Sangiovese Purosangue 2015: piccoli appunti di degustazione

L'edizione 2015 di Sangiovese Purosangue a Roma, apertasi con una piccola polemica sulle modalità di accreditamento dei giornalisti (a cui non darei seguito vista la sterilità della questione), è stata a mio giudizio una della più interessanti poichè, rispetto al passato, ha posto molta attenzione ai produttori meno noti e comunicati delle varie denominazioni presenti grazie all'instancabile lavoro di ricerca e selezione di Davide Bonucci e Marco Cum. Questo, ovviamente, non significa che i grandi nomi del Sangiovese non fossero presenti ma vuoi mettere la bellezza, almeno per un curioso del vino come me, di trovarti davanti al banco di degustazione un'azienda semisconosciuta come Monterotondo che ti chiede di voler degustare il loro Chianti Classico? L'azienda agrituristica, in regime biologico dal 2003, si trova a Gaiole in Chianti e presentava due Chianti Classico decisamente territoriali come il Vaggiolata (annate 2011 e 2012) e il Seretina Riserva 2011 che, per motivi diversi, ho apprezzato moltissimo grazie al loro carattere chiantigiano esaltato dalla "mano leggera" del loro papà che prendo il nome di Saverio Basagni. 


Accanto a Monterotondo, poi, non una novità ma una piacevole conferma come il Chianti Classico 2012 di Angela Fronti (Istine) che conferma anno dopo anno di essere una vignaiola decisamente brava che in futuro farà concorrenza al suo più noto zio (sapete chi è??)


Sempre in tema Chianti Classico ho apprezzato molto il 2012 de La Porta di Vertine che, complice l'annata molto particolare e calda, hadeciso di non imbottigliare una Riserva facendo un taglio unico caratterizzando il vino in struttura e concentrazione.


Sul Chianti Rufina e sulla interesssante degustazione guidata da Armando Castagno credo sia obbligatorio scrive post a parte. 

Rimanendo ancora in Toscana, zona Montalcino, tutti i presenti hanno potuto valutare in anteprima le potenzialità dell'annata 2010 del Brunello che, complice l'andamento climatico decisamente favorevole per tutta la denominazione, ha dato vita a vini dalla grandissima personalità e potenzialità che, a dirla tutta, sbagliare sarebbe stato veramente difficile anche per gli industriali di professione. 
Fattoria dei Barbi, Fattoi, Le Chiuse, Podere San Lorenzo e, novità per me, Il Ventolaio hanno dimostrato di avere, ognuno con le sue caratteristiche, vini dalla materia prima sopraffina e dal fulgidissimo futuro anche se, attualmente, non propriamente estroversi. 


Fattoi e Fattoria dei Barbi

Piccola postilla: il Brunello di Montalcino de Le Chiuse e de Le Ragnaie annata 2009 sono davvero buoni per cui non sottovaluterei questa annata che rischia, complice la grande 2010, di passare un pò troppo sotto traccia.

Sul Sangiovese di Romagna ci sono state (fortunatamente) alcune conferme e qualche bella novità. 
La prima conferma riguarda Costa Archi: Gabriele Succi ogni anno cerca di migliorare se stesso e il suo vino che all'interno della manifestazione era rappresentato da Monte Brullo 2010 e dall'Assiolo 2012. Beh, caro Succi, tra i due forse quello più in forma era il secondo che ho trovato di una bevibilità davvero eccezionale grazie al suo corpo filiforme ed etereo.


L'altra conferma prende le forme del Poggio Tura 2010 di Vigne dei Boschi che mi piace da impazzire per la sua freschezza e la dotazione di aromi floreali (grazie a vigne piantate a circa 500 metri di altezza) che mi fanno ricordare tanto, con le dovute cautele, il Chianti Classico di Lamole.


La sorpresa, firmata Romagna, arriva da un altro produttore del banco dei Bioviticulturi ovvero da quel Paolo Francesconi che ho sempre seguito ma che fino ad ora non mi aveva convinto al 100% col suo vino prodotto da agricoltura biologica e biodinamica. 
Il Limbecca 2012 è succoso, ruspante, leggero e beverino. Potrebbe diventare il mio vino da tavola soprattutto in estate se leggermente freddo. Costa poco e fa godere tanto.



Altri consigli per l'acquisto? Contucci e Le Casalte per quanto riguarda il Nobile di Montepulciano (vabbè questa era facilissima), Palazzo Piero per quanto riguarda il sangiovese di Sarteano e, ultimi ma solo perchè ne avevo già scritto tanto in passatotutti vini di Tenuta Casteani che col suo Sangiovese di Maremma crea gran belle cose!!

Alla prossima
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