I miei Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2016

Si è conclusa anche quest'anno la giornata dedicata alla presentazione dei Tre Bicchieri 2016 del Gambero Rosso

Arrivato alle 15 per evitare la solita calca che, a dire il vero, quest'anno è sembrata forse meno opprimente causa sala condizionata (bonus allo Sheraton), ho cominciato il wine tour iniziando ovviamente dai bianchi e dalle due Regioni che, a mio modesto parere, esprimono al loro interno i migliori vini di questa tipologia: Campania e Marche.

Per quanto riguarda la Campania, la lotta tra Fiano di Avellino e Greco di Tufo per me l'ha vinta, e la cosa l'ho anticipata anche su Facebook, il Greco di Tufo 2014 di Pietracupa che non solo rappresenta un mostro di piacevolezza ma, cosa più importante, ha raggiunto una qualità simile al Fiano di Avellino dello stesso produttore e, quindi, un livello qualitativo tale da potersela battere con i migliori bianchi internazionali. 


Sempre in Campania una menzione speciale la darei al Fiano di Avellino "Clos d'Haut" 2013 di Villa Diamante e al Fiano di Avellino 2013 di Rocca del Principe. Vini eccezionali, giovanissimi, che esprimeranno il loro potenziale solo tra qualche anno.


Una sorpresa, almeno per me, è stato il Costa D'Amalfi "Per Eva" della Tenuta San Francesco il quale, zitto zitto, per territorialità ha sbaragliato molti suoi colleghi più blasonati.


Nelle mie amate Marche, tra i bianchi, il Verdicchio ha fatto la parte del leone con una batteria di vini di valore assoluto. Difficile stabilire, tra i vari, quale fosse il migliore tra il Collestefano, il Qudì (di cui ho già scritto), il Podium, Il Priore, Il Cantico della Figura e la Riserva di Villa Bucci. Se proprio devo scegliere, per un soffio, metto sul podio il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico "Il Cantico della Figura" Ris. 2012 di Andrea Felici perchè ha una piacevolezza immediata associata ad una complessità già ben definita e di altà qualità. Ah, il vino aveva il tappo a vite......


Cercando oltre queste due Regioni la mia scelta, per ragioni diverse, va a queste due etichette:


Il Vigna Capestrano di Valle Reale perchè, anno dopo anno, Leonardo Pizzolo sta diventando sempre più bravo


Sterpi 2013 perchè ogni tanto bisogna dare a Massa quel che è di Massa ovvero il Timorasso.

Per quanto riguarda invece i rossi, sarebbe facile, molto facile, scegliere tra i vari Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino e Chianti Classico in degustazione visto che, soprattutto per il sangiovese ilcinese, l'annata 2010 ha regalato degli splendidi nettari tra cui, a mio parere, spiccano Poggio di Sotto (l'ultimo dell'era Palmucci), Le Ragnaie. Fattoi, Il Marroneto e Tenuta Le Potazzine.


Cercando, almeno stavolta, di essere il meno scontato possibile, la scelta del vino più emozionante la dedico al Ghemme dei Mazzoni 2012 di Tiziano Mazzoni per la seguente motivazione: come riportare questa denominazione, abbastanza sottovalutata, ai massimi livelli con un nebbiolo di rara finezza e dal prezzo decisamente ok: 15 euro in cantina. Tiziano e sua moglie, poi, erano tra i pochi ad essere dietro il banchetto di degustazione a spiegare il loro territorio. Un plus che, almeno per me, vale doppio.


L'ultima citazione riguarda un altro vino campano ovvero il Taurasi 2007 di Perillo. Vino sublime che in pochi alla presentazione hanno cagato. Guardavo sempre il banchetto di degustazione ed era sempre troppo vuoto. Non me lo spiego.





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