Brunello di Montalcino Riserva 1955 Biondi Santi : il mito nel bicchiere

Ci sono bottiglie che, come libri, contengono pagine di storia legate non solo ad uno specifico produttore bensì ad un intero territorio che, come in questo caso, va oltre i confini territoriali di Montalcino.

Ci sono bottiglie che, quando le apri, vibrano di emozioni e sensazioni spesso anticipate dagli umori di un tappo di sughero che per molti anni ha traspirato aria di chissà quale cantina, di chissà quale Paese.

Ci sono vini che, una volta versati nel bicchiere, e prima di berli, sai già per certo saranno indimenticabili.

Foto:www.biondisanti.it

Questi sono stati i miei pensieri una volta davanti al Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi Santi, uno dei vini "mito" prodotti in Italia nel secolo scorso e che la stessa azienda definisce come frutto di una vendemmia "grande ed eccezionalissima".

Già dal vivo colore, temprato e non plasmato dal tempo, si capisce che questo sangiovese grosso ha qualcosa di speciale e di diverso rispetto ai tanti vini bevuti fino ad ora nella mia "carriera" di degustatore. 

Mettendo il naso nel bicchiere comprendi la grandiosità del vino quando, immediatamente, ti accorgi, nonostante l'età, della succosità di questo Brunello di Montalcino che porta ancora con sé la polpa di un frutto rosso ancora carnoso, viscerale, suadente, i cui contorni vanno a glorificare un quadro olfattivo ampio e generoso giocato su sensazioni mediterranee, grazie ai sentori di pomodoro secco ed oliva nera, a cui seguono col tempo effluvi di tabacco fermentato, orzo, prugna secca, zenzero, curry, gesso, torba. 
Bellissimo scoprire, per la prima volta, come l'ossigeno e lo scorrere temporale non giochino in sottrazione con la classe e il carattere del vino.


Al sorso questa Riserva 1955 è austera, tesa, fremente, ed esprime un gusto che fa ritornare in mente il caffè verde, la terra, i legni nobili, le sensazione ematiche. I tannini sono perfettamente fusi all'interno di una struttura bel salda che, grazie alla sferzante vena acida, rimarrà in equilibrio chissà per quanto tempo ancora. Chiusura sapida, lunghissima.

E' un Brunello di Montalcino che non vorresti finissime mai e, senza ombra di dubbio, è l'esempio magniloquente di come il grande sangiovese di Montalcino possa evolvere nel tempo. Capolavoro senza se e senza ma che in etichetta ha impresso un nome ed un cognome che non dimenticheremo mai: Franco Biondi Santi. E' a lui e alla sua lungimiranza che dedico questo post. Grazie!

Franco Biondi Santi. Foto:www.biondisanti.it



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