Sulle colline moreniche del Custoza la terra custodisce una storia geologica antica, fatta di ghiacciai che si ritirano, di ciottoli levigati dall’acqua e di un suolo vivo, sospeso tra la precisione della ghiaia e la profondità dell'argilla. Qui lo sguardo scivola morbido verso l’orizzonte del Lago di Garda ed è qui che, quasi settant'anni fa, è iniziato il viaggio di Monte del Frà.
Fondata nel 1958 da Massimo Bonomo, l'azienda ha saputo trasformare una radice agricola in una visione vitivinicola d'eccellenza. Oggi, guidata con complicità e lungimiranza dalla seconda e terza generazione della famiglia – con Claudio ed Eligio affiancati da Marica, Massimo e Silvia – Monte del Frà rappresenta un modello contemporaneo di sartorialità enologica. Una realtà che, pur parlando a 68 Paesi nel mondo, non ha mai spostato di un millimetro il proprio centro emotivo dal Custoza.
La promessa silenziosa di questa realtà è racchiusa nel concetto di passare sulla terra leggeri, un impegno che si traduce ogni giorno tra i filari in una gestione integrata e consapevole, dal diserbo meccanico allo sfalcio alternato per tutelare la fauna, fino a un sistema a microgoccia che abbatte di oltre il 70% l'uso delle risorse idriche. Ma la vera cifra stilistica della famiglia Bonomo risiede nella gestione del tempo: in un mercato che corre a perdifiato, Monte del Frà rivendica con orgoglio il diritto all'attesa e all'ascolto, una filosofia che modella anche l'attuale e profondo piano di ristrutturazione della sede storica di Sommacampagna. Concepito come un vero rifugio dell'anima per il vino e certificato CasaClima Wine, questo progetto vedrà la conclusione della sua prima fase entro la fine del 2026, inaugurando nuovi caveaux e cantine di microvinificazione pensate proprio per accogliere i cru aziendali e lasciarli maturare senza forzature.
Il manifesto liquido di questa visione è senza dubbio il Custoza Superiore DOC Ca' del Magro 2023, nato da un'intuizione felice e da un blend millimetrico di Garganega, Trebbiano Toscano, Cortese e Incrocio Manzoni allevati a Guyot. Con le sue vigne vecchie di oltre trent'anni, questo cru applica alla perfezione il principio del less is more: è il vigneto stesso a parlare, protetto da una criomacerazione prefermentativa e da un lungo affinamento sur lies condotto tra acciaio e cemento da ottobre a maggio, a cui seguono almeno sei mesi di sosta in bottiglia. Nel calice, l'annata 2023 si rivela di buona precisione identitaria, presentandosi con un colore giallo paglierino intenso impreziosito da leggeri riflessi dorati.
Al naso l'impatto è di grande intensità e complessità: note floreali di camomilla e petali bianchi si intrecciano a una ricca trama fruttata di mela matura, lychees, pera, albicocca e pesca gialla, fino a toccare sfumature esotiche di mango e una piacevole vibrazione speziata di zenzero su uno sfondo nitidamente minerale. In bocca il vino svela la sua vera nobiltà attraverso un sorso asciutto, sapido e di ottimo corpo, dove la spinta acida dialoga perfettamente con una struttura avvolgente, allungandosi in una persistenza retrolfattiva profonda e pulita.
Il Ca' del Magro 2023 non cerca scorciatoie o facili consensi immediati; è un bianco d'ordine, di luce e di pazienza, dotato di una straordinaria capacità di invecchiamento che dimostra in modo inequivocabile come il Custoza sappia nobilitarsi con lo scorrere del tempo, abitando gli anni con assoluta, intramontabile grazia.





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