Anteprima del Chiaretto di Bardolino 2021: i cinque migliori vini da acquistare!

In tempi di pandemia, con tutte le restrizioni legate ai viaggi e al distanziamento sociale, in Italia molte Anteprime del vino come, ad esempio, quella del Chiaretto di Bardolino che è stata ripensata dal Consorzi in una veste tutta nuova divisa in due fasi. La prima ha coinvolto la stampa italiana e internazionale, oltre che i blogger e gli influencer del mondo del vino mentre la seconda fase dell’Anteprima del Chiaretto, invece, coinvolgerà i produttori e i ristoranti della città di Verona nel mese di maggio, quando prenderà il via anche la seconda edizione di 100 Note in Rosa, manifestazione che animerà le serate estive della città scaligera, della provincia e della riviera gardesana con i migliori talenti musicali di Verona.


Io ho partecipato alla prima fase che, nel dettaglio, ha visto l’invio da parte del Consorzio di 50 campioni di Chiaretto di Bardolino della nuova annata ricondizionati in bottigliette di vetro di Vignon® del contenuto di 5 cl, ovvero il quantitativo normalmente servito nelle degustazioni professionali. 


Assieme ai campioni di Chiaretto di Bardolino, verranno inviati anche degli assaggi di formaggio Monte Veronese Dop e un libricino, che ho chiamato il Bignami Rosa, dedicato al Chiaretto.


Prima di addentrarmi nei miei migliori assaggi, è opportuno, soprattutto per chi non conosce molto questa tipologia di vino, dare qualche informazione in più sul Chiaretto ovvero il vino rosa della sponda orientale del lago di Garda, in provincia di Verona il cui nome deriva dall’aggettivo latino “clarum”, che significa “chiaro".


Le origini del Chiaretto risalgono all’epoca imperiale romana, quando vennero istituite le province della Gallia Cisalpina, che comprendeva il lago di Garda, e della Gallia Transalpina, che includeva la Provenza. In entrambe le province, i Romani svilupparono la viticoltura attraverso il modello agricola della “villa rustica” e l’introduzione degli antichi torchi da vino. L’uso del torchio non prevede un contatto prolungato tra il mosto e le bucce dell’uva (che contengono le sostanze coloranti), per cui i vini prodotti in epoca antica nelle due Gallie erano di colore rosa. Il più antico documento locale che menziona la parola "Chiaretto" legata al vino è l’edizione del Vocabolario della Crusca stampato a Verona nel 1806. In tale vocabolario della lingua italiana si includevano mille vocaboli raccolti nel territorio veronese e uno di questi era proprio la parola Chiaretto riferita al vino.


Il Chiaretto di Bardolino ebbe il riconoscimento della DOC nel 1968 all’interno della denominazione di origine del Bardolino (il nome allora utilizzato era Bardolino Chiaretto). Fu una delle prime DOC italiane.


Con la vendemmia 2014, i produttori di Chiaretto hanno messo in atto la Rosè Revolution, orientata a valorizzare il colore delicato delle uve autoctone locali e a mettere in luce i profumi agrumati della Corvina Veronese, l’uva principale del territorio, quando viene vinificata utilizzando una pressatura molto soffice. Nella primavera del 2021, con la modifica del disciplinare di produzione, la denominazione ha adottato ufficialmente il nome Chiaretto di Bardolino, rimarcando ancora di più la forte identità territoriale del vino rosa veronese.


Da un punto di vista strettamente produttivo, il disciplinare di produzione prevede che il Chiaretto di Bardolino sia prodotto con uve autoctone della zona, ossia la Corvina Veronese, ora utilizzata fino al 95% dell’uvaggio, e la Rondinella (min. 5%) le cui bucce, povere di antociani, hanno una naturale vocazione alla produzione di vini di colore chiaro soprattutto se c’è stato un breve contatto del mosto con la buccia dell’uva.


Fatta questa opportuna premessa, dei cinquanta campioni degustati durante l’Anteprima, tutti mediamente di buon livello, solo cinque, però, sono stati quelli che mi hanno davvero emozionato e che, a mio parere, hanno raggiunto un livello di complessità e territorialità davvero esaltanti che si traducono spesso in corredi olfattivi ricchi di erbe aromatiche, di agrumi e frutti di bosco mentre il palato, freschissimo, in alcuni grandi Chiaretto è corredato da note saline davvero corroboranti e tipiche delle vigne coltivati su suoli di origine morenica come quelli interessati da questa denominazione.


Di seguito, in ordine assolutamente causale, la mia TOP 5:

Cantina Caorsa – Chiaretto di Bardolino Classico 2020: non so se sia stata la sorpresa maggiore in questa Anteprima ma questa cantina, di proprietà del Consorzio Agrario del Nordest, ha prodotto un Chiaretto di Bardolino estremamente godibile soprattutto al sorso che, contrapponendosi ad un naso molto delicato su note di ribes e lampone, si impone per impatto vigorosamente agrumato a cui segue una vibrante scia salina che richiama il territorio e, soprattutto, il bicchiere successivo.

Gorgo – Chiaretto di Bardolino Bio 2020: da uve rigorosamente biologiche nasce questo vino che mi ha colpito per un corredo aromatico che richiama le spezie rosse piccanti, la gelatina di lamponi, la rosa e il pompelmo. Al sorso entra inizialmente misurato poi esplode dopo qualche secondo in una cannonata fresca che non lascia il palato per minuti.

Le Tende - Chiaretto di Bardolino Bio 2020: un altro Chiaretto da uve biologiche, coltivate nella zona di Lazise, che ho scelto di premiare per la sua eleganza quasi provenzale, per il suo essere rigoroso e signorile nelle suo sfumature di rosa appassita, lavanda e buccia di frutta fresca. Piacevolissimo al sorso grazie dove irrompe un treno di acidità e un vortice di salinità, quasi lacustre, che non dà tregua alla persistenza.

Le Muraglie – Chiaretto di Bardolino “Birò” 2020: tra i cinquanta campioni, probabilmente, questo è stato il vino che ha dimostrato al naso, sempre a mio parere, la maggiore complessità. E’ un Chiaretto dove nel bicchiere esplode nettamente un abbraccio olfattivo tra effluvi di petalo di rosa, pesca, spezie rosse, lampone, pompelmo rosa e succo di melograno. Bocca di speculare bellezza, compatta, salina, termina tra sospiri di agrumi e frutti rossi.

Lenotti – Chiaretto di Bardolino Classico “Decus” 2020: gelatina di acqua di rose, confetto, litchi, mandarino ed erbe aromatiche si fondono in un armonioso concerto olfattivo. Al palato risuona la stessa musica, leggiadra e ritmata dal gioco contrappunto acido-sapido che fa da detonatore ad un sontuoso finale di agrumi e sale.

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