Champagne De Venoge - Cuvée Louis XV 1995 è il vino della settimana di Garantito IGP

di Luciano Pignataro

Durante l'ultimo giro nello Champagne organizzato dal Comité Interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC) abbiamo bevuto questo Champagne che stupisce, a distanza di tanti anni, non solo l'assoluta freschezza e il perlage energico e vivace, ma anche il frutto pieno e maturo, la spinta sapida e la chiusura davvero precisa ed entusiasmante


Un grande Champagne da uve pinot noir e chardonnay assemblate in parti uguali.

www.champagnedevenoge.com

Aglianico a Roma - Seconda Edizione - Tre Febbraio 2019


Cinque grandi champagne per la cena dell'Ordre des Coteaux de Champagne - Garantito IGP

di Luciano Pignataro

Durante l'ultimo giro nello Champagne mi sono trovate nella cena ufficiale organizzata dall'Ordre des Coteaux de Champagne presieduto da Bruno Paillard a Palazzo Du Tau, proprio affianco alla Cattedrale di Reims dove sono stati investiti i nuovi cavalieri, tra cui l'italiano Luca Cuzziol.


Una cerimonia in pompa magna, come solo i francesi sanno organizzare, solenne ma con il sorriso, con tanto di squilli di trombe, abiti da sera e cena seduta per 200 persone all'interno della quale sono state presentate cinque magnum per accompagnare i piatti.
Certo, qualcosa sta cambiando, il mercato asiatico ci ha fatto scoprire che i francesi non parlano solo francese ma, quando si tratta di comunicare il loro prodotto, anche un perfetto inglese. Euforia per un’annata definita straordinaria, non per consuetudine, ma perché non ha mai avuto tanto sole e così poca pioggia, tanto che il cambiamento climatico sembra essere benvenuto da queste parti.

Pignataro e Cuzziol

Almeno nella gestione dei vigneti. 
Una nota a margine: tra gli oltre 70 Champagne che abbiamo provato in questo giro, abbiamo trovato una tendenza a marcare freschezza e note salate molto evidente rispetto al passato.

Ma ecco cosa si è bevuto, a futura memoria.

Bruno Paillard, Assemblage 1999
Uno Champagne ottenuto dal classico assemblaggio così distribuito: 29% Chardonnay,29% Pinot Meunier e il resto Pino Noir da uve coltivate in 14 cru. Il dégorgement è stato fatto giusto dieci anni fa. Complessivamente uno sorso fresco, fruttato, agrumato, in buona evoluzione e di gran corpo.


Tattinger - Comptes de Champagne Blanc de Blancs 2007
Ottenuto da una selezione de la Cotes des Blancs e definito un'ode allo Chardonnay. In effetti il sorso è piacevolmente fresco, citrico, non tagliente, dotato di una buona sapidità e con un finale decisamente lungo e preciso, molto appagante.


Deutz -  Cuvée William Deutz 1999
Il vino della serata, complice anche la buona annata. 65% di Pinot Noir, 25% di Chardonnay e 10 di Pinot Meunier. Un vino che si è distinto per la sua complessità olfattiva, fruttato, minerale, balsamico e con rimandi fumè. Al palato gran corpo, anche qui sensazioni complesse, fresco, veloce, piacevole e lungo. Chiusura infinita e pulita. Grande bevuta.


G.H.Mumm, Cuvée R.Lalou 1999
Ancora la stessa annata, stavolta però il vino è ottenuto solo dalle uve Pinot Noir della Montagna di Reims classificate come Gran Cru. Aveva il compito di essere abbinato a un piatto di agnello e ha retto non bene, benissimo. Appena un po' meno complesso del precedente, ha espresso frutta, freschezza, fumè. Assolutamente giovane e pimpante, privo di note ossidative come il precedente del resto.


Nicolas Feuillatte -  Palmes d'Or Millésime 2006 Rosé
Rosé ottenuto da Pinot nero in un’annata considerata eccezionale, in grande evidenza la nota di ciliegia che domina l'olfatto e il palato corroborato da buona freschezza e chiusura sapida.


Contini - Vernaccia di Oristano DOC Antico Gregori è il vino della settimana di Garantito IGP

di Carlo Macchi

“C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico” E se questo “antico” è l’Antico Gregori di Contini siamo a posto. 


Una Vernaccia di Oristano dai toni solari al naso, asciutti e meravigliosamente essenziali in bocca.  Una freschezza che affonda nella terra, un mare di bontà che ti porta in cielo.


Cosa lega il mitico “Vin Tonique Mariani” alla Coca Cola?

di Carlo Macchi

A Montalcino durante una cena di solito si bene Brunello o, per aprirla, Champagne. Per questo quando, per chiuderla, i carissimi amici del ristorante il Giglio mi hanno messo sul tavolo una bottiglia panciuta con sopra scritto “Coca”, mi è venuto da alzare il ciglio.
L’ho subito riabbassato assaggiando un liquido ambrato, dal profumo di erbe officinali “e non solo”, elegante, moderatamente amaro e soavemente alcolico, tanto da permettermi di riassaggiarlo e godermelo per ben tre volte.



Ma di cosa si tratta? Di un liquore particolarissimo, che nasce addirittura nel 1863, quando il chimico e farmacista francese Angelo Mariani creò questo tonico utilizzando del Bordeaux in cui faceva macerare per delle ore delle foglie di coca del Perù.
Avete letto bene, coca del Perù: naturalmente il risultato non solo era corroborante ma aveva delle innegabili capacità eccitanti. Il Vin Mariani ottenne immediatamente un successo “eccitante”, tanto da essere richiesto non solo in Francia ma anche all’estero e da personalità di spicco come lo Zar di Russia e addirittura da due Papi, Leone XIII e Pio X. Il primo arrivò addirittura a conferirgli una medaglia d’oro ufficiale.



Il“Vino Tonico Mariani alla coca del Perù” in tempi in cui la medicina non era certo sviluppatissima, diventò un vero e proprio “vino medicinale” e Mariani aprì fabbriche su fabbriche per produrlo, arrivando fino a 12 milioni di bottiglie all’anno.
Tanta fama portava a tante imitazioni: per esempio nel 1886 un certo John Pemberton, medico ad Atlanta, ispirandosi al Vin Tonique Mariani creò la Pemberton’s French Wine Coca. Per farla miscelava vino, caramello, foglie di coca e bacche di cola. Il proibizionismo lo costrinse a rivedere la ricetta, eliminare il vino e le foglie di coca: nel frattempo si era indebitato e così fu costretto a vendere la formula del suo prodotto a chi la fece diventare nientepopòdimenochè Coca Cola.



Il proibizionismo colpi anche Mariani: il colpo successivo gli venne dato dal governo francese che nel 1930 proibì l’utilizzo delle foglie di coca. Così Mariani dovette cambiare la ricetta e piano piano il Vin Tonique perse il suo appeal e la ditta fu costretta a chiudere.
Tutta questa storia mi è stata raccontata tra un sorso e l’altro del rinato (nel 2017) Vin Tonique Mariani, fatto adesso con vermentino corso, erbe varie e un distillato di foglie di coca (naturalmente privato dell’alcaloide psicotropo).



Devo ammettere che mentre lo sorseggiavo pensavo allo Zar che lo beveva, al Papa che gli conferiva una medaglia “al valore”, al medico Pemberton e mi sentivo un po’ trasportato in un mondo antico, dove invece della Coca Cola c’era il Vin Tonique di Mariani: se non era una Belle Époque quella ….

Vin Tonique Mariani è importato in Italia da
Michele Machetti/Kahata Wines
 via Cialdini, 73
Montalcino
Tel. 3357309725

Poggio le Volpi - Frascati Superiore Epos Riserva 2015 è il vino della settimana di Garantito IGP

Vent’anni fa un Frascati con queste caratteristiche era introvabile. I tempi cambiano, per fortuna. Ecco un vino elegante, fortemente floreale, con note di miele di acacia, papaia, mango, pesca, resina. 


Bocca salina, avvolgente, succosa, bella interpretazione di un’annata che ne ha visti pochi di questo livello.

www.poggiolevolpi.com

Sangue di Lupo: un liquore d’uva fragola che sa di Alto Piemonte - Garantito IGP

di Roberto Giuliani

Isabella. Così si chiama l’uva fragola che i fratelli Romano e Sergio Beretta impiantarono negli anni ’60 a Suno, uno dei comuni dove nascono ottimi vini delle Colline Novaresi. Ben 3 ettari, seguiti con amore per vendere questa varietà come uva da tavola; dopo gli anni ’90, la mancanza di forza lavoro in famiglia ha costretto i Beretta a ridurre la piantagione a soli 1,5 ettari. Un vero peccato trattandosi di un’uva di nicchia che rappresenta una tradizione che ha radici lontane in questo territorio.

filari di uva fragola

Negli ultimi anni l’azienda Agrivil – che ha vocazione cerealicola - è passata a Claudia Paganotti, che ha forgiato la propria esperienza sulle uve e i vini di Ghemme. Pur continuando a vendere l’Isabella come uva da tavola, approfittando della sua notevole qualità, Claudia ha deciso di considerare la trasformazione artigianale di quest’uva preziosa in composte, confetture extra, succhi e nella produzione di un liquore, unico nel suo genere, che ripropone il colore tipico degli acini, con caratteristiche di dolcezza, intensità di profumi e alcolicità non eccessiva (intorno ai 30°, molto meno di una grappa).
La creazione e il nome del liquore nascono dall’intuizione del figlio della titolare, Alessandro, che riconoscendo il colore rosso sangue, ha abbinato il lupo simbolo di Suno creando anche un’armonia simbolica nel nome.
Claudia ha subito creduto in questo prodotto dal profumo intenso e dal sapore delizioso dando continuità all’azienda, cercando opportunità in nuovi mercati e promuovendo sia l’uva fragola Isabella che la sua collocazione territoriale tipica. 
Proprio quest’anno è riuscita a far avviare il percorso di registrazione come marchio De.C.O.  per i comuni di Suno e Mezzomerico.
Il Sangue di Lupo viene venduto in due formati, 500 ml e 200 ml, quella in mio possesso è la seconda.


Devo dire che quando l’ho sorseggiato la prima volta, a casa di Alfonso Rinaldi, mitico produttore del Costa di Sera dei Tabacchei, un bianco strepitoso a base di erbaluce, sono rimasto molto colpito dai profumi e dalla piacevolezza al gusto. Accostato al naso ho sentito un forte richiamo all’uva di origine, che così lavorata si avvicina alla confettura di amarene, ma anche belle sfumature di noce, leggera china, rosa canina e persino tabacco aromatico da pipa. All’assaggio vieni quasi travolto dalle sensazioni, viene fuori il miele di castagno, poi la frutta secca, la dolcezza è moderata e questo permette di godere al meglio del forte impatto aromatico, persistente e piacevolissimo. 


Difficile limitarsi, soprattutto se hai la possibilità di goderlo a fianco di crostate e biscotteria secca. Da provare assolutamente!

AGRIVIL – di Paganotti Claudia Maria
Via Guglielmo Marconi, 24D - Suno (NO)
Email: claudiapaganotti@gmail.com
Liquore “Sangue di lupo”
Bottiglia ml. 500 € 13,00 compresa I.V.A. 22%
Bottiglia ml. 200 €.  9,00 compresa I.V.A. 22

Fratelli Lolli - Passerina del Frusinate IGT "Gricciano" 2016


Qualcosa di positivo a Piglio (FR) e dintorni sta accadendo, la viticoltura del Lazio sta crescendo anche grazie a questi giovani ragazzi che credono nell'agricoltura biodinamica e nel vino c.d. naturale. 


Prova ne è questa passerina che profuma di fieno e ginestra e che ha il sapore rustico delle domeniche passate a tavola con gli amici,

http://aziendaagricolalolli.com