La Tuscia del Vino 2016: tutti i premiati da Carlo Zucchetti

Siamo in uscita con  La Tuscia del Vino 2016. Guida ai vini della Provincia di Viterbo e Orvieto curata da Carlo Zucchetti, l’enogastronomo con il Cappello..La seconda edizione di una guida è un po’ come la seconda a teatro: insidiosa. Perché si ha un traguardo da superare – o almeno da eguagliare – e non si può fare affidamento sull’adrenalina del debutto e sull’effetto novità. Noi l’abbiamo affrontata affidandoci al territorio. Alla nostra bella Tuscia enoica che continua a crescere e aggiunge altre 6 cantine alle 72 recensite nel 2015. 


E all’ampliamento dei confini presi in considerazione. In questa nuova edizione, infatti, abbiamo voluto allargare lo sguardo, ignorare i limiti regionali e tracciare una nuova mappa comprendente i territori dell’Orvieto D.O.C. È stata una scelta ponderata a cui siamo arrivati in considerazione delle ragioni storiche – la Tuscia, nome latino dell’Etruria, includeva buona parte dell’attuale Umbria – e delle ragioni geologiche, per la continuità e contiguità dei territori di confine tra le due sponde del Tevere e del Paglia e per quel legame vulcanico intessuto dal complesso dei Vulsini. Abbiamo trattato la zona come un unicum, tralasciando nella divisione in areali i confini amministrativi, proprio a rafforzare la lettura geologica del territorio così come è stata proposta da Sara Ronca del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma.

La presentazione e premiazione ufficiale de La Tuscia del Vino 2016 si terrà sabato 1° ottobre 2016 presso La Carrozza d’Oro – via Lungolago Montefiascone (VT)

La Tuscia del Vino 2016. Guida ai vini della Provincia di Viterbo e Orvieto curata da Carlo Zucchetti

108 cantine introdotte da una breve descrizione e corredate da informazioni utili: indirizzi, numero di bottiglie prodotte, estensione vitata, enologo e molte altre.

Oltre 500 vini degustati

10 cantine che confermano il cappello, simbolo di coerenza e chiarezza del progetto, 7 quelle che lo conquistano per la prima volta.

44 3Est! i vini che meritano una lunga sosta

9 areali introdotti da una descrizione geologica con lo spunto per la costruzione di percorsi enoturistici.



Le aziende con agriturismo o foresteria e quelle che permettono la visita in cantina

Queste sono le nostre Cantine con il Cappello e i nostri 

Le Cantine con il Cappello 

Antonella Pacchiarotti
Grotte di Castro

Barberani
Orvieto

Cantine Neri
Orvieto

Castello della Sala
Ficulle

Cristina Menicocci
Fabrica di Roma

Decugnano de’ Barbi
Orvieto

Falesco
Montefiascone – Montecchio

Le Coste
Gradoli

Occhipinti
Gradoli

Palazzone
Orvieto

Podere Orto
Acquapendente

San Giovenale
Blera

Sergio Mottura
Civitella d’Agliano

Tenuta La Pazzaglia
Castiglione in Teverina

Tenuta Le Velette
Orvieto

Trappolini
Castiglione in Teverina

Trebotti
Castiglione in Teverina

I 3 Est!

Spumanti

Blanc de Blanc Aladoro Vigne del Patrimonio

Brut Metodo Classico 2010 Decugnano dei Barbi

Bianchi

Alma Rei V.d.T. bianco 2015 La Carcaia

Cervaro della Sala I.G.T. Umbria bianco 2014 Castello della Sala

Chardonnay I.G.P. Lazio Manti  2014 Tenuta Ronci di Nepi

Est! Est!!Est!!! di Montefiascone Classico DOP  Foltone 2015 Cantina Stefanoni

Ferentano I.G.P. Lazio bianco 2013 Falesco

Grechetto di Civitella D’Agliano I.G.T. Latour a Civitella 2014 Sergio Mottura

Grechetto di Civitella D’Agliano I.G.T. Poggio della Costa 2015 Sergio Mottura

Grechetto I.G.T. Lazio Brecceto  2014 Trappolini

Grechetto I.G.T. Lazio Poggio Triale 2014 Tenuta La Pazzaglia

Grechetto I.G.T. Umbria Bianco dei Neri 2014 Cantine Neri

Grechetto I.G.T. Umbria Sole Uve 2014 Tenuta Le Velette

Grechetto I.G.T. Umbria Strozzavolpe 2015 Bigi

Le Coste V.d.T. bianco Le Coste

Musco V.d.T. 2013 Palazzone

Nethun I.G.T. Lazio bianco 2015 Muscari Tomajoli

Orvieto Classico D.O.C. Vigneto Torricella 2015 Bigi

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Luigi e Giovanna 2013 Barberani

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Terre Vineate 2015 Palazzone

Orzalume I.G.T. Umbria bianco 2015 Castello di Corbara

Procanico I.G.T. Lazio 2015 Trappolini

Zero 8 V.d.T. 2015 Marini Georgea

Colli Etruschi Viterbesi D.O.P. Rossetto Il Fedele 2015 Podere Grecchi

Pinot Grigio I.G.T. Lazio Satres 2015 Le Lase

Rossi

Fobiano I.G.P. Umbria rosso 2010 La Carraia

Habemus Etichetta Rossa I.G.T. Lazio rosso 2013 Sangiovenale

Habemus I.G.T. Lazio rosso 2014 Sangiovenale

Lago di Corbara D.O.C. Rosso Polvento 2010 Barberani

Marciliano I.G.T. Umbria rosso 2012 Falesco

Montiano I.G.T. Lazio rosso 2013 Falesco

Pietra Dura I.G.T. Lazio rosso 2012 Bottaccio

Rosso Arcaico V.d.T.      Occhipinti

Sangiovese I.G.T. Lazio Paterno 2013 Trappolini

Sangiovese I.G.T. Lazio rosso Ost 2014 Cordeschi

Sartiano I.G.T. Umbria rosso 2014 Bigi

Soremidio I.G.T. Lazio rosso 2012 Tenuta Sant’Isidoro

Tuscia D.O.C. Sangiovese 2013 Ciucci

Vepre I.G.T. Lazio rosso 2013 Vigne del Patrimonio

Seduzione

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Muffa Nobile 2015 Palazzone

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Muffa Nobile Calcaia 2013 Barberani

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Vendemmia Tardiva Pertusa 2015 Custodi

Aleatico I.G.T. Lazio Idea 2015 Trappolini

Aleatico I.G.T. Umbria passito 2009 Barberani

Veneto: i tre bicchieri 2017 del Gambero Rosso

Archiviata la complicata vendemmia 2014 il Veneto si presenta in grande spolvero, con una produzione che occupa un po’ tutte le province della regione e che in ognuna di esse rivela vitigni, tradizioni e tipologie in grado di soddisfare i più esigenti appassionati.


Numeri importanti, con due fenomeni che dominano il palcoscenico un po’ in tutto il mondo. Da una parte la leggerezza e la fragranza del Prosecco, lo spumante italiano che ormai è presente in ogni angolo del pianeta forte di una produzione che dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene ha conquistato gran parte delle province vicine. Ottimo il Valdobbiadene Extra Dry Giustino B. ’15 di Ruggeri & C. Dall’altra la pienezza, la potenza e la capacità evolutiva che possiede l’Amarone, un vino moderno ottenuto con tecniche antiche, capace di fungere da traino per tutto il comparto veronese.

Nel mezzo un caleidoscopio di zone e vitigni, ora leggeri e fragranti, ora profondi e di spessore, suoli argillosi che lasciano spazio a quelli vulcanici, grandi aziende e piccole realtà, un continuo cambiare che permette agli appassionati di conoscere e apprezzare tutta la varietà che questa regione possiede.

Tante le novità quest’anno, a testimonianza di un fermento che coinvolge anche zone meno note e produttori che inseguono un’idea di vino di alta qualità, spesso limitando al massimo l’impatto della loro attività, consapevoli del ruolo di custodi dell’ambiente.

A Bardolino sboccia il Vigna Morlongo di Villabella mentre a Soave spetta alla famiglia Dal Cero il ruolo di new entry, con un Soave che dimostra come la passione e la competenza paghino anche in presenza di vendemmie difficili. In un territorio vivace come la Valpolicella sono Marco Mosconi a Illasi e i cugini Sterza a Casterna a colpire con i loro Valpolicella Superiore e Amarone, mentre nella pianura trevigiana stupisce il lavoro che i fratelli Cescon hanno saputo compiere con un vitigno di grandi potenzialità ma ancora poco sfruttate come il Manzoni bianco, indicando come anche un territorio a torto considerato minore possa dare grandi risultati.

Per il resto è la consueta messe di premi conquistata dalla Valpolicella, con ben 18 Tre Bicchieri, seguita dal Soave, che ne conquista 7. Allo zoccolo duro di queste due denominazioni seguono riconoscimenti che si distribuiscono un po’ in tutte le principali denominazioni regionali, da Custoza al Montello, da Valdobbiadene ai Colli Euganei, senza dimenticare la Lugana e la Valdadige, dove i fratelli Fugatti ogni anno producono uno dei migliori vini dolci del Paese.

Amarone della Valpolicella Cl. Calcarole 2011 Guerrieri Rizzardi

Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2012 Tenuta Sant'Antonio

Amarone della Valpolicella Cl. 2008 Villa Spinosa

Amarone della Valpolicella Cl. 2012 Allegrini

Amarone della Valpolicella Cl. 2008 Bertani

Amarone della Valpolicella Cl. 2012 David Sterza

Amarone della Valpolicella Cl. Casa dei Bepi 2011 Viviani

Amarone della Valpolicella Cl. La Fabriseria Ris. 2011 F.lli Tedeschi

Amarone della Valpolicella Cl. Monte Ca' Bianca 2011Lorenzo Begali

Amarone della Valpolicella Cl. Punta di Villa 2011Roberto Mazzi

Amarone della Valpolicella Cl. Sergio Zenato Ris. 2010 Zenato

Amarone della Valpolicella Cl. Vaio Armaron Serègo Alighieri 2011 Masi

Amarone della Valpolicella Cl. Vign. Monte Sant'Urbano 2012 Speri

Amarone della Valpolicella Punta Tolotti 2012 Ca' Rugate

Bardolino Cl. V. Morlongo 2014 Vigneti Villabella

Cartizze Brut V. La Rivetta Villa Sandi

Colli Euganei Cabernet Borgo delle Casette Ris. 2012Il Filò delle Vigne

Custoza Sup. Amedeo 2014 Cavalchina

Custoza Sup. Ca' del Magro 2014 Monte del Frà

Lugana Molceo Ris. 2014 Ottella

Madre 2014 Italo Cescon

Montello e Colli Asolani Il Rosso dell'Abazia 2013 Serafini & Vidotto

Soave Cl. Campo Vulcano 2015 I Campi

Soave Cl. La Rocca 2014 Leonildo Pieropan

Soave Cl. Le Bine de Costiola 2014 Tamellini

Soave Cl. Monte Carbonare 2014 Suavia

Soave Cl. Staforte 2014 Graziano Prà

Soave Sup. Il Casale 2015 Agostini Vicentini

Soave Sup. Vign. Runcata 2014 Dal Cero - Tenuta di Corte Giacobbe

Valdobbiadene Brut Particella 68 2015 Sorelle Bronca

Valdobbiadene Brut Rive di Col San Martino Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2015 Merotto

Valdobbiadene Extra Dry Giustino B. 2015 Ruggeri & C.

Valdobbiadene Rive di San Pietro di Barbozza Brut Nature Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2013 Bortolomiol

Valpolicella Cl. Sup. Camporenzo 2013 Monte dall'Ora

Valpolicella Sup. 2012 Marco? Mosconi

Valpolicella Sup. 2013 Roccolo Grassi

Valpolicella Sup. Mithas 2012 Corte Sant'Alda

Venezia Cristina V. T. 2013 Roeno

Alla scoperta di Vinatis e del mercato francese del vino

Tra le varie enoteche on line, probabilmente Vinatis rappresenta una azienda leader per quanto riguarda la vendita di vino francese di grande qualità a prezzi concorrenziali. Io tramite il loro sito compro da molto tempo per cui mi ha fatto molto piacere incontrare  Olivier Ivangine ed Emmanuel Touissant, i fondatori di Vinatis, ai quali ho potuto fare un po' di domande relativamente alla loro attività e, in generale, al mercato francese del vino che loro conoscono molto bene.
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Quando è nato Vinatis e chi sono le persone dietro al progetto ?

Vinatis nasce nel 2002, nel periodo di esplosione del commercio elettronico, dall’audace progetto di due amici di università: Olivier Ivangine, l’informatico, e Emmanuel Touissant, lo specialista enologo. I due amici rappresentano al meglio la quintessenza di Vinatis: la felice alleanza tra l’esaustività e ubiquità del web e le raffinate competenze del cavista/sommelier. Il risultato? Un sito completo, non solo commerciale ma anche informativo ed educativo (vedi sezione “non ne so nulla”, simpatica guida per i meno esperti). Eletta nel 2009 e 2011 migliore enoteca online, oggi Vinatis è l’azienda leader in Francia nella vendita di vino, champagne e distillati sul web

Olivier e Emmanuel, i “padri di famiglia” di Vinatis

Olivier: “Il cammino non è stato sempre facile e diverse volte siamo stati sul punto di abbandonare il progetto. Il nostro punto forte? Vinatis è un’azienda che abbiamo gestito come due buoni padri di famiglia. Quando si hanno budget limitati si avanza lentamente, senza grossi incassi iniziali, ma si costruisce la propria azienda nei dettagli, mattone per mattone. Le nostre basi sono solide”. E Olivier e Emmanuel, affettuosamente Manù, sembrano proprio due padri di famiglia: l’azienda fa largo ai giovani, con la stragrande maggioranza dei dipendenti al di sotto dei 30 anni!

Deposito e uffici sono riuniti ad Annecy-le-Vieux, in alta Savoia, vicino ad uno dei siti turistici più apprezzati di Francia, il Lago di Annecy

Come scegliete la proposta dei vini? 

Vinatis è un’azienda dal volto umano, una sorta di famiglia allargata in cui ognuno apporta il proprio contributo. Le degustazioni, rigorosamente alla cieca, avvengono in sede quasi giornalmente: una fornita equipe di sommelier è attentamente alla ricerca dei migliori rapporti qualità/prezzo. La forza di Vinatis sta proprio in questo processo di selezione. Non basta solo che un vino sia buono: se costa troppo in relazione alla qualità, non lo scegliamo. In media solo il 20% dei campioni che arrivano a Vinatis sono poi messi in commercio. Cosi abbiamo la certezza di proporre soltanto vino e champagne di qualità ma al giusto prezzo!


Tra le 2500 etichette disponibili ci sono i nomi famosi delle grandi Maison ma anche piccoli produttori, i cosidetti “petit vins”, vini poco conosciuti, che escono dai sentieri battuti, dal prezzo compreso tra i 5 e i 15 euro ma solo in ragione della loro scarsa popolarità, dato che la qualità è più che buona. Per non parlare degli ottimi Champagne dei piccoli produttori, a partire dai 12 euro di un Michel Furdyna! La strategia di Vinatis punta a combinare qualità, servizio e convenienza. Il miglior prezzo sul web è garantito: se il cliente trova lo stesso prodotto meno caro altrove, la differenza è rimborsata. Politica possibile solo grazie alle relazioni di fiducia che Vinatis intrattiene con piccoli e grandi vignerons da più di 14 anni. 

Parlatemi dei vostri clienti: chi sono e cosa cercano?

Il cliente di Vinatis è un appassionato di vino francese e champagne che non disdegna le comodità del web ed acquista online, fidandosi dei commenti lasciati dagli altri clienti o dalle precedenti esperienze positive. Quello che più si apprezza di Vinatis è, oltre alla qualità del vino, la rapidità di consegna: in Francia la merce arriva in meno di 24 ore (in Italia generalmente dopo tre/quattro giorni). Anche il servizio clienti è giudicato eccellente, ed è da poco facilmente accessibile anche dall’italia al costo di una telefonata nazionale. Insomma, facciamo del nostro meglio per soddisfare tutte le richieste. Detto fra noi: essendo il francese molto più esigente della media, siamo ben allenati!  


Come va il mercato dei vini in Francia e, soprattutto, come stanno andando i vini italiani?

Il vino rappresenta senza dubbio uno dei mercati più floridi in Francia. Basti pensare che costituisce il secondo settore d’esportazione dopo l’areonautica, più forte della pur rinomata cosmetica francese. La Francia è anche tra i maggiori paesi consumatori di vino: con mezzo bicchiere al giorno per abitante, rappresenta il 12% del consumo mondiale, secondo solo agli USA (al terzo posto l’italia con l’8.5% ...fonti francesi !). In termini di produzione, Italia e Francia si alternano il primo posto, a seconda delle condizioni climatiche più o meno favorevoli: nel 2015 il podio è toccato all’Italia. I francesi, ovviamente, preferiscono consumare vini francesi: su 10 bottiglie acquistate 9 sono francesi. Le nostre statistiche di mercato confermano il dato: i più venduti su Vinatis sono i vini della Linguadoca Rossiglione, seguiti dai vini provenienti dalla regione del Rodano. Terzi i vini Bordeaux, quarti i nostri “vini dal mondo” : il primato spetta ai vini spagnoli. Tuttavia, in relazione anche alla crescita della nostra offerta, i vini italiani rappresentano una larga fetta di vendite. E’ soprattutto il Prosecco a farsi avanti, rappresentando il 9% delle vendite dei vini “stranieri” (non francesi). Insomma, la Francia è uno dei mercati principali del vino italiano, ma non il più importante : Stati Uniti e Germania ne rimangono i principali paesi importatori.

Quali sono gli obiettivi e i progetti futuri?

Emmanuel : ”Ne sono convinto: la vendita di vino online è solo ai suoi inizi. Il mercato online non è ancora maturo e abbiamo ancora degli anni favorevoli davanti a noi”. Tra i progetti futuri: consolidare la presenza sul mercato online francese, ma anche e soprattutto implementare le esportazioni. Ad oggi il sito esiste nelle versioni tedesca, dal 2006, e le recentissime inglese e italiana, dal 2015. La nuova sfida è dunque rappresentata dall’Europa nel suo insieme, obiettivo più che fattibile, considerando che il mercato online è ancora in piena espansione. Mantenere gli stessi standard di qualità, servizio e convenienza al di fuori dell’Esagono è dura ... ma ce la mettiamo tutta !

E infine..cos’è questa FAV?

FAV sta per Foire aux Vins, che significa Fiera dei Vini. Ma non assomiglia molto alle nostre Fiere italiane. E’ un evento attesissimo in Francia che dura per tutto il mese di Settembre e coinvolge tutti gli attori del mercato vinicolo: si, anche la grande distribuzione, nonché i negozi online. Comincia il nuovo anno ed una selezione di vini di fascia medio-alta è messa in saldo, a volte con sconti importanti. E’ un’occasione talmente succulenta che perfino la Revue du Vin de France, rivista pilota del dibattito enologico d’Oltralpe, dedica l’intero numero di Settembre ai consigli per gli acquisti. Nessun bisogno di viaggiare in terre francesi per approfittarne: Vinatis organizza ogni anno la sua Fiera del Vino, e quest’anno anche i clienti italiani sono invitati a partecipare. Cin!


http://www.vinatis.it/fiera-del-vino.html

Friuli Venezia Giulia: i tre bicchieri 2017 del Gambero Rosso

L’andamento climatico del 2015, seppur caratterizzato da elevate punte di calore, lasciava presagire una buona vendemmia, con uve perfettamente mature e sane. La soddisfazione si leggeva sul volto di ogni produttore e il risultato finale è andato oltre le attese: è stata una grande vendemmia. Probabilmente l’entusiasmo generale derivava dal ricordo delle problematiche che avevano caratterizzato l’annata precedente. Con un’uva così era quasi impossibile sbagliare, e i nostri assaggi l’hanno verificato. La competizione nelle degustazioni finali è stata davvero agguerrita, e alla fine abbiamo assegnato ben 26 Tre Bicchieri.


Quest’anno l’ha fatta da padrone il Friulano, vitigno autoctono di riferimento, ma ci piace citare per primi i vini di pianura e in particolare il Pinot Bianco ’15 di Le Monde (che si conferma per il quarto anno consecutivo) e la new entry di Lenardo con lo Chardonnay ’15. Ben sei Friulano hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tutti dell’ultima annata, quattro prodotti sul Collio da Doro Princic, Fiegl, Russiz Superiore e Schiopetto, e due sui Colli Orientali, da Angoris e Le Vigne di Zamò (che lo ha chiamato provocatoriamente No Name).

La Malvasia ’15 è rappresentata sul Collio da Ronco dei Tassi (una riconferma) e sul Carso da un’altra new entry: Castelvecchio, con la Malvasia Dileo. Poi c’è la splendida Malvasia ’13 di Skerk, sempre sul Carso, leggermente macerata e non filtrata.

Tre Bicchieri anche per il Sauvignon ’15 di Tiare sul Collio, per il Sauvignon Liende ’15 di La Viarte e il Sauvignon Zuc di Volpe di Volpe Pasini sui Colli Orientali. Il Collio Bianco ’15 raccoglie allori con il Broy di Collavini e con il Solarco di Livon.

Sui Colli Orientali Tre Bicchieri anche per Illivio ’14 di Livio Felluga, La Linda ’14 di La Tunella, Pinot Bianco ’15 di Zorzettig e Pinot Grigio ’15 di Torre Rosazza. Ennesimo riconoscimento per Jermann, vera bandiera dell’enologia friulana moderna, con il Pinot Grigio ’15, e seconda affermazione per il Desiderium ’13 di Eddi Luisa.

Tra i bianchi macerati spicca la Ribolla Gialla ’08 di Josko Gravner, il caposcuola riconosciuto, a seguire la Ribolla Gialla ’12 di Damijan Podversic e la Ribolla Gialla di Oslavia Riserva ’12 di Primosic. Dulcis in fundo uno spettacolare Tal Luc diLis Neris, cuvée di passito nata da una selezione speciale di uve vendemmiate nel 2006 e nel 2008.

Carso Malvasia Dileo 2015 Castelvecchio

Chardonnay 2015 di Lenardo

Collio Bianco Broy 2015 Eugenio Collavini

Collio Bianco Solarco 2015 Livon

Collio Friulano 2015 Schiopetto

Collio Friulano 2015 Fiegl

Collio Friulano 2015 Doro Princic

Collio Friulano 2015 Russiz Superiore

Collio Malvasia 2015 Ronco dei Tassi

Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2012 Primosic

Collio Sauvignon 2015 Tiare - Roberto Snidarcig

Desiderium I Ferretti 2013 Tenuta Luisa

FCO Bianco Illivio 2014 Livio Felluga

FCO Bianco LaLinda 2014 La Tunella

FCO Friulano 2015 Tenuta di Angoris

FCO Friulano No Name 2015 Le Vigne di Zamò

FCO Pinot Bianco Myò 2015 Zorzettig

FCO Pinot Grigio 2015 Torre Rosazza

FCO Sauvignon Liende 2015 La Viarte

FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2015 Volpe Pasini

Friuli Grave Pinot Bianco 2015 Le Monde

Malvasia 2013 Skerk

Pinot Grigio 2015 Jermann

Ribolla Gialla 2012 Damijan Podversic

Ribolla Gialla 2008 Gravner

Tal Lùc Cuvée Speciale Lis Neris

Rosso Breg 2003 Gravner è il Vino della settimana di Garantito IGP

di Luciano Pignataro



Il rosso arriva alla fine di una cena pazzesca alle Calandre. Ci serve un bicchiere, uno solo, dopo litri di bianchi. Fresco, pimpante come un adolescente. Proprio bello il Pignolo, se questo è il suo volto. Familiare, autentico. Perché solo un bicchiere?
www.gravner.it


Alto Adige: i tre bicchieri 2017 del Gambero Rosso

Spesso si ha un’idea dell’Alto Adige viticolo come di una provincia che offra omogeneamente vini di alta qualità in tutte le sue zone produttive. I numeri dicono che è certamente un’affermazione corretta. Sempre più, però, il lettore attento può cogliere le sfumature che ogni sottozona può offrire, alla ricerca del perfetto equilibrio tra vitigni, zone viticole e mano del produttore.

Proprio questi rappresentano realtà molto differenti tra loro, con le grandi strutture cooperative che lasciano spazio a produttori con minuscole proprietà, che a loro volta lasciano spazio alle storiche famiglie del vino atesino, forti di vigneti molto estesi e una fitta rete di viticoltori che conferiscono le uve.

Sempre più le aziende si stanno specializzando sui vini che meglio rappresentano il loro territorio, come si può riscontrare in quella vera e propria fucina di vini di qualità che è la Valle Isarco, una stretta vallata che si incunea verso nord che esalta la fragranza e la profondità di Sylvaner, Riesling e Veltliner.

Pinot Nero carnosi e raffinati nel versante orientale d’Oltradige, con Mazzon che rappresenta il vero Grand Cru italiano per questo vitigno, o ancora lo spessore e la classe che il Pinot Bianco dona nelle zone di Appiano e Terlano.

Regione a tradizione bianca, con una presenza di vini di assoluto valore in tutte le aziende presenti in guida, spesso Tre Bicchieri, altre volte fulgidi esempi della classe che questo territorio conferisce ai suoi vini. Ben 20 vini su un totale di 27 premiati sono bianchi, con Gewürztraminer e Sylvaner, a imporsi, vitigni che si esaltano in zone ben definite, la fascia collinare che si protende da Magrè a Caldaro per il primo e la Valle Isarco per il secondo.


Poi un puzzle di vini premiati che occupa tutta la provincia, giocando con altitudini, esposizioni e suoli, che permettono ai produttori di esaltare caratteristiche a volte antitetiche.

La potenza dei Lagrein che giungono dalla piana di Bolzano con la finezza dei Riesling di montagna della Val Venosta, la sapida e intrigante leggerezza dei Lago di Caldaro e Santa Maddalena con la profondità dei Terlaner.

Infine segnaliamo la presenza sempre più diffusa di vini di altissimo profilo prodotti in quantità minuscole: Terlaner I Grande Cuvée della Cantina di Terlano, LR di Colterenzio e Appius di San Michele Appiano oggi sono seguiti dalle etichette di molte realtà che hanno scelto di osare e confrontarsi con i grandi di tutto il mondo.

A. A. Cabernet Puntay Ris. 2013 Erste+Neue

A. A. Chardonnay Löwengang 2013 Tenute Alois Lageder

A. A. Gewürztraminer Auratus Crescendo 2015 Tenuta Ritterhof

A. A. Gewürztraminer Brenntal Ris. 2014 Cantina Kurtatsch

A. A. Gewürztraminer Nussbaumer 2014 Cantina Tramin

A. A. Gewürztraminer Vom Lehm 2015 Castelfeder

A. A. Lago di Caldaro Scelto Sup. Bischofsleiten 2015 Castel Sallegg

A. A. Lagrein Ris. 2013 Erbhof Unterganzner - Josephus Mayr

A. A. Lagrein Taber Ris. 2014 Cantina Bolzano

A. A. Pinot Bianco Praesulis 2015 Gumphof - Markus Prackwieser

A. A. Pinot Bianco Sirmian 2015 Nals Margreid

A. A. Pinot Grigio St. Valentin 2014 Cantina Produttori San Michele Appiano

A. A. Pinot Nero Bachgart 2013 Maso Hemberg - Klaus Lentsch

A. A. Pinot Nero Trattmann Mazon Ris. 2013 Cantina Girlan

A. A. Santa Maddalena Cl. Rondell 2015 Glögglhof - Franz Gojer

A. A. Sauvignon Lafòa 2014 Cantina Produttori Colterenzio

A. A. Sauvignon Mervin 2014 Cantina Meran Burggräfler

A. A. Terlano Nova Domus Ris. 2013 Cantina Terlano

A. A. Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2015 Manincor

A. A. Val Venosta Riesling 2014 Falkenstein Franz Pratzner

A. A. Val Venosta Riesling Unterortl 2015 Unterortl - Castel Juval

A. A. Valle Isarco Grüner Veltliner 2015 Kuenhof - Peter Pliger

A. A. Valle Isarco Pinot Grigio 2015 Köfererhof - Günther Kerschbaumer

A. A. Valle Isarco Sylvaner 2014 Garlider - Christian Kerschbaumer

A. A. Valle Isarco Sylvaner 2015 Taschlerhof - Peter Wachtler

A. A. Valle Isarco Sylvaner Aristos 2015 Cantina Produttori Valle Isarco

A. A. Valle Isarco Sylvaner Praepositus 2015 Abbazia di Novacella 

Vesuvio da bere, guida alle cantine da visitare - Garantito Igp

Di Luciano Pignataro

Siamo a Trecase, a due passi dagli Scavi di Pompei dove grazie al progetto di un altro visionario, Antonio Mastroberardino, si coltiva di nuovo l’uva per il vino cult Villa dei Misteri. Maurizio Russo con la sua Cantina del Vesuvio apre di buon mattino, riceve i visitatori, offre loro un pranzo semplice, un grande spaghetto al pomodoro del piennolo e verdure dell’orto e alle 18 chiude.

Oggi, vicepresidente del Consorzio Vini appena riconosciuto dal ministero, può a ben ragione di dire di aver aperto una strada che tutti avrebbero potuto percorrere ma che nessuno aveva visto. Qui le radici delle vigne scavano nel terreno di sabbia nera plasmato dall’ultima eruzione del 1944. Di fronte il Golfo di Napoli chiuso da Punta Campanella, da Capri e da Posillipo sembra una culla, non c’è posto che non offra all’occhio del visitatore uno spettacolo unico al mondo.
L’esempio di Maurizio Russo è stato seguito da altre aziende. Nella vicina Boscotrecase c’è Sorrentino, in viticoltura biologica, che ha da poco ristrutturato lo spazio organizzando una bella cucina e una veranda che affaccia sui vigneti. Si può anche dormire nel silenzio assoluto di un paesaggio onirico. I figli di Paolo sono tutti impegnati: Giuseppe nel commerciale, Benny nella produzione, Maria Paola nell’accoglienza, appena nominata presidente regionale del Movimento del Turismo del Vino in Campania. Anche qui una cucina semplice, di orto, e la possibilità di vendere ai turisti.
A Terzigno, c’è un’altra azienda impegnata nelle visite: Villa Dora della famiglia Ambrosio che vede al timone la passione del papà Vincenzo, seguito soprattutto dalla figlia Giovanna. Bella realtà di oliveto e vigneto e tanti bianchi antichi da invecchiamento che fanno la gioia degli appassionati nei ristoranti stellati della vicina Penisola Sorrentina.
Sono insomma lontani i tempi in cui il Vesuvio era la sede di imbottigliatori che si spingevano nel vicino Sannio, in Abruzzo, in Puglia, in cerca di vino da rivendere. Anche altre aziende hanno bei vigneti da mostrare, come Sannino e Fuocomuorto a Ercolano e Cantine Olivella nel versante opposto del Vesuvio, a Sant’Anastasia. Progetti coerenti che puntano sui vitigni locali come piedirosso, caprettone, falanghina, catalanesca, aglianico. Vini di carattere, marcati da buona acidità, sapidità, tono amaro tipico dei vini nati in zone vulcaniche.
Insomma, una gita in cantina, una camminata nei vigneti più spettacolari del mondo, magari anche una visita agli scavi e poi una pizza.


Slow Wine 2017: l’Alto Adige

Anche quest’anno negli assaggi l’Alto Adige ci ha regalato soddisfazioni. Non siamo sorpresi, a essere sinceri, visti il livello medio (elevato) e la costanza alla quale oramai ci siamo abituati nel corso degli anni. Ed è proprio questo uno dei maggiori punti di forza del vino altoatesino, qualità e precisione enologica che nascono non solo da un terroir vocato, ma anche da una solida base tecnica e da una rete di servizi di appoggio e di consulenza unica in Italia. Basta pensare all’Istituto agrario di Laimburg, a quello di Ora, o al vicino Istituto agrario di San Michele all’Adige. Molti produttori inoltre hanno studiato nelle migliori università in Germania, come Geisenheim, Neustadt o Weinsberg,
Tutto oro quello che luccica? Certo che no: paradossalmente, infatti, il rovescio di questa medaglia è l’estremo tecnicismo, oppure la stndardizzazione dei protocolli, situazioni che rischiano di appiattire non poco la diversità di stili e offuscare la piena espressione di territorio e annata. Per fortuna sta crescendo il numero di produttori, nella maggior parte giovani, che perseguono un’agricoltura più consapevole e attenta agli equilibri naturali della vigna e un’enologia meno incentrata sull’interventismo e sulla mania del “controllo assoluto”. Alla terra bisogna saper stare vicini al di là di un diploma o di una laurea, e il tocco del cuore a volte conta più di una decisione ponderata.
In generale, comunque, c’è aria di cambiamento in questo lembo settentrionale d’Italia: durante le nostre visite annuali il tema più ricorrente è stato il lavoro portato avanti dal Consorzio vini Alto Adige sulla delimitazione ufficiale dei cru storici e l’intento di ancorarli finalmente alla legislazione vitivinicola. Come in tutte le aree vociate, nel corso dei secoli i viticoltori hanno individuato e denominato le zone più adatte. Oggi, in effetti, c’è tanta confusione: molti nomi di parcelle storicamente rinomate sono diventati marchi a tutti gli effetti, di solito perchè la produzione di un’etichetta di successo è cresciuta al punto che, non bastando più l’uva della vigna originale, si è iniziato ad acquisirla da altre aree.
Molto è stato fatto negli ultimi 30 anni per individuare le zone più vociate per ogni varietà, ora pare che ciscuna menzione geografica debba legarsi a una o poche varietà adatte a quel terroir. Anche se non ci saranno classificazioni, si tratta di un’operazione delicata che richiede buon senso e sensibilità per non ripetere gli errori già fatti in altre regioni, dove le circoscrizioni troppo generose hanno svuotato di valore proprio quelle vigne che si volevano valorizzare. Staremo a vedere, fiduciosi…
Per il momento vi proponiamo la lista delle etichette che ci hanno più emozionato nel corso delle degustazioni effettuate nei mesi scorsi (in ordine alfabetico):

VINO SLOW
A.A. Bianco Mondevinum Ris. 2013, Niklaserhof
A.A. Chardonnay Löwengang 2013, Alois Lageder
A.A. Schiava Gschleier Alte Reben 2014, Cantina Girlan
A.A. Terlano Pinot Bianco Eichhorn 2015, Manincor
A.A. Val Venosta Riesling 2014, Falkenstein – Franz Pratzner
A.A. Val Venosta Riesling Windbichel 2014, Unterortl – Castel Juval
A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2015, Kuenhof – Peter Pliger
A.A. Valle Isarco Sylvaner 2014, Garlider – Christian Kerschbaumer
Donà Blanc 2011, Hartmann Donà
Elda 2012, Nusserhof – Heinrich Mayr
Kerner Radoy 2015, Radoar – Norbert Blasbichler
Pinot Bianco In der Lamm 2014, Weingut Abraham
Quirein 2013, Pranzegg – Martin Gojer
Sankt Anna 2013, Weingut in der Eben – Urban Plattner

GRANDE VINO
A.A. Chardonnay Magré 2015, Cantina Nals Margreid
A.A. Chardonnay Ris. 2013, Bessererhof
A.A. Pinot Nero Renaissance Ris. 2013, Gumphof – Markus Prackwieser
A.A. Sauvignon Castel Giovanelli 2014, Cantina Caldaro
A.A. Sauvignon Voglar 2014, Peter Dipoli
A.A. Terlano Pinot Bianco Rarità 2004, Cantina Terlano
A.A. Valle Isarco Grüner Veltliner 2015, Strasserhof – Hannes Baumgartner
A.A. Valle Isarco Grüner Veltliner Eichberg 2014, Klaus Lentsch
A.A. Valle Isarco Grüner Veltliner Praepositus 2014, Abbazia di Novacella
A.A. Valle Isarco Sylvaner R 2014, Köfererhof – Günther Kerschbaumer
Rot 2013, Baron Widmann

VINO QUOTIDIANO
A.A. Lago di Caldaro Cl. Sup. Leuchtenburg 2015, Erste + Neue
A.A. Pinot Bianco Finado 2015, Cantina Andriano
A.A. Santa Maddalena 2015, H. Lun
A.A. Schiava Menzen 2015, Cantina Colterenzio
A.A. Schiava Vecchie Vigne 2015, Glögglhof – Franz Gojer
A.A. Terlano Pinot Bianco 2015, Cantina Convento Muti-Gries
A.A. Valle Isarco Sylvaner 2015, Cantina Valle Isarco
T Bianco 2015, Cantina Tramin

Trentino: i tre bicchieri 2017 del Gambero Rosso

Il Trentino del vino è uno dei territori italiani più ricchi di opportunità. Grandi spumanti metodo classico i TrentoDoc, rossi di pregio da vitigni autoctoni, come il Teroldego dei Campi Rotaliani, la consuetudine ai tagli bordolesi e ai vitigni internazionali che qui è radicata da oltre un secolo, le più estese vigne di chardonnay della Penisola e una serie di vini bianchi importanti da vigne di alta quota... E ancora: tanti vitigni autoctoni, bianchi e rossi, e piccole produzioni di straordinari vini dolci come il Trentino Vino Santo.

Queste per sommi capi le potenzialità della regione. Quando, ogni anno, andiamo a tirare le somme del lavoro del comparto vinicolo della provincia di Trento vediamo però che i risultati ottenuti non rendono giustizia, ancora, a questo potenziale. È il TrentoDoc a tenere alto il vessillo trentino, con sette eccellenti cuvée che sono sicuramente tra le migliori d’Italia. Accanto a FerrariMezzacoronaAbate NeroCavit,Letrari eCesarini Sforza, che non sono nuovi a questi successi, debutta la Maso Martis dei coniugi Stelzer con un Dosaggio Zero ’11 di livello assoluto.
Il San Leonardo ’11 è sui consueti altissimi livelli, mentre Zeni si ripete con un eccellente Teroldego Rotaliano. Vini che non si discutono. Così come il Fojaneghe Rosso ’12 della Bossi Fedrigotti, al suo primo alloro.
Ma ce ne potrebbero essere molti di più se solo questa terra del vino, tra grandi strutture cooperative e piccoli e piccolissimi vignaioli (divisi al loro interno, tra tradizionalisti e giovani propulsori del biologico e del biodinamico) trovasse la chiave, accanto alle istituzioni, per operare sinergicamente e incidere di più sul mercato italiano e internazionale, abbandonando le diatribe interne tra un mercato improntato sui grandi numeri, le scelte di coltivazione dei vigneti, il disciplinare delle denominazioni (non ultima quella riservata al Pinot Grigio Venezie: rese altissime che coinvolgono Trentino, Veneto e Friuli per business sul mercato americano). "In Trentino non mancano risorse economiche e viticole per far crescere la provincia tutta insieme e porla finalmente nella posizione che merita. È un peccato..." Con questa sintesi chiudevamo la presentazione della nostra Guida 1996. Vent'anni dopo le considerazioni sono quasi le stesse.

Fojaneghe Rosso 2012 Bossi Fedrigotti
San Leonardo 2011 San Leonardo
Teroldego Rotaliano Pini 2012​ Roberto​ Zeni
Trento Brut Altemasi Graal Ris. 2009 Cavit
Trento Brut Domini 2010 Abate Nero
Trento Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2005 Ferrari
Trento Brut Ris. 2010 Letrari
Trento Dosaggio Zero Ris. 2011 Maso Martis
Trento Extra Brut Tridentum 2009 Cesarini Sforza

Trento Rotari Flavio Ris. 2008 Mezzacorona