di Luciano Pignataro
Dopo il Vibra bianco arriva il rosso, da uve aglianico e merlot coltivate a circa 500 metri con protocolli che aderiscono al programma di viticoltura sostenibile VIVA: è la risposta di Mastroberardino ai consumi che cambiano a cominciare dall’etichetta, vivace e allegra, che strizza l’occhio alle nuove tendenze estetiche nate con la birra artigianale e poi adattata da molti produttori di vini “naturali”. Ma quello che conta, oltre al prezzo ovviamente, è lo stile di questo rosso, a cominciare dal colore non concentrato e dal grado alcolico fermo a undici gradi.
La morbidezza del merlot aiuta la immediata bevibilità di Vibra, lavorato esclusivamente in acciaio con una estrazione breve di 3-4 giorni. Il risultato? Un vino fresco, di godevole bevibilità, adatto ad ogni tipo di abbinamento, a cominciare dalla pizza, da noi verificato da Wip di Nocera Inferiore. Ma va bene anche come aperitivo, appena raffreddato.
