Château Mas Neuf a piccoli sorsi

Luc Baudet l'ho conosciuto circa un mese fa grazie al mio amico Mike Tommasi che gli ha dato i miei riferimenti durante la sue vacanze romane. Avevo già letto alcune cose interessanti di Luc e del suo Château Mas Neuf nella guida di Bettane & Desseauve per cui, una voltà in città, non mi sono fatto sfuggire l'occasione di bere un paio di bicchieri con questo talentuoso vignaiolo del Sud della Francia.

L'azienda, infatti, si trova nel territorio chiamato Costières de Nîmes, estremità sud della Valle del Rodano che, grazie alla vicinanza delle lagune e del mare, sfrutta le fresche brezze del Mediterraneo per mitigare le elevate temperature medie che risultano essere anche 5° inferiori rispetto alle zone interne.


"E' il Paradosso del Rodano" - mi dice con un sorriso - "e grazie al mio microclima riesco a produrre Syrah, Grenache e Mourvèdre nel rispetto della maturazione e dell'eleganza".

Luc, grande amante del buon cibo e con un passato di analista sensoriale, oggi gestisce circa 65 ettari di vigneto, età media di 30 anni con punte di quasi un secolo, costituito principalmente da Syrah (45%), Grenache noir (25%), Carignan (10%), Mourvèdre (16%), Cinsault (5%), Grenache Blanc (4%) e Roussanne (5%). Il suolo è molto simile a quello che troviamo a Châteauneuf-du-Pape ovvero molti ricco e con grande presenza di ciottoli.


Per la maggior parte dei vigneti aziendali viene praticato l'inerbimento e si usano, solo se necessario, solo fertilizzanti organici.

Luc produce un sacco di tipologie di vino che etichetta in maniera molto chiara e diretta: "I Conviviali", "I gastronomici", "Gli essenziali", "Le selezioni parcellari" e "I Cru" che sono nati e pensati assieme ad altri eminenti colleghi come Louis Mitjavile di Tertre Roteboeuf (Saint-Émilion), Roc de Cambes (Côtes de Bourg) e Domaine de l’Aurage (Côtes de Castillon).


Ci sediamo all'interno di un Mostò ancora in fase di lavori pre-apertura e, da dentro una valigetta degna della borsa di Mary Poppins, Baudet tira fuori tre bottiglie condite da un sorriso travolgente.

Il primo vino, un bianco, è il Rhône Paradox Condrieu 2013 (100% viognier) le cui uve provengono dal Comune di Chavanay il cui suolo è ricco di quarzo e granito. Il vino, vinificato in barrique, viene messo in commercio dopo almeno 10 mesi di affinamento "sur lies". Al naso si presenta ricco, grasso, con imponenti note di frutta gialla e decisa mineralità mentre al sorso si conferma un bianco di grande struttura che sarà difficile domare se non con l'aiuto del tempo.


Il secondo vino bevuto è stato il Rhône Paradox Saint-Joseph 2012 (100% syrah) le cui vigne, piantate su suolo di granito decomposto e quarzo, hanno una media di circa 25 anni e provengono da differenti parcelle situate nei Comuni d'Ardoix, Chavanay, Félines, Limony e Saint Pierre de Bœuf. Ho semplicemente amato questo vino non tanto per la sua territorialità ma, soprattutto, per il sua godibilità e leggerezza. Una bottiglia volata via, come i pensieri più tristi.


Chiudiamo con un Cru, ovvero con lo Châteauneuf-du-Pape 2011 che, come scritto in etichetta, rappresenta il frutto dell'incontro tra Pascal & Vincent Maurel e Luc Baudet. 
Il vino (90% grenache 5% syrah 5% mourvèdre) nasce da varie parcelle situate nei comuni di Châteauneuf du pape, Orange, Bédarrides, Sorgues e Courthézon e, in linea col suo terroir, esprime tutta la forza e il dinamismo del Rodano. Tanta frutta, tanta profondità, tanta struttura che accompagnano un sorso lunghissimo che chiede solo carne, tanta carne, per sublimare l'incontro.


Ringraziamo Luc per questo incontro, sarà il primo, spero, di tanti altri perchè la voglia di passare a trovarlo in cantina, nella sua Gallician è davvero alta come elevate sono le speranze di poter trovare i suoi vini in Italia visto che, purtroppo, non sono ancora distribuiti nel mio Paese. A qualcuno fischieranno le orecchie....

Luc Baudet


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