I Signori del vino: la seconda puntata per farci una risata

Roma, un sabato sera silenzioso di inizio febbraio. 

Ore 23.25, un urlo squarcia il silenzio di Roma Nord


"Iniziaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!"

"Stefy metto su la macchinetta del caffè!! Ah, avverti il vicino di casa che anche lui voleva acculturarsi. Che?? Sta vedendo la replica de "La dottoressa preferisce i marinai"??? Beh, ora che ci penso, in effetti, di CULtura ce ne è anche là....".

Come un moderno Fantozzi, in contemporanea, accendo la TV e mi sintonizzo su RAI DUE mentre verso il caffè nelle tazzine e mi collego sui vari social network per fare il live della puntata.


Ore 23.30

"Andrea, ma Pippo Inzaghi è diventato vignaiolo?"

"Ma che cazzo, un altro (ex) calciatore che produce vino? E già lo intervistano?"

Passano venti secondi e altro urlo a Roma Nord....

"Nooooooooooooooooooooooo, ma che palle ste partite, ma proprio oggi dovevano giocare Juventus e Milan???????? Ma sto cavolo di Sabato Sprint fino a che ora dura???? Stefyyy altro caffè che questi si stanno lamentando dell'arbitro e facciamo notte!!!".

Cerco di perdere tempo, mi giro per casa alla ricerca delle pinzette perdute nel 1990, l'ansia mi sta assalendo quando, poco prima dell'ora delle streghe, sento lei, la mia musica preferita.....


DUDURUDUDU TARARARA DUDUDUDURUDUDURUDURU TARARA'


INIZIAAAAAAAAAAAAAAAAA DAVVEROOOOOOOO

Eccoli, sono loro, Tolfa e Masi, detto da oggi #er-bretella, seduti all'interno dell'immancabile fuoristrada che stavolta percorre le strade siciliane. Bellissima e ad effetto, in apertura di puntata, la frase del direttore:"Dopo il Piemonte ci sembra naturale ripartire dalla Sicilia". Probabilmente il nesso di tutto ciò è contenuto nel quinto segreto di Fatima ma noi siamo stoici, andiamo avanti, quello che conta ora sono le strade che corrono verso Regaleali dove sicuramente li starà aspettando un piccolo contadino del posto.


"I Conti Tasca", per tre volte Tolfa e Masi ripetono la frase tanto che mi impaurisco e penso che la trasmissione abbia cambiato indirizzo rivolgendosi ad un pubblico di casalinghe alla ricerca delle migliori offerte nei supermercati. Oddio, non arriverà pure Luca Sardella?

Ma no, eccolo il primo ospite della puntata che spazza ogni mio dubbio: si tratta di un certo Conte Lucio Tasca d'Almerita, probabilmente un viticoltore locale che, dopo aver terminato il lavoro in vigna, ha voglia di raccontare un po' della sua terra non prima che Masi e Tolfa, con mossa astuta, ci facciano sentire delle emerite merde visto che, a quanto dicono, questo uomo dagli umili vestiti, tra le mille cose fatte nella vita, ha anche partecipato anche alle olimpiadi con la squadra di equitazione italiana. 


L'equazione mafia=Sicilia la quotavo a 1.01 ed infatti, dopo appena 4 minuti, arriva il domandone di Masi che, con aria funebre, chiede al nobile contadino:"In Sicilia incombe l'immagine della mafia, oggettivamente un'immagine cupa. Tu, nel sostenere la tua impresa anche all'estero, hai subito questo peso?". Risposta eloquente:"Sì, all'estero un po' mi domandano ma la magistratura ha fatto un ottimo lavoro, oggi la mafia è un fenomeno in forte diminuzione e questo lo si deve anche dai telegiornali che ogni giorno annunciano decine di arresti....". 

Mentre cerco il cartello di Scherzi a Parte, penso seriamente che alla fine non ci sono più le mezze stagioni e che Gianni Morandi non invecchia davvero mai.

A Regaleali non ci si stanca mai perchè, subito dopo un breve video sulla cantina Centopassi, riparte il pistolotto su quanto son bravi e belli da queste parti anche attraverso le parole di Alberto Tasca d'Almerita che, a confronto, fa apparire Gaia Gaia una liceale al primo giorno di scuola.

Dopo circa 10 minuti (un tempo pari ad un terzo del programma!!) è tempo finalmente di lasciare i Tasca d'Almerita. Peccato, stavo rivalutando la corazzata Potëmkin come nuovo genere di commedia brillante. 

Subito dopo, probabilmente perchè assopito, ho visto un tizio piccolo piccolo aggirarsi nel mondo dei giganti. Dopo la corazzata Potëmkin siamo entrando nel Fantastico mondo di Oz? Per la cronaca il mio non era un sogno ma, effettivamente, l'enologo della cantine Florio sembrava uno gnomo vino le antiche botti di vino marsala grosse quanto tre Bud Spencer.


La scena successiva vede Masi e Tolfa, leggermente impauriti e traballanti sulla Jeep, arrivare con qualche difficoltà sulle pendici dell'Etna. Appena scesi dal fuoristrada, e dopo aver ripetuto per almeno 150 volte la parola mineralità, cercano di spiegare al telespettatore, anche grazie all'aiuto del sempre affannato Simonit (#ossigienoalpotatoreplease), le caratteristiche della viticoltura etnea giocherellando ripetutamente con vecchie rocce laviche che vengano tastate a più non posso. Fonti interne riportano che la scena è stata ripetuta almeno 20 volte in quanto i due non si sono accorti che, inizialmente, hanno più volte strofinato le mani sui testicoli de La Cosa.


Parlando di vitigni e terroir etneo si arriva all'apoteosi quando Masi, con fierezza, parla del nerello (quale direttò?) come vino del futuro in quanto paragonabile per caratteristiche al pinot nero (di che zona direttò?)

Fonti interne sostengono che la Borgogna, dopo la puntata, abbia chiesto alla Francia il ritiro del proprio ambasciatore dal nostro Paese.

Il viaggio prosegue verso Pantelleria dove, pensando ai cannoli (vero direttò?), si intervista Diego Maggio, presidente del Consorzio, che parla del famoso vino dolce avendo come sfondo un carretto siciliano. Purtroppo è mancata la musica de Il Padrino suonata con lo scacciapensieri (marranzanu) ma, fonti interne, sostengono che la produzione abbia eliminato la colonna sonora considerata troppo rivoluzionaria.

Oh, finalmente arriva Arianna Occhipinti che racconta la sua storia di agricoltore fiero della sua terra di origine. Tutto bello, emozionante, ma per noi miseri telespettatori, che abbiamo scavallato ormai la mezzanotte da un pezzo, l'aspetto fondamentale dell'intervista ha riguardato il seguente quesito: perchè la regia ha oscurato le scritte sulle t-shirt dei collaboratori di Arianna

Quali messaggi subliminali nascondevano? 

Forse il tutto è collegato alle scie chimiche? 

Fonti interne dicono che a Vittoria si stia dirigendo la troupe di Mistero.


Arrivano gli ultimi due contributi della puntata ovvero la (finta) intervista via Skype ad Enzo Vizzari (Direttore Guide de L'Espresso) che sfida i telespettatori a non addormentarsi mentre parla dell'epopea del vino siciliano mentre l'ultima scena, come di consueto, viene lasciata a Masi e Tolfa che da attori consumati ripropongono un remake del Kolossal #ostechecazzodivinomiproponi 



Applausi a scena aperta!!!


Posta un commento