Tselepos Winery tra Driopi Rosé e Nemea Driopi

Avevo già parlato di questa importante azienda vinicola greca quando, con il mio amico Costas, avevo bevuto un ottimo Moschofilero prodotto da Yiannis Tselepos, un signore baffuto che ha avuto il pregio di salvare questo vecchio vitigno del Peloponneso dall'estinzione.

Passa qualche mese ed ecco che il mio amico greco "de Roma" mi porta a degustare altre due bottiglie di Tselepos, un rosé e un rosso a base di Agiorgitiko, uva considerata tra le migliori di tutta la Grecia il cui nome deriva da Agios Georgios (San Giorgio).
I vigneti, differentemente da quanto visto per le uve moschofilero piantate nella regione dell'Arcadia, si trovano nella zona viticola della Nemea (una delle più grandi in Grecia) caratterizzata da catene montuose che, pian piano, degradano in colline e pendii verdeggianti ricoperti da vigneti, situati ad altezze che vanno dagli 850 ai 200 metri s.l.m., dove l'Agiorgitiko è la varietà più coltivata.

Vigneti in Nemea

Dal vigneto aziendale di circa 9 ettari acquisito nel 2003 da Yiannis Tselepos, composto anche da vigne di oltre 50 anni di età, nascono i vini che ho in questo momento davanti a me, il Driopi Rosé 2013 e il Nemea Driopi 2012.

Il primo, la cui vinificazione prevede una macerazione sulle bucce per 36 ore, è un rosato abbastanza spiazzante per le diverse anime che lo compongono. Al naso, infatti, è abbastanza "scontato" con i suoi freschissimi aromi di caramella al lampone e fragolina di bosco. Il discorso però cambia totalmente al sorso dove si fa austero, diretto, minerale e con un finale sapido e persistente che, in qualche  modo, ridà punti ad un vino che si fa apprezzare se abbinato, come abbiamo fatto noi, anche ad una bella pasta all'amatriciana!


Il Nemea Driopi 2012, anch'esso 100% Agiorgitiko, si caratterizza per una fermentazione in acciaio e un successivo affinamento in barrique per 8-10 mesi. Il naso è ancora molto chiuso, deve aprirsi, e solo con un'adeguata ossigenazione riesco a percepire l'alito di un frutto scuro al quale sensazioni di radici, liquirizia e terra aggiungono adeguata e sperata complessità.
La bocca, più di tutti, svela l'estrema giovinezza del vino che in questa fase evolutiva è più verticale che orizzontale mantenendo una bellissima bevibilità. Sicuramente il tempo conferirà al sorso quel quid in più indispensabile per confermare all'Agiorgitiko quella fama che lo vede spesso collocato sul podio dei migliori vini della Grecia.



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