Il Gambellara è una felice scoperta

In questi giorni non si fa che parlare di vini del vulcano e, nel momento in cui sto scrivendo, mi è arrivato il gradito invito per partecipare alla nuova tappa di Volcanic Wines che si terrà ad Orvieto e che poi proseguirà  in giro per l'Italia in base al format prestabilito.

Tra i territori vulcanici italiani, uno dei più suggestivi è sicuramente quello di Gambellara che, in posizione panoramica sulla pianura veneta, si estende tra le province di Verona e Vicenza attraverso le sue morbide e antichissime colline, mai al di sopra dei 500 metri s.l.m., che recenti studi hanno fatto risalire al primo periodo del Terziario come riflesso agli imponenti movimenti e scorrimenti degli strati geologici e ai corrugamenti che hanno dato origine alla cerchia Alpina. 


I vigneti di Gambellara e la Chiesa di S. Marco

La caratteristica principale di Gambellara riguarda sicuramente il suo suolo formato in gran parte da basalti e tufi terrosi basaltici di origine vulcanica che, nella zona di monte San Marco, sono stati talmente consistenti che in passato si è aperta una cava per estrarli ed usarli per le massicciate ferroviarie o come materiale per costruzioni locali. 
Di quel giacimento naturale, purtroppo, non è rimasto quasi nulla se non un parco, che ha sostituito la vecchia cava, e qualche roccia basaltica a testimoniare antichi splendori perduti.


I basalti di Gambellara prima....
...e dopo

Parlando di viticoltura, a Gambellara la regina delle uve è la Garganega che sembra essere presente in questo territorio fin da tempi antichissimi visto che lo stesso Pier de Crescenzi, nel suo trattato "De Agricoltura" menziona questo vitigno osservando acutamente alcune caratteristiche distinguendola tra una sottovarietà Femina, molto fruttifera, ed una Mascula, praticamente sterile. In particolare la Garganega, allevata storicamente a pergola veronese, in questo territorio trova le sue zone di elezione tra i comuni di Gambellara, Montorso Vicentino, Montebello Vicentino e Zermeghedo dove, grazie a circa ottocento ettari di vigneto, sono prodotte due Denominazioni: il “Gambellara DOC”, nelle tipologie “Gambellara” (anche Spumante), “Gambellara Classico” e “Gambellara Vin Santo” e il “Recioto di Gambellara DOCG” nelle tipologie “Spumante” e “Classico”.


Ospite del dinamico Consorzio Tutela Vini Gambellara, istituito nel 1972 e oggi presieduto da Giuseppe Zonin, ho partecipato ad un press tour dove, oltre a calpestare di persona le bellissime vigne di Garganega piantate su suoli di natura basaltico/tufaceo, ho potuto degustare nelle splendide sale delle le Barchesse del Vino di Gambellara (Palazzo Cera) alcune delle migliori espressioni del Gambellara DOC e del Recioto DOCG in modo da farmi una idea su una denominazione e un territorio che, a mio avviso, è ancora troppo sottovalutato e per certi versi ancora all'ombra dei vini della vicina Soave i cui vini hanno gli stessi meriti di quelli prodotti a Gambellara e dintorni.

Durante la due giorni veneta, grazie anche all'organizzazione in contemporanea di "Garganica, alla scoperta dei vini vulcanici del Gambellara Doc" ho potuto degustare molti ottimi vini che ora vado a descrivervi.



Non avevo molta fiducia sugli spumanti a base garganega visti i deludenti assaggi di qualche tempo fa ma questo metodo charmat di Roberto Zonin mi ha fatto un po' ricredere grazie al suo ottimo perlage e alla sua vigoria minerale. E' un vino semplice e diretto ma rappresenta un ottimo approccio alla territorialità di Gambellara.



Il Gambellara Classico 2014 di Sordato Lino rappresenta, a mio modo di vedere, tutto ciò che dovrebbe avere un Gambellara fermo vinificato in maniera semplice e pulita. Didattico il naso dove spiccano gli aromi di biancospino, pesca bianca, agrumi e fredda mineralità. Impianto gustativo agile, fruttato ma non banale dove la scia sapida finale rappresenta una degna chiusura per un vino che non fai fatica a finire in un attimo.



Natalina Grandi è una piccola grande realtà che siamo andati a trovare di persona in cantina e, tra i vari vini fermi, il Gambellara "Solo Lei" 2013 è sicuramente quello dalla maggiore personalità. Più complesso rispetto al precedente ha nel sorso fresco e nella affilata sapidità le sue armi di seduzione che vengono amplificate grazie anche ad un ad finale proporzionato e sfizioso. 



Virgilio Vignato è un piccolo vignaiolo che dovrebbe avere maggiore spazio tra i vari wine blog perchè produce vini davvero interessanti tra cui questo Gambellara Classico "Capitel Vicenzi" 2013 che pur nella annata non facile riesce a trasmettere una sobria eleganza che ha per sfondo l'odore del basalto e per contorno una macedonia di frutta bianca e mazzi di fiori bianchi di campo. L'approccio al sorso è fruttato ma decisamente fresco e minerale. Chiude gradevole con un evidente eco floreale.



L'ultimo vino, il Gambellara Classico "Creari" 2010 di Cavazza l'ho scelto per due motivi: era l'unico un po' vecchiotto e, cosa ancora più particolare, era l'unica garganega in purezza le cui vigne sono piantate su un terreno anomalo per la vulcanica Gambellara visto che la sottozona Creari ha composizione prevalentemente calcarea. Rispetto agli altri è questo Gambellara DOC è sicuramente il più eterogeneo ma anche il più rotondo e generoso caratterizzandosi per un incipit olfattivo dove la frutta gialla matura e i sentori di mimosa sembrano ben integrarsi con un impianto gustativo suadente e dalle sfumature quasi salmastre.

Chiudo questo post ringraziando il Consorzio per il gentile invito con la speranza che i vini di Gambellara siano sempre più valorizzati e comunicati perchè, se fatti con Amore, non sono mai secondi a nessuno.

Alla prossima!
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