Metti una sera a Castelvenere tra vignaioli e vini del Sud - 1° tempo

E’ sempre bello tornare a Castelvenere, in questo paesino a pochi passi da Benevento si respira ancora un’aria rurale, d’altri tempi, dove ogni movimento, anche il più semplice, è fatto con lentezza, ponderato, perché l’orologio del contadino scorre lento, nulla si butta e nulla è lasciato al caso. 
Pochi banchetti al centro del paese hanno ospitatato i produttori facenti parte della locale Fiera del Vino a cui si sono aggiunti, per il secondo anno consecutivo, quelli selezionati da Pignataro & Co. appartenenti alla “squadra” dei “Grandi Vini da Piccole Vigne”, piccola fiera nella fiera dove si mostra in tutto il suo splendore tutta la biodiversità enologica del Sud Italia.
All’interno di questa festa antiparkeriana molti sono stati i vignaioli e i vini di frontiera da me apprezzati e selezionati, una sorta di Best of The Best che troverete dettagliato nelle righe seguenti, "interviste" comprese.....

‘A Vita – Cirò Marina (Crotone): Francesco de Franco l’ho conosciuto a Roma a Dicembre 2009 quando, in tour per l’Italia, stava facendo conoscere il suo gaglioppo in purezza, ‘A Vita, di cui ho tessuto lodi sperticate in questo articolo. A Castelvenere non ho potuto far altro che confermare quella emozione. Anzi, qualche mese di affinamento in più ha reso sicuramente ancora più complesso il vino. Durante la serata Francesco, accompagnato dalla sua Laura, mi ha fatto provare un nuovo vino, l'F37 P26, altro gaglioppo in purezza da vigne giovani la cui particella catastale è anche il nome del vino. Grande riuscita anche questa, si sente la gioventù della vite ma i profumi e la tensione del vino sono davvero esaltanti. Avanti così!


Azienda Agricola Bonavita – Faro Superiore (Messina): questa piccola azienda, incastonata in una lingua di terra chiusa tra il mar Tirreno e il mar Ionio, che si specchia nello Stretto di Messina, produce un Faro (Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera) di grande espressione territoriale. L’annata 2007, abbastanza calda da quelle parte, dà vita ad un vino molto verticale, frutta e spezie scure sono i principali descrittori di un vino che dovremmo aspettare più degli altri per placare il suo lieve eccesso di alcol. 
Il Faro Bonavita 2008, invece, è un piccolo gioiello già pronto, profuma di frutta di rovo, di fiori rossi, di minerale, di spezie esotiche. E’ un vino che mi fa pensare a terre lontane, la sua balsamica eleganza e setosità mi fanno tornare in mente il Marocco, le sue stoffe e i suoi arredi. Non mi sono fumato qualcosa di strano ma certi odori li riconduco alle mie esperienze di viaggio. So strano eh!!???



Azienda Agricola Ciro Picariello – Summonte (AV): qua c’è poco da dire, il Fiano “made in Summonte” prodotto da questo piccolo vignaiolo campano è uno dei più grandi vini bianchi d’Italia, senza se e senza ma. Il millesimo 2007 è ancora tanto giovane, lo dice lui stesso, ma a me e ai miei compagni di bevute è piaciuto un sacco questo Fiano dalle evidenti note minerali, c’è chi scrive fumè, che ha nella vena acida e nella persistenza finale il vero nirvana enologico. Alla faccia di chi beve solo l’ultima annata perché le altre sono “vecchie”!

I coniugi Picariello

L'attesa del buon vino


«Si dice che l'attesa sia lunga, noiosa. Ma è anche, in realtà, breve, poichè inghiotte quantità di tempo senza che vengano vissute le ore che passano e senza utilizzarle.»
 
Thomas Mann

Ci sono vini che nascono e passano in un istante, semplici e fugaci comparse in bicchieri distratti che nessuno si volterà a cercare. 
Ci sono vini che si attendono, impazienti facciamo finta di non guardare il calendario sulla nostra parete, le date significative hanno un cerchietto rosso fatto col pennarello rubato dalla scrivania del nostro produttore di riferimento.
A volte è simpatica la vita del wine blogger, i vignaioli ci considerano grandi esperti, grandi palati, altrimenti nessuno ci farebbe degustare in anteprima le loro creature ancora in affinamento. E’ un grande privilegio assaporare il vino che ancora smania in botte o in acciaio, è come un neonato i cui gesti devono essere attentamente valutati per capire in prospettiva che uomo sarà. Difficile, a volte, confessare al genitore che, secondo la propria opinione, quel bambino non diventerà mai Einstein. Bellissimo, invece, essere il padrino enologico di un presente e futuro capolavoro.
Tra qualche mese l’attesa finisce, strapperò il calendario, quei vini che mi avevano emozionato degustandoli “en primeur”, in cui spero e ho sperato, vedranno la luce del mercato, potranno essere apprezzati da tutti.
Basta preamboli, tiro fuori i nomi.
 
Coletti Conti – Hernicus 2009: sarebbe facile, facilissimo, parlare del Romanico 2008 che anche quest’anno ha tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori rossi d’Italia. Nel 2009, però, questo grande cesanese non verrà prodotto, Antonello non lo ritiene all’altezza, per cui tutte le uve verranno convogliate per la produzione del suo “fratellino minore”, l’Hernicus, che rappresenterò all’uscita uno dei migliori vini col rapporto q/p in circolazione (stiamo sotto i 10 euro). Parliamo di un vino stupendo che che profuma Mediterraneo e di Oriente. Dovrebbe essere il vino quotidiano di tutti.


Monteraponi - Chianti Classico Riserva Baron Ugo 2006: Michele Braganti nella sua cantina probabilmente ha il Chianti Classico che chiude il cerchio, sicuramente il mio punto di riferimento tra i sangiovese di Radda in Chianti. Vino spettacolare, da vecchie vigne poste in altura, se lo versate nel bicchiere dopo un minuto la vostra stanza odorerà di fiori rossi, arancia amara e spezie. Raddese nell’anima con la sua vibrante acidità, è un Chianti che non smetteresti mai di bere. Commovente.
 
Podere San Lorenzo – Brunello di Montalcino 2006: insieme a “Le Ragnaie” (di cui parlerò approfonditamente a Settembre), San Lorenzo è una delle mie piccole aziende di riferimento del territorio ilcinese. Dagli assaggi in botte ho potuto notare che 2006, 2007 e 2008 sono tre buone/ottime annate a Montalcino. Luciano Ciolfi, da bravo interprete del sangiovese, ne ha approfittato sfoderando un Brunello annata davvero emozionante anche se il vero pezzo forte uscirà nel 2012 con una Riserva 2006 che, e qui mi sbilancio, rappresenterà un punto di riferimento per molti. L’attesa sta per finire.
 
Cascina I Carpini - Bruma d'Autunno 2007 Riserva Speciale "2012 La fine del Mondo": figlio di una selezione di grappoli provenienti dalla vendemmia di sole vigne vecchie, già dal nome si capisce che questo è un vino speciale. Dopo averlo sentito in vasca lo scorso anno, ho capito che questa era il mio barbera. Paolo Ghislandi ha fornito a questo vitigno complessità e profondità rilanciando quello che, prima del Bruma d’Autunno, era un “semplice” vino da tavola. Prenotatelo, non vi pentirete.

Paolo Ghislandi

Gianfranco Fino - ES 2010: ci vorranno ancora due anni per far uscire questo gioiello, le uve che stanno raccogliendo sono le migliori mai avute nella sua (breve) carriera di produttore di vino. Tanta polpa ed equilibrio già sono presenti nell'acino. E se lo dice lui che sarà fantastico, c'è da crederci no?

Pochi Grilli per la testa a La Palazzola


Vascigliano di Stroncone, in provincia di Terni, rappresenta il piccolo regno di Stefano Grilli, il deus ex machina de “La Palazzola”, un baluardo enologico che si inspira ad una ricerca continua di qualità, alla curiosità di sperimentare nuove tecniche ormai dimenticate, alla capacità di saper “raccontare” i suoi vini come qualcosa di animato, qualcosa che fa ricordare di se. 

L'azienda
Venticinque ettari vitati situati su una collina molto dolce con terreni ricchi d’argilla a tessitura compatta con esposizione a sud – sud ovest,  più di venti tipologie di vino diverse, anche questo è un merito di Grilli che definisce la situazione attuale "work in progress", ogni anno sapori nuovi, nuove sperimentazioni, nuovi vini e uve locali da valorizzare.
La Palazzola, così come specificato nel sito internet aziendale, ha un indirizzo prevalentemente rossista anche se, e qui arriviamo al cuore della degustazione effettuata, non disdegna di “creare” vini passiti e, soprattutto, grandissimi spumanti metodo classico.
La caratteristica più curiosa è quella di utilizzare un antico metodo chiamato “metodo ancestrale” consistente nel bloccare la fermentazione alcolica tramite uno scambiatore a freddo per far sì che la presa di spuma sia ottenuta dai zuccheri provenienti dall’uva di partenza.

La Cantina
Il Sangiovese Brut Rosè 2006 de “La Palazzola” rappresenta, insieme al loro Riesling Brut, il punto più alto della loro produzione spumantistica e si presenta nel bicchiere di color rame, brillante ed elegante col suo olfatto giocato su toni di confetto, violetta, ribes, melograno, petali di rosa e melone bianco.
Bocca fresca, sapida, molto pulita ed in armonia col il naso. Uno spumante da tutto pasto che qualcuno ha indicato come perfetto alleato per una carbonara da sballo. Costo allo scaffale circa 15 euro. In futuro spero di provare tutta la produzione di Stefano Grilli, penso mi aspettino molte sorprese…

Sangiovese Brut Rosè

Forbici mafiose a Poggio Velluto - l'intervista ai proprietari


Lascio spazio all'intervista ai titolari di Poggio Velluto.

I fatti e il dolore parlano da soli.




Intervista di Tv9 Telemaremma

Grandi vini da piccole vigne 2010. E io faccio il bis!!


Oggi tornerò con piacere a Castelvenere (BN) per la seconda edizione di Grandi Vini da Piccole Vigne, uno dei pochissimi, se non l'unico, festival del Sud dedicato alla biodiversità enologica.


Ecco le Piccole Vigne ospiti della Manifestazione di quest’anno:

Azienda Agricola Ciro Picariello – Capriglia Irpina (Avellino)
Cantina Contrada Salandra – Pozzuoli (Napoli)
Azienda Agricola La Sibilla –Bacoli (Napoli)
Cantina Bambinuto – Santa Paolina (Avellino)
Cantine Luigi Tecce – Paternopoli (Avellino)
Nanni Copè – Vitulazio (Caserta)
A Vita di Vigna De Franco – Cirò Marina (Krotone)
Azienda Agricola Bonavita – Faro Superiore (Messina)
Azienda Agricola Gennaro Papa – Falciano del Massico (Caserta)
Cantina dei Monaci – Santa Paolina (Avellino)
Cantina del Barone – Cesinali (Avellino)
Tenute del Fasanella – Sant’Angelo a Fasanella (Salerno).

Programma
Venerdì 27 Agosto
Ore 18,00
Palio della “Barbera Contadina”
Degusta con il gruppo Slow Wine Campania
Posti limitati – Prenotazione obbligatoria*

Ore 20,00
Apertura Banchi d’assaggio

Ore 23,30
Piccole Vigne Music Fest
DJ Set Salvatore Magnoni from Rutino
Il dj in vigna

Per info e prenotazioni Palio della Barbera Contadina: Pasquale Carlo 3297333423

Come sempre grazie a Luciano Pignataro e Mauro Erro per l'organizzazione. 

Seguite Percorsi di Vino per tutti gli aggiornamenti.  A presto!

Poggo Velluto e la mafia in vigna


Sono senza parole, ho letto la notizia sul blog di Davide Bonucci che a sua volta ha ripreso questa notizia sul Tirreno. In pratica l'azienda Poggio Velluto, sita a Seggiano, sul Monte Amiata, in provincia di Grosseto, non ha più un vigneto.

Poggio Velluto
Qualche bastardo con forbici laser ha distrutto ogni pianta, 2700 viti  sono state tagliate fin sotto l'innesto, sottto terra, alle radici.

vite recisa
Queste viti non cresceranno mai più e l'azienda, è facile comprendere, ha avuto un danno decine di migliaia di euro. Un’enormità per una piccola azienda che proprio quest’anno aspettava la gloria di imbottigliare, per la prima volta, il Montecucco doc e rientrare dell'investimento.
Secondo il Tirreno sarebbero stati tre, forse quattro attentatori che hanno impiegato due ore, tra venerdì e sabato, per recidere circa 2700 viti in un'azienda agricola di Seggiano usando delle forbici laser. È questa la ricostruzione dei carabinieri del nucleo investigativo al termine dei tre sopralluoghi effettuati negli ultimi giorni.

Ora gli investigatori scavano nel passato dei proprietari e nelle persone che ultimamente si erano fatte avanti per rilevare l'azienda. E intanto emergono due episodi inquietanti: il giorno dell'attentato i cani dell'azienda vicina sono stati uccisi, cani che che non avrebbero fatto la guardia soltanto alla loro azienda, ma che stavano in un pezzo di terra al confine con quella dove la vigna è stata completamente distrutta.
Cani quindi, che avrebbero potuto abbaiare, per avveritre e che avrebbero fatto scattare l'allarme se durante la notte qualcuno si fosse avvicinato a quegli appezzamenti di terreno
La proprietaria del fondo fortunatamente andrà avanti nel suo lavoro, non cederà all'intimidazioni di qualche mafioso interessato al suo fondo.

vite recisa
Insieme all'Enoclub Siena cercheremo di organizzare qualche iniziativa di sostegno, voi, se potete, comprare il loro vino o andate nel loro agriturismo. 

Il minimo è fornire loro sostegno morale!
 

I "cosi" del vino


Cosa è sto coso?


Dicono che serve a mantenere fresco il vino, dicono che i piccoli fori disposti sulla parte superiore creano un sistema di ventilazione e di protezione del vino contro agenti esterni, dicono che per realizzarli sono stati usati materiali preziosi come oro, platino e diamanti incastonati nella parte centrale. 
Dicono che Eckhart Cullman, che lo ha progettato, vuole indietro tra i 2.845 dollari e i 4.453 dollari per vendervi sto coso. 

Costano così care le padelle per fare le caldarroste?