200 vignaioli lanciano la campagna di protesta contro la dematerializzazione dei registri vitivinicoli. Percorsi di Vino è con loro!


LETTERA APERTA

Al sig. Ministro dell'Agricoltura On. Maurizio Martina
Presso MIPAAF Roma
                                                                         
                                                                         
Italia, 05 marzo 2017

Oggetto: dematerializzazione registri vinicoli e burocrazia
Il vino buono non si fa con la burocrazia che uccide i piccoli
produttori
Non accettiamo l'imposizione dei registri dematerializzati! Non vogliamo
alimentare un'economia virtuale e parassitaria. E' necessaria
un'inversione di tendenza, una rivoluzione delle norme; dobbiamo dire
forte e chiaro che bisogna interrompere questo stillicidio di procedure,
obblighi, corsi, patentini, registri che stanno strangolando le nostre
aziende.

CHI SIAMO

Siamo duecento Vignaioli, agricoltori di ogni Regione. Siamo innamorati
della terra, del cielo, delle piante e del nostro lavoro che vorremmo
continuare a svolgere.

LA SITUAZIONE ATTUALE

In Italia ci sono 52 mila produttori e di questi
48 mila imbottigliano meno di 1000 ettolitri, il 53% della produzione è
ottenuta dalle cantine cooperative, mentre la superficie media è di soli
1,6 Ha. Rappresentiamo quindi circa il 90% dei produttori e non più del
30% della produzione totale. Perché allora non pensare un sistema adatto
alle esigenze del maggior numero di produttori?   Siamo quelli che
abitano e conservano i borghi rurali e i loro territori che, senza di
noi, andrebbero irrimediabilmente in abbandono. La burocrazia sta
uccidendo le nostre aziende e il nostro sistema agricolo, fatto 
esclusivamente  di micro imprese.  Crediamo che si debba rallentare
questa corsa alla burocratizzazione estrema, dove per ogni azione
concreta sono richieste decine di pezzi di carta e gigabyte che tanti di
noi non hanno la possibilità di seguire, di compilare e di pagare: i
nostri piccoli numeri ci impongono delle scelte, e noi alla fine
dobbiamo scegliere sempre la terra, la pianta, il vino. Inoltre, non
siamo più disposti a dover pagare corsi e consulenti per poter fare il
nostro lavoro. In pratica, non vogliamo mantenere un’economia virtuale e
parassitaria, spesso rappresentata dalle associazioni di categoria,
sindacati o società di consulenza.
Il tutto col beneplacito di chi avrebbe dovuto difendere la nostra vita
e il nostro lavoro: si chiamino associazioni di categoria, sindacati o
altro ancora, di antica o recente costituzione. Vogliamo
reagire, rispondere, non per ottenere qualche mediocre compromesso, ma
per imporre la nostra idea di lavoro, di rapporti umani; per
riappropriarci del nostro tempo. A questo si aggiunge il fatto che
delegare tutti gli adempimenti a servizi on line richiede una
connessione potente e veloce e forse non ci si rende conto di quale sia
lo stato delle ADSL nelle campagne italiane. Non si comprende perché le
uniche esenzioni concesse siano a favore delle piccole produzioni che
effettuano vendita diretta in azienda o per quelle fino a 1000/hl che
non imbottigliano. Sembra che l'obiettivo sia quello di ostacolare la
partecipazione delle piccole aziende al Mercato Globale, riservandolo
così alle grandi imprese.

QUESTI GLI ENTI E ORGANISMI CHE CI CONTROLLANO

1- ICQRF
2- Guardia Forestale
3- Organismo controllo per certificazione Dop, Igp
4-Organismo controllo per certificazione Bio
5- HACCP controllo igiene in cantina
6- Sicurezza sul lavoro: organismi vari
7- Agea ed Enti regionali collegati./CAF.
8- Asl: normative sanitarie.
9- Province, esistono ancora e spesso hanno mantenuto le deleghe per la
viticoltura.
10- Valoritalia, TCA, ecc.
  Organismi o Enti diversi che ci richiedono sempre le stesse cose, di
produrre sempre gli stessi documenti .

QUESTI ALCUNI DEI VARI PATENTINI CHE DOBBIAMO CONSEGUIRE:
Alimentarista, HACCP, utilizzo fitosanitari. taratura botte irrorazione,
patentino guida trattore…
Poi ci sono i Consorzi di Tutela, le Associazioni, i Sindacati ecc.
Questo impegno corrisponde in termini temporali a quasi un mese di
lavoro ed indicativamente a 2000-3000€ ogni anno, una cifra troppo
importante per chi fattura poche decine di migliaia di euro.

COSA CHIEDIAMO

E' urgente unificare quanto più possibile i vari Enti deputati al
controllo: è auspicabile un unico organismo che esegua tutti i
controlli. Per tutto ciò chiediamo:
1) Abolizione dei registri di cantina: ognuno di noi è obbligato a
compilare ogni dicembre la denuncia di produzione delle uve e a fine
luglio la dichiarazione di giacenza del vino. Se a questi due documenti
affianchiamo le fatture di vendita, abbiamo tutte le informazioni
necessarie per effettuareil controllo delle produzioni. Senza
considerare che tutte queste informazioni vengono ripetute nei documenti
del Sistema di Controllo del Biologico, nei manuali HACCP,Valor Italia,
TCA ecc
Per i piccoli produttori (entro i 1000 Hl/anno) che non acquistano vino
i registri non servono.
In subordine proponiamo di mantenere i registri cartacei ed agevolarne
la tenuta al produttore che non acquista vino, posticipando il termine
ultimo per la compilazione del registro di vinificazione al momento
della dichiarazione di produzione; per imbottigliamento e tagli al
momento della denuncia di giacenza. Proponiamo inoltre di eliminare
l'obbligo di tenuta del registro di commercializzazione sotto i 1000 hl:
è un duplicato del registro di vinificazione/imbottigliamento e dei
movimenti già tracciati con altri documenti.
2) Anche per l'olio extra vergine di oliva chiediamo di portare il
limite per l'esenzione dalla compilazione dei registri telematici dagli
attuali 350 Kg a 3500 Kg/annui di produzione di olio.
3) Chiediamo per chi è Imprenditore Agricolo a titolo Professionale da
almeno 5 anni di sostituire con un’autodichiarazione i corsi e i
relativi patentini per guida trattori. Se lo scopo dichiarato è
aumentare la sicurezza dei lavori in campagna, allora si diano
contributi diretti per l'adeguamento delle macchine.
4) Esenzione totale dal patentino fitofarmaci nel caso in cui si
utilizzino esclusivamente fitofarmaci a base di sali di rame e/o zolfo.
5) Eliminazione delle prestazioni viniche obbligatorie che sono misure
anacronistiche. Inoltre, eliminando la distillazione obbligatoria delle
vinacce (cioè regalare le vinacce alle distillerie) si creerebbe un
valore di mercato per tutti i prodotti agricoli destinati alla
distillazione. Proponiamo di eliminare l'obbligo di dichiarazione
preventiva, incentivando il procedimento di smaltimento agronomico delle
vinacce.
6) Proponiamo la semplificazione del modello INTRASTAT (basterebbe un
elenco delle fatture inviate con PEC) e scadenza annuale per i vignaioli
che producono meno di 1000 hl.
7) Chiediamo che in vendemmia e per la raccolta delle olive si possa
ricorrere alla manodopera parentale e amicale con assicurazioni
agevolate, con un forfettario assicurativo proporzionato alle dimensioni
aziendali.
8) Chiediamo che su base volontaria e non obbligatoria sia possibile
riportare nelle etichette del vino la lista degli ingredienti.

Comunichiamo che se  non otterremo quanto richiesto, avvieremo una
Campagna di DISOBBEDIENZA CIVILE invitando tutti i vignaioli italiani a
non ottemperare alle richieste di adeguamento ai registri telematici.

Il cuore della nostra protesta è comunque quello di mettere in evidenza
il ruolo centrale che le piccole aziende svolgono nella salvaguardia
dell’ambiente e del territorio nel suo complesso. Il soffocamento di
queste piccole realtà non potrà che passare la mano ad un tipo di
agricoltura che inevitabilmente distruggerà la risorsa primaria.

Egregio Ministro, in pochissimi giorni su questa proposta abbiamo
raccolto 200 adesioni; con altrettanto poco tempo siamo certi di poter
coinvolgere migliaia di agricoltori.

VIGNAIOLI UNITI contadinicritici@inventati.org
Seguono le adesioni dei titolari 200 aziende agricole


ABRUZZO
-        Stefano De Fermo – Az. Agr. De Fermo
-        Mariapaola Di Cato – Az. Agr Di Cato Francesco
-        Lorenza Ludovico – Az. Agr. Ludovico
-        Sofia Pepe – Az. Agr. Emidio Pepe
-        Stefania Pepe – Az. Agr. Stefania Pepe
-        Enrico Gallinaro – Az. Agricola E. Gallinaro
-        Massimiliano D’Addario – Az. Agr. Marina Palusci
BASILICATA
-        Antonio  Cascarano – Az. Agr. Camerlengo
-        Elisabetta   - Az. Agr. Musto Carmelitano
CALABRIA
          -   Santino Lucà  -  Az. Agr. Cantine Lucà
         -    Luigi Viola -   Az. Agr. Cantine Viola
CAMPANIA
-        Giovanni Ascione - Az. Agr. Nanni Copè
-        Ennio Romano Cecaro – Az. Agr. Canlibero
-        Elisabetta Iuorio – Az. Agr. Casebianche
-        Raffaello Annicchiarico – Podere Veneri Vecchio
-        Fortunato Rodolfo Arpino – Az. Agr. Montedigrazia
-        Salvatore Magnoni – Az. Agr. Prima La Terra
-        Diana Iannacone – Az. Agr. I Cacciagalli
-        Sandro Lonardo – Az. Agr. Contrade di Taurasi
EMILIA ROMAGNA
-        Alberto Carretti – Podere Pradarolo
-        Laura Cardinali – Az. Agr. Cardinali
-        Vittorio Graziano – Az. Agr. Graziano
-        Mirco Mariotti – Az. Agr. Mariotti
-        Elena Pantaleoni – Az. Agr. La Stoppa
-        Federico Orsi – Vigneto S.Vito
-        Denny Bini – Az. Agr. Podere Cipolla
-        Francesco Torre – Az. Agr. Il Maiolo
-        Marco Cordani – Az. Agr. Cordani
-        Stefano  Malerba - Az. Agr. Gualdora
-        Vanni Nizzoli – Az. Agr. Cinque Campi
-        Katia Babini – Az. Agr. Vigne dei Boschi
-        Paolo Francesconi – Az. Agr. Francesconi
-        Roberto Maestri – Az. Agr. Quarticello
-        Andrea Cervini – Az. Agr. Il Poggio
-        Massimiliano Croci – Az. Agr. Tenuta Croci
-        Flavio Cantelli – Az. Agr. Maria Bortolotti
-        Erica Tagliavini –Soc. Agr. Bedogni Barbaterre
-        Romano Mattioli – Az. Agr. Terraquilia
-        Ettore Matarese – Az. Agr. Il Palazzo
-        Gianni Storchi – Az. Agr. Storchi
-         Paolo Crotti  -  Az. Agr. Podere Giardino
-        Alberto Anguissola – Az. Agr. Casè
-         Flavio Restani - Az. Agr. Il Farneto
-        Antonio Ognibene – Az. Agr. Gradizzolo
-        Manuela Venti – Az. Agr. Villa Venti
-        Susanna Diamanti – Az. Agr. Oro di Diamanti
-        Andrea Berti – Soc. Agr. Folesano
-        Marco Rizzardi – Az. Agr. Crocizia
FRIULI
-        Gaspare Buscemi – Az. Agr. Buscemi
-        Federica Magrini – Az. Agr. Vignai da Duline
-        Franco Terpin – Az. Agr. Terpin
-        Silvana Forte – Az. Agr. Le Due Terre
-        Dario Princic – Az. Agr. Princic
-        Fausto De Andreis – Az. Agr. Le Rocche del Gatto
-        Fulvio L. Bressan – Az. Agr. Bressan Nereo
-        Denis Montanar – Az. Agr. Denis Montanar
-        Andrea Rizzo – Az. Agr. Feudo dei Gelsi
LAZIO
-        Giuliano Salesi – Az. Agr.Podere Orto
-        Andrea Occhipinti – Az. Agr. Occhipinti
-        Chiara Bianchi – Az. Agr. Cantina Ribelà
-        Daniele Manoni – Az. Agr. Il Vinco
-        Marco Marrocco – Az. Agr. Palazzo Tronconi
-        Antonio Cosmi – Az. Agr. Casale Certosa

LIGURIA
-        Stefano Legnani – Az Agr. Legnani
-        Andrea Marcesini – Az. Agr. La Felce
-        Aris Blancardi – Az. Agr. Selvadolce
LOMBARDIA
-        Emanuele Pelizzati Perego – Ar.Pe.Pe. srl
-        Antonio Ligabue – Az. Agr. Ligabue
-        Giacomo Baruffaldi – Az. Agr.Castello di Stefanago
MARCHE
-        Alessandro Bonci – Az. Agr. La Marca di S. Michele
-        Paolo  Beretta - Az. Agr. Fiorano
-        Maria Pia Castelli – Az. Agr. Maria Pia Castelli
-        Corrado Dottori – Az. Agr. La Distesa
-        Rocco Vallorani – Az. Agr. Vigneti Vallorani
-        Igino Brutti – Az. Agr. Fontorfio
-        Enrico Gabrielli – Az. Agr. Aurora
-        Natalino Crgnaletti – Az. Agr. Fattoria S. Lorenzo
MOLISE
-        Rodolfo Gianserra – Az. Agr. Vinica
PIEMONTE
-        Guido Zampaglione – Tenuta Grillo
-        Paolo Laiolo – Az. Ag. Laiolo Reginin
-        Alessandro Barosi – Az. Agr. Cascina Corte
-        Nicoletta Bocca – Az. Agr. San Fereolo
-        Stefano Marelli e Enzo Kizito Volpi -Az. Agr. Corte Solidale
-        Eleonora  Costa  - Az. Agr. Crealto
-        Ezio Trinchero – Az. Agr. Trinchero
-        Nadia Verrua – Cascina Tavijn
-        Lucesio             Az. Agr. Rocca Rondinaria
-        Carlo Daniele Ricci – Az. Agr. Cascina S. Leto
-        Paola e Elena Conti – Cantine del Castello Conti
-        Andrea Fontana – Az. Agr. Platinetti Guido
-        Claudio Rosso – Az. Agr. Cascina Roera
-        Daniele Oddone – Az. Agr. Cascina Gentile
-        Paolo Malfatti – Az. Agr. Cascina Zerbetta
-        Daniele Saccoletto – Az. Agr. Saccoletto
-        Fabrizio Iuli – Az. Agr. Iuli Fabrizio
-        Rizzolio Giovanna – Az. Agr. Cascina delle rose
-        Stefania Carrea – Az. Agr. Terre di Matè
-        Paolo     Veglio  - Az. Agr. Cascina Roccalini
-        Chiara Penati – Az. Agr. Oltretorrente
-        Marta Rinaldi – Az. Agr. Rinaldi
-        Guido Corino – Az. Agr. Case Corini
-        Claudio Cepollina – Az. Agr. Casa Wallace
-        Alfio Cavallotto – Tenuta Bricco Boschis
PUGLIA
-        Natalino Del Prete – Az. Agr. Natalino Del Prete
-        Francesco Marra – Az. Agr. Francesco Marra
-        Marta Cesi – Az. Agr. Dei Agre
-        Mimmo            - Az. Agr. Pantun
SARDEGNA
-        Alessandro Dettori – Tenute Dettori
-        G. B. Columbu – Az. Agr. Malvasia Columbu
-        Giovanni Montisci – Az. Agr. Cantina G. Montisci
-        Francesco Sedilesu – Az. Agr. Giuseppe Sedilesu
-        Maurizio Altea – Az. Agr. Altea Illotto
SICILIA
-        Pierpaolo Badalucco – Az. Agr. Dos Tierras
-        Gianfranco Daino – Az. Agr. Daino
-        Guglielmo Manenti – Az. Agr. Manenti
-        Giovanni Gurreri – Cantina Gurrieri Az. Agr. Battaglia Graziella
-        Marco Sferlazzo – Az.Agr.Porta del Vento
-        Alice Bonaccorsi – Az. Agr. A. Bonaccorsi
-        Bruno Ferrara Sardo – Az. Agr. Bruno Ferrara
-        Davide Bentivegna – Az. Agr. Etnella
-        Paola Lantieri – Az. Agr. Punta dell’Ufala
-        Nino Barraco – Az. Agr. Barraco
-        Giovanni Scarfone – Az. Agr. Bonavita Faro
-        Francesco Guccione – Az. Agr. Guccione
-        Francesco Fenech – Az. Agr. F. Fenech

TOSCANA

-        Antonio Giglioli – Az Agr Casale Giglioli
        -     Giovanni Borella – Az. Agr. Casale
-        Valentina Baldini Libri – Fattoria Cerreto Libri
-        Arnaldo Rossi – Taverna Pane e Vino
-        Stefano Gonnelli – Az. Agr. Borgaruccio
-        Giovanna Tiezzi – Az. Agr. Pacina
-        Gabriele Buondonno – Az. Agr. Casavecchia alla Piazza
-        Gabriele Da Prato- Az. Agr. Podere Concori
-        Giuseppe Ferrua – Az. Agr. Fabbrica di S. Martino
-        Francesco Carfagna – Az.Agr. Altura
-        Stella di Campalto – Az. Agr. Podere S.Giuseppe
-        Francesca Padovani - Az. Agr.Podere Fonterenza
-        Marzio   Politi  - Coop. Agr. Voltumna
-        Olivier Paul Morandini – Az. Agr. Fuorimondo
-        Paolo Marchionni – Az. Agr. Vigliano
-        Alessio Miliotti – Az. Agr. Tenuta di Sticciano
-        Fabrizio Zanfi – Podere La Mercareccia
-        Paolo Giuli – Az. Agr. Al Podere di Rosa
-        Riccardo Papni – Az. Agr. La Pievuccia
-        Francesco De Filippis – Az. Agr. Cosimo Maria Masini
-        Sergio Falzari – Az. Agr. Il Giardino
-        Carlo Parenti – Az. Agr. Macchion de Lupi
-        Stefano Amerighi – Az. Agr. Amerighi
-        Umberto Valle – Az. Agr. Poggio Trevvalle
-        Francesco Anichini – Az. Agr. Vallone di Cecione
-        Roberto Bianchi – Az. Agr.Podere Val delle Corti
-        Luca Orsini – Az. Agr. Le Cinciole
-        Monica Raspi – Az. Agr. Fattoria Pomona
-        Patrizia Bruni – Az. Agr. Villa Bruni
-        Marco Tanganelli – Az. Agr. Tanganelli
-        Susanna Grassi – Az. Agr. I Fabbri
-        Nadia  Riguccini  - Az. Agr. Campinuovi
-        Maurizio Comitini  - Az. Agr. Croce di Febo
-        Luca Tomassini – Az. Agr. Sangervasio
-        Paolo Socci – Az. Agr. Fattoria di Lamole
-        Rossella   Bencini   - Az. Agr. Terreamano
-        Massimo Pasquetti – Az. Agr. I Mandorli
-        Michele Braganti – Az. Agr. Monteraponi
-        Paolo Cianferoni – Az. Agr. Caparsa
-        Jacy Farrel – Az. Agr. Monte Bernardi
-        Moreno Panattoni – Az. Agr. Montechiari
-        Giorgio Secchi – Az. Agr. Palmo di Terra
-        Piero Tartagni – Az. Agr. Fattoria Colleverde
-        Michele   Guarino - Az. Agr. Tenuta Lenzini
-        Stefano Grandi – Az. Agr. Canneta
-        Emilio Falcione – Az. Agr. La Busattina
-        Alessandro Sderci – Az. Agr. Podere il Palazzino
-        Jan Hendrik Erbach – Az. Agr. Pian dell’Orino
-        Katia Nussbaum – Az. Agr. San Polino
TRENTINO
-        Stefano Bailoni – Az. Agr. Cantina Bionatura
VENETO
-        Maurizio Donadi – Az. Agr. La Basseta
-        Maia Gioia Rosellini – Az. Agr. Ca’ Orologio
-        Carlo Venturini – Az.Agr. Monte Dall’Ora
-        Giovanni   Masini - Az. Agr. Cà de Noci
-        Franco Masiero – Az. Agr. Masiero Verdugo
-        Daniele Piccinin -  Az. Agr. Le Carline
-        Marinella Camerani – Az. Agr. Corte Sant’Alda
-        Daniele D. Delaini – Az. Agr. Villa Calicantus
-         Ernesto Cattel -  Az. Agr. Costadilà

UMBRIA
-        Paolo Bolla – Az Agr. Fontesecca
-        Rocco Trauzzola – Fattoria Mani Luna di
-        Jacopo Battista – Az. Agricola Ajola

-        Clelia Cini – Az. Agr. La Casa dei Cini

Nebbiolo nel cuore e Alto Piemonte, binomio perfetto!

Piccolo spazio pubblicità

Io, con la collaborazione preziosa di Marco Cum, terremo il seminario di domenica 5 marzo alle 12. 

Seminario - Gli eroi del nord. Il Nebbiolo dell’Alto Piemonte

Alla scoperta dei nebbioli dell'Alto Piemonte attraverso i suoi protagonisti e vini di eccellenza assoluta. Saranno presenti: Silvia Barbaglia, Elena Conti e Paride Iaretti.

-Boca 2010 Azienda Barbaglia
-Boca 2010 Cantine Castello Conti
-Gattinara 2012 Paride Iaretti
-Lessona 2010 Tenute Sella
-Muntace Coste della Sesia Rosso 2012, La Prevostura
-Fara 2010 Vigneti Valle Roncati
-Ghemme 2006, Az. Agr. Mirù
-Coste della Sesia 2013, Colombera e Garella

Costo 40€

info e prenotazioni : eventi@riservagrande.com"

Il Merlino (Rosso Fortificato) di Pojer e Sandri è il Vino della settimana di Garantito IGP

di Lorenzo Colombo



Una spremuta di Mon Chéri (cioccolato, ciliegia, liquore dolce) questa la sensazione che si prova assaggiando questo elegante vino fortificato prodotto a partire da uve lagrein, in cui la fermentazione del mosto viene arrestata tramite l’aggiunta di brandy (prodotto in azienda) ottenuto da uve schiava e lagarino.
Sembra un Porto Vintage, ma dei migliori.

www.pojeresandri.it/


Spirit of Scotland - Rome Whisky Festival 2017

Roma, 4 e 5 marzo 2017
c/o Salone delle Fontane all'Eur
(Via Ciro il Grande, 10) 


Si tiene a Romasabato 4 e domenica 5 marzo 2017presso il Salone delle Fontane all'Eur (via Ciro il Grande, 10) la sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.spiritofscotland.it

Imperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Spirit of Scotland – Rome Whisky Festivalè un evento ricco di eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati ad esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt”. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultantPino Perrone e la scozzese Rachel Rennie. La scorsa edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival ha attratto oltre 4mila visitatori, appassionati e neofiti e riunito operatori ed esperti nazionali e internazionali, con oltre 200 brand presenti, 10 masterclass, 5 seminari mixology e 10 guest internazionali del settore presenti.

La sesta edizione presenterà masterclass di brand quali Isla of Jura e Dalmore. Tra gli ospiti del mondo della miscelazione, che terranno un seminario, figurano Erick Lorincz, Head Bartender dell’American bar del Savoy Hotel di Londra; Filippo Sisti, barman di Carlo Cracco e bartender internazionale; Fabio Bacchi, bartender, bar manager e fondatore ed editore del magazine specialistico BarTales e i bartender dell’Oriole cocktail Bar di Londra, capitanato da Luca Cinalli e Gabriele Manfredi. Altro seminario previsto, Mezcal Vs Whisky(ey), che vedrà in una sorta di scontro a quattro rispettivamente Roberto Artusio e Cristian Bugiada dell’Agaveria La Punta da una parte e Antonio Parlapianodel Jerry Thomas e Pino Perrone dall’altra. Il Festival darà la possibilità di degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche whisky prodotto in Italia. Nella giornata di sabato 4 marzo si terrà la Balan & Partners Mixology Contest, torneo ad eliminazione diretta in cui 8 bartender selezionati da una Giuria di eccezione, tra coloro che avranno inviato la propria candidatura, si contenderanno il titolo a suon di cocktail. Gli 8 bartender si sfideranno proponendo delle preparazioni realizzate utilizzando distillati presenti a Portafoglio Balan combinandoli con ingredienti di loro gradimento. Primo Premio di mille euro al primo classificato.

Tra i cocktail bar dell’area mixology che presenzieranno: Jerry Thomas Project; Argot; Freni & Frizioni; Madeleine; Propaganda e Litro. All'interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore che ha lavorato anche a Londra per Whisky Auction. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata, di Spirit of Scotland - Rome Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmete degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche al salmone scozzese, dal cioccolato all'haggis, con la ricostruzione di un vero e proprio pub in stile scozzese con tanto di spine. Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte dell’altra,Rachel Rennie ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. Oggi la compagine è allargata con l’arrivo di Pino PerroneEmiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

La sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival è realizzata grazie alle partnership di: Visit Scotland (Ente del Turismo Scozzese) – Partner Istituzionali Italia / Scozia; Italian Chamber of Commerce for UK – Partner Istituzionale; Glencairn Glass – Glass Official Partner; Tiuk Travel – Travel Agency Partner.

Biglietto:

Intero: 10 euro - da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida
Ridotto: 7 euro - per accompagnatori che non bevono o per i bambini sopra i 12 anni e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le 
degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.

Per informazioni:


tel. 06 50081251

Le Grane di Boccadigabbia alla prova del tempo - Garantito IGP

Di Lorenzo Colombo

La Ribona (o Maceratino) è un vitigno coltivato principalmente in provincia di Macerata.
Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite ne registra cinque diversi cloni e lo ammette come utilizzabile nella Doc Colli Maceratesi e in sette Igt di Marche ed Umbria, mentre la superficie vitata, secondo i dati ISTAT relativi al 2010 risultava essere di 177 ettari.
Non risulta la presenza di quest’uva al di fuori dell’Italia, si tratta quindi di un vitigno piuttosto raro.


Durante un incontro a Milano, con Elvidio Alessandri, proprietario dell’azienda Boccadigabbia, abbiamo avuto la possibilità di effettuare una verticale composta da cinque annate di: Le Grane” – Colli Maceratesi Ribona Doc

Elvidio Alessandri
Le uve utilizzate per questo vino sono coltivate nella contrada Montanello di Macerata, a circa 25 chilometri dal mar Adriatico.

Si tratta dei vigneti dell’azienda Villamagna Floriani, acquistata dalla famiglia Alessandri nel 1996. Il processo produttivo è assai particolare e prevede una doppia fermentazione. Una parte dell’uva, fatta surmaturare in pianta, viene infatti aggiunta al termine della prima fermentazione, questa rifermentazione, chiamata localmente “fare le grane” da il nome al vino.


2007: Un vino molto diverso da quelli che verranno poi, si tratta della prima annata dove s’utilizza la rifermentazione sulle uve surmature.
Si presenta con un color oro antico, luminoso, sembra olio.
Al naso presenta decise note evolutive che rimandano a frutti tropicali maturi, note mielose e leggeri accenni idrocarburici ed ossidativi.
Di buona struttura, e con bella vena acida, si colgono leggere note ossidative (buccia di mela) ed accenni tostati, qualche rimando anche a note tanniche.

2009: Il colore è paglierino-dorato luminoso.Il naso, di discreta intensità ma un poco chiuso all’inizio, s’apre su sentori fruttati di mela. Asciutto al palato, sapido e con bella vena acid, presenta accenni vegetali e note tanniche, buona la sua persistenza.

2011: Presenta un color paglierino luminoso, tendente al dorato. Di media intensità olfattiva, si colgono sentori fruttati che rimandano alla mela ed alla sua buccia. Fresco al palato, sapido, fruttato, con note d’agrumi e leggeri accenni d’idrocarburi, buona la persistenza. Secondo noi il migliore tra i vini con qualche anno sulle spalle.


2014: Color paglierino luminoso. Di buona intensità olfattiva, con frutta a polpa gialla in evidenza, ricorda la mela matura e presenta curiosi sentori d’arachidi. Quest’ultimi sono netti anche al palato, dove troviamo un vino fresco, con leggere note tanniche e con sentori di frutta gialla. Vino molto curioso e particolare.

2015: Il colore è paglierino luminoso tendente al dorato. Discreta la sua intensità olfattiva, con sentori fruttati che ricordano la mela e la pesca. Bello il frutto al palato (nuovamente mela e pesca), sapido, mediamente strutturato, con accenni tannici di buccia di mela, lunga la sua persistenza.

I vini rossi:

Tre i vini rossi assaggiati (bevuti) durante il pranzo che è seguito alla verticale di “Le Grane”:

Saltapicchio” 2012 – Igt Marche Sangiovese
Prodotto da uve Sangiovese in purezza, provenienti da un vigneto di 1 ettato e mezzo esposto a sud-oves, su suolo argilloso. Il mosto s’avvale di una lunga macerazione sulle bucce, il vino quindi s’affina in barriques per 14-16 mesi.
Rubino-purpureo luminoso di buona intensità.
Buona la sua intensità olfattiva, presenta sentori di frutti rossi (ciliegie, more), note vanigliate e ricordi di legno.
Di discreta struttura e spiccata vena acida, sapido, con buona trama tannica, ritroviamo il frutto rosso con venature speziate, buona la persistenza.


PIX” 2012 – Igt Marche Merlot
Le uve provengono da un vigneto di circa tre ettari situato vicino al mare. Il vino subisce la fermentazione malolattica in barriques, dove poi sosta per oltre un anno prima dell’imbottigliamento.
Profondo e luminoso il colore, unghia purpurea.
Buona la sua intensità olfattiva, si coglie un bel frutto rosso, sentori di prugna secca, note balsamiche e vanigliate.
Dotato di buona struttura e bella trama tannica, leggermente asciugante, con leggere note vegetali, buona la persistenza.

Akronte” 2012 – Igt Marche Cabernet sauvignon
Cabernet sauvignon in purezza, da un vigneto di circa tre ettari, situato vicino al mare. Il vino s’affina in barriques per una ventina di mesi.
Profondo e compatto il colore, con unghia purpurea.
Buona l’intensità al naso dove emergono sentori di prugne secche, confettura di more e note balsamiche unitamente ad accenni di sottobosco.
Strutturato, balsamico, con accenni vegetali e legno ancora in evidenza, asciutto, con bella vena acida e lunga persistenza su note di liquirizia.

Il vino vegano? Esiste ma non è regolamentato. E quindi?

La certificazione dei vini vegani è ancora priva di regolamentazione, europea e nazionale, ma il settore è in crescita: nel 2016 le richieste di certificazione VeganoOk, marchio di autocertificazione riconosciuto dall’Associazione Vegani Italiani, da parte di aziende vitivinicole sono aumentate del 35% rispetto all’anno precedente, così come aumentate le richieste per le etichette di vini vegani, privi cioè di stabilizzanti e chiarificatori di origine animale.

Vini vegani in crescita «Si parla di un centinaio di cantine – precisa Paola Cane, curatrice del Rapporto “In vino vegan” -. E’ un mercato ancora di nicchia ma l’aumento delle domande di certificazione è un significativo indice di un cambiamento che si sta verificando in Italia. Nell’industria alimentare i cambiamenti si sono già registrati nelle linee produttive, il comparto enologico è più lento nel cogliere una istanza salutistica forte ma anche nel vino il cambiamento riguarda un po’ tutto il settore, da Nord a Sud. In termini di listini – sottolinea ancora la responsabile dell’Osservatorio – i prezzi al consumatore sono in linea, mentre la differenza c’è per le bottiglie bio e da viticoltura biodinamica».
L’Italia dei vini vegani Le aziende vitivinicole certificate VeganoOk hanno sede principalmente in Toscana 28%, Abruzzo 20% e Piemonte 17%, con una buona presenza di vini del Trentino e della Sicilia. I chiarificanti incidono su tre aspetti: a livello tecnologico, l’albumina come coadiuvante non è ammessa così come sono proibiti caseina, colla di pesce, gelatine animali. «Poi – precisa ancora la responsabile dell’Osservatorio, Cane – ci sono i parametri legati al packaging, col divieto di utilizzo di colle di origine vegan, e poi c’è uno stimolo alla coltura consumo consumo. Non si può pensare di produrre vino vegano e poi consigliare in retroetichetta l’abbinamento con carne e selvaggina». Le denominazioni di appartenenza delle etichette certificate, si legge infine sul Rapporto, sono 54% IGT, 17% DOC/DOP e 1% DOCG. E il 45% circa delle etichette che riportano la scritta vegan, posseggono un’altra certificazione o un riferimento a metodi naturali o biodinamici. Lo standard più diffuso è sicuramente quello biologico, con il 26% circa delle etichette di vino vegan certificato anche bio; le etichette certificate Demeter ricoprono un’altra interessante quota così come quelle che riportano la dicitura “naturale” o “biodinamico”.

Botromagno - “25° Anno” Murgia Rosso IGT 2013 è il Vino della settimana di Garantito IGP

Di Stefano Tesi


Non mi piacciono i vinoni, ma i grandi vini sì. Questo, che prodotto in sole 2.500 bottiglie numerate per festeggiare il quarto di secolo dell’azienda, lo è: Uva di Troia e Primitivo in pari misura, gran naso fruttoso ma elegante, bocca fitta e suadente. Bravo Ben! Io l’ho bevuto davanti al caminetto e voi?

"Il Crudele", un grande pecorino a latte crudo maremmano - Garantito IGP

Di Stefano Tesi

"Diciamoci la verità" (come faceva una celebre sigla di Canzonissima degli anni d'oro): se vai in cerca di caci nella Maremma già amara, per non dir peggio, e trovi un caseificio che si chiama Le Tofane, come il celeberrimo massiccio montuoso che domina Cortina d'Ampezzo, lì per lì qualche dubbio ti viene.


Poi indaghi e scopri che il titolare Daniele Francioli, d'aspetto e d'eloquio invero assai maremmano, è discendente di una delle tante famiglie venete che un secolo fa vennero da queste parti per bonificare le paludi e ripopolare la regione, il che attenua un po' l'iniziale sconcerto onomastico.

Chiacchieri ancora e scopri che l'azienda è biologica a ciclo chiuso, che oltre al formaggio produce extraverginee frutta e che è ricompresa per intero nel Parco Naturale della Maremma. Emerge poi che metà dei capi del gregge aziendale sono di razza Sarda e metà di Lacaune, pregiata e selezionata razza francese con il latte della quale si fa, tra l'altro, il Roquefort.


Così ti viene voglia di passare dalle parole ai fatti e chiedi di fare qualche assaggio. Formaggi tutti ottimi, a dire il vero. Ma arrivi all'ultimo e ti fermi. Riassaggi. Ripensi. Riassaggi. Soppesi. Riassaggi. E concludi che "Il Crudele", pecorino a latte crudo e caglio vegetale, con almeno un paio di mesi di stagionatura, è un bomba: pasta compatta ma suadente al morso, consistenza in perfetto equilibrio tra l'elastico e il friabile, un magnifico profumo che sa di cardo ed erbe e che, in bocca, quando il gusto deciso ma armonico del cacio si attenua, torna sotto forma di retrogusto che dura a lungo, richiamando altri morsi e altre lente masticazioni.
Insomma un prodotto di rara bontà, che vale il viaggio.
E che naturalmente si può comprare direttamente in azienda, con gli altri prodotti. Se si esagera con gli assaggi, c'è pure un grazioso appartamento con quattro posti letto. Così uno si addormenta e, casomai sognasse di essere a Cortina, si sveglia ma col sapore del pecorino maremmano in bocca e la vista sul Parco.
Consigliatissimo!

Agrobiologica Le Tofane
Strada provinciale 59, Alberese (GR)
Tel. 0564/407110

Alla scoperta del Lessini Durello, lo spumante che nasce dal vulcano

Nel panorama italiano degli spumanti da vitigni autoctoni sicuramente il Lessini Durello è senza dubbio quello che negli ultimi tempi sta ricevendo la giusta attenzione mediatica e il crescente interesse del pubblico verso queste bollicine, prodotte tra tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, l'ho potuto toccare con mano durante il seminario che ho organizzato a Roma con l'enoteca Trimani e sotto la guida esperta di Giovanni Ponchia.

Paolo Trimani e Giovanni Ponchia

Prima di passare alla descrizione dei vini degustati vorrei inquadrare al meglio questo spumante partendo proprio dall'uva col quale viene prodotto ovvero quella durella attestata nei dintorni del veronese almeno fin dal Medioevo quando era chiamata durasena, dal latino Durus Acinus, in quanto si faceva riferimento allo spessore della sua buccia che è una delle caratteristiche di questa uva assieme all'elevata acidità e, soprattutto, sapidità che deriva direttamente dal suo terroir di elezione ovvero le alti vallate dei Monti Lessini che, anche alla vista, tradiscono la loro natura vulcanica con suoli composti da tufi e basalti ricchi di ferro e magnesio. Attualmente a durella sono coltivati circa 366 ettari sulle colline veronesi e 197 ettari su quelli vicentine per un totale di 428 viticoltori e 23 aziende.

uva durella
La DOC “Lessini Durello” o “Durello Lessini” è suddivisa in due categorie:
  • Lessini Durello o Durello Lessini” spumante
  • “Lessini Durello o Durello Lessini” spumante riserva
Per entrambe le tipologie il vino deve essere ottenuto per almeno l'85% da durella mentre possono concorrere, da soli o congiuntamente, fino a un massimo del 15%, i vitigni garganega, pinot bianco, chardonnay, pinot nero.

Sempre secondo il disciplinare il “Lessini Durello" spumante deve essere ottenuto esclusivamente per fermentazione naturale a mezzo autoclave, mentre il “Lessini Durello" spumante riserva deve essere ottenuto ricorrendo esclusivamente alla pratica della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico, con permanenza del vino sui lieviti per almeno 36 mesi.


In degustazione a Roma abbiamo degustato i seguenti spumanti:


Cantina di Soave - Lessino DOC Spumante "Settecento33": uno charmat fatto con tutti i crismi che, con la semplicità che lo contraddistingue, fa egregiamente il suo lavoro deliziando il palato con sentori freschi di mela e .fiori bianchi. Finale sapido.



Tamaduoli di Bastianello - Lessini Durello DOC spumante "Agliaia": altro charmat che evidenzia note maggiormente mature dove spicca la frutta esotica e la nocciola. Sorso rotondo e diretto.



Le Macine Lessini Durello DOC Metodo Classico: spumante da durella in purezza che si fa apprezzare per la sua vivace freschezza grazie ad un corredo aromatico che punta decisamente verso l'agrume e la scorza di limone. Sorso verticale e persistenza "vulcanica" grazie ad importanti ritorni sapidi.


Tonello - Lessini Durello DOC Metodo Classico: altra durella in purezza che dona profumi di frutta bianca e biancospino e si fa apprezza per al sorso per la sua grande bevibilità esaltata da un tocco salino nel finale.



Società Agricola Fattori - Lessini Durello DOC "Roncà" Metodo Classico: Antonio Fattori coltiva la sua durella sopra i suoli vulcanici del Monte Calvarina e questo suo spumante riflette il carattere austero e scuro di questo terroir che dona al vino personalità e profondità da vendere.



Casarotto Lessini Durello DOC "Roncà" Spumante Riserva: metodo classico 100% durella che convince per la sua verticalità e la predominanza di aromi di litchi e mela verde. Sorso agile citrino e agile, chiusura lievemente sapida e avvolgente.



Sandro De BrunoLessini Durello DOC Metodo Classico: Sandro Tasoniero ha prodotto per la prima volta questo spumante nel 2008 da vigneti di durella (85%) e pinot bianco (15%) situati sul monte Calvarina, in località Terrossa di Roncà-Montecchia di Crosara, a circa 600 metri d'altezza. Il vino palesa sentori fragranti di frutta gialla matura, cedro ed erba cedrina. Al gusto vanta struttura elegante e ottima tensione. Finale scuro, leggermente amarognolo.


Fongaro Lessini Durello DOC Metodo Tradizionale Classico 2009: questo spumante, durella in purezza, matura sui propri lieviti almeno 48 mesi prima da essere commercializzato. Al naso è complesso, profondo nelle sue sensazioni fruttate e floreali che ritroviamo anche al sorso, appetitoso, caratterizzato da una cornice salina intervallata da tocchi di agrume candito e nespola. Un grande metodo classico che a più di qualche persona farà ricredere sulle qualità evolutive del Lessini Durello. 

Marcato Lessini Durello DOC A.R. 2006: l'azienda, fondata a Roncà nel 1904, da sempre interpreta al meglio il Lessini Durello Spumante e anche oggi che è diventata di proprietà della famiglia Tessari l'obiettivo della qualità ad ogni costo non è di certo cambiato. Questo spumante metodo classico è infatti un chiaro esempio di durella e pinot nero possono tranquillamente convivere dando vita ad un vino di grande complessità olfattiva dove aleggiano aromi di frutta gialla matura, mimosa, spezie, nocciola ed erba cedrina. Bocca carnosa, rotonda che è tenuta in tensione da una bellissima nota sapida.