e la capacità dei suoli di trattenere e restituire acqua nei momenti più difficili.
Nel calice si presenta luminoso, con un profilo olfattivo ancora in evoluzione che richiama agrumi maturi, fiori di campo, erbe mediterranee e una sottile impronta minerale. Il sorso è ampio e composto, quasi austero nella sua struttura, ma attraversato da una vibrante tensione sapida che ne accompagna la progressione. La materia è importante, sostenuta da una trama fresca e precisa che allunga la beva e lascia emergere una personalità profonda. Un Trebbiano d’Abruzzo autentico e territoriale, dove concentrazione e freschezza convivono in armonia, restituendo nel bicchiere la voce delle vigne storiche di Loreto Aprutino e la filosofia di Ciavolich: accompagnare la materia, senza mai sovrastarla.
Fosso Cancelli Pecorino 2022
Il 2022 è stata un'annata caratterizzata da una lunga fase siccitosa, mitigata dalla capacità dei suoli di Loreto Aprutino di conservare e restituire gradualmente acqua alle piante. Le piogge di settembre hanno completato la maturazione delle uve, preservando equilibrio tra ricchezza aromatica e freschezza. Interpretazione rigorosa di una delle varietà simbolo dell'Abruzzo, il Pecorino Fosso Cancelli nasce da fermentazioni in anfora, acciaio e botti di rovere di Slavonia, con un affinamento sulle fecce fini che ne amplifica profondità e complessità senza alterarne la purezza varietale.
Al naso richiama agrumi maturi, frutta gialla croccante, fiori spontanei ed erbe aromatiche, con una sottile impronta minerale. Il sorso è ampio e dinamico, sostenuto da una spinta sapida che accompagna la progressione fino a un finale lungo e preciso. Un bianco di carattere, capace di unire tensione e materia e di raccontare con eleganza il profilo territoriale di questo angolo incantato di Abruzzo.
Fosso Cancelli Cerasuolo d'Abruzzo 2023
Annata difficile e avara di produzione, il 2023 ha premiato le vecchie pergole di Montepulciano che hanno saputo preservare equilibrio e integrità delle uve. Al naso si apre con note di melograno, ciliegia matura e arancia sanguinella, accompagnate da richiami di erbe officinali e da una sfumatura quasi balsamica che ne amplifica la complessità. Il sorso è pieno, avvolgente, generoso, sostenuto da una trama sapida che accompagna la progressione gustativa senza mai appesantirla. La ricchezza estrattiva dell’annata emerge con chiarezza, ma trova equilibrio in una vena fresca che mantiene il vino dinamico e vitale.
È un Cerasuolo che supera l’idea di semplice immediatezza, mostrando una profondità capace di restituire l’anima del Montepulciano anche nella sua veste più luminosa. Un vino di materia ed equilibrio, con una struttura capace di accompagnarlo nel tempo e rivelare nuove sfumature durante il suo percorso evolutivo in bottiglia.
Fosso Cancelli Montepulciano d'Abruzzo 2020
Il 2020 si è distinto per un andamento climatico equilibrato, con un'estate calda ma priva di eccessi che ha favorito maturazioni progressive e complete. La profondità dei suoli e il naturale equilibrio della pergola abruzzese hanno contribuito a preservare freschezza, struttura e complessità aromatica, elementi che ritroviamo nel Fosso Cancelli Montepulciano d'Abruzzo, prodotto dai vigneti più antichi della tenuta (1965) e vinificato secondo la tradizione della fermentazione in cemento. Un'etichetta che più di ogni altra sintetizza la filosofia del progetto Fosso Cancelli, dove memoria, territorio e artigianalità trovano il loro punto d'incontro.
Il profilo aromatico alterna amarena, prugna, sottobosco, resina mediterranea e liquirizia, con sfumature terrose che ne amplificano la complessità. Il sorso è profondo e articolato, sostenuto da tannini maturi e da un equilibrio esemplare tra struttura e freschezza. Lungo, sapido e persistente, racconta con grande autenticità il volto più classico e affascinante del Montepulciano di Loreto Aprutino.



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