Borgogna 2000 a Siena

Rendiconto della degustazione tenutasi all’Hotel Continenental-Siena, 19 gennaio 2008.

Giornata solenne, lungamente attesa, pregustata, sognata. Vini già amati solo al nome, scorrere la lista sul forum è di per sè un piacere e parte integrante dell’evento.Arriviamo alla spicciolata, ore 12.30-13.30: gasati ma contenuti, pronti all’esborso ma fiduciosi. Saluti informali, un po’ di chiacchiere, ci accomodiamo nella sala. Mi sento un po’ ambasciatore alla ratifica di un accordo internazionale. La sala è bella, adeguata all’occasione. Il servizio è da calibrare meglio, i bicchieri sono i nostri, alcune temperature sbagliate… stai a guarda’ er capello… Orsù, passiamo ai liquidi.

Puligny Montrachet Leflaive 2000: di tutt’altro spessore emozionale questo bel bianco. Profondo e aromatico, teso e minerale, molto caratterizzato, ben al di sopra delle mie aspettative. A sorpresa, una delle migliori bottiglie della seduta. Costa circa 50 euro ivato. 94/100

Passiamo al tema, i Pinot Noir 2000 di Borgogna. Noto una certa omogeneità negli assaggi centrali dei rossi: Roty, Grands Echezeaux, Laurent, Ligner, Rousseau, Arnoux veleggiano in un range di 2-3 punti. Giusto Ligner mostra un finale più spento ed un’evoluzione nel bicchiere meno interessante.

Echezeaux GC Mugneret 2000: tappato (il rosso più economico, è andata bene!)

Charmes Chambertin GC t.v.v. Roty 2000: naso subito espressivo, corrispondenza in bocca. Fragolino tipico dello Chambertin, buona chiusura. Mi è piaciuto 94/100

Grands Echezeaux GC DRC 2000: chiuso sulle prime, austero. Come nell’ormai consueto canovaccio DRC (almeno per Richebourg e GE). Lo trovo inferiore al 2004, probabilmente prossimo ad una fase di chiusura. Dopo un paio d’ore nel bicchiere mostra maggiore espressività, guadagnando un punto. 94/100

Clos Vougeot GC Dominique Laurent 2000: inizialmente un po’ scarico, man mano si apre. PAI un po’ corta. Il più debole, relativamente, della batteria. 92/100

Clos de la Roche GC H. Lignier 2000: non resta impresso nella memoria come un vino immortale, ma contribuisce a mantenere straordinariamente costante e alto il livello qualitativo della batteria. 93/100

Chambertin Rousseau 2000: bottiglia prestigiosa, si conferma di ottimo livello ma non regala l’emozione di cui è sicuramente capace in altre annate. Leggermente ridimensionato ai riassaggi nel corso del pomeriggio. 93/100

Romanèe ST Vivant GC Arnoux 2000: Naso all’inizio animale, bocca volitiva. Interessante evoluzione. Può aver contribuito positivamente la perfetta temperatura di servizio. Non sfugura al confronto con i grandi che lo seguono. 94/100

Richebourg GC Meo Camuzet 2000: vino di gran razza, piacevolezza sensibilmente superiore, anche paragonandolo al precedente Grands Echezeaux. Contemporaneamente vivo e profondo, di indubbia struttura e persistenza. Fra i miei preferiti, ben più economico de La Tache, da preferire se il budget non dovesse consentire quel genere di esborso. 95/100

La Tache DRC 2000: Ancora una volta monumentale. Non è una questione di prezzo nè di blasone nè un abbaglio da suggestione: il naso de La Tache è inconfondibile e incredibilmente ampio, anche nelle annate considerate più deboli (sicuri che valga anche per tutti i DRC?). I profumi sono a livello del 2004, attualmente molto più espressivi del 1999 (in una programmata ma triste fase di chiusura). Attacco consueto, qualcosa in meno nel finale rispetto allo 04 che ho bevuto circa 3 mesi fa. Il più variabile del lotto, nettamente il primo della classe. Nessuna riduzione iniziale, notata invece sia nel 99 che nello 04. 97/100

Ecco i risultati del nostro panel di 10 degustatori:
La Tache D.R.C. 2000 - 95,9
Grands Echezeaux D.R.C. 2000 - 94,2
Richebourg Meo Camuzet 2000 - 92,9
Romanèe St. Vivant Arnoux 2000 - 92
Puligny-Montrachet Leflaive 2000 - 91,5 (B)
Chambertin Rousseau 2000 - 90,85
Charmes-Chambertin T.V.V. Roty 2000 - 90,35
Clos de La Roche H. Lignier 2000 - 90,3
Clos Vougeot Dominique Laurent 2000 - 90
Fonte: Brozzi
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