Soave Terroir: recensione del libro su un grande territorio del vino italiano

di Roberto Giuliani

Non ci sono dubbi, ci voleva proprio un volume come "Soave Terroir", frutto di un lavoro di ricerca molto approfondito durato parecchi anni, realizzato in occasione dei 50 anni del Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave.


Il libro non si limita a descrivere le 33 unità geografiche aggiuntive, soggetto principale, avrebbe corso il rischio di diventare pesante e troppo "per addetti ai lavori". Invece, oltre a essere scritto in modo molto chiaro e comprensibile anche per i meno esperti, ti porta per mano sul territorio attraverso splendide immagini, frutto dello sguardo attento e sensibile di Aldo Lorenzoni, Chiara Mattiello, Ana Stanciu, Charley Fazio, Michele Lorenzoni e Giancarlo Comparotto, che sono riusciti a cogliere molto bene lo straordinario paesaggio che caratterizza il territorio del Soave. 
Come bene esprime Sandro Gini, straordinario produttore e presidente del consorzio "Il valore espresso intorno al concetto delle Unità Geografice Aggiuntive è superiore alla semplice identificazione di confini territoriali, ed è la conclusione di un percorso di studio delle singole particelle di vigna, con un'identità e un nome unico che molto spesso trova le sue radici nei secoli". 


Il Soave occupa un'area della provincia di Verona piuttosto ampia ed eterogenea, il lavoro sulle UGA mette a fuoco gli aspetti identificativi di un territorio che si divide in 4 tipologie distinte di suolo, che occupano il 38% della superficie vitata del Soave e riguardano solo le zone collinari. È in queste aree che risiedono le vigne storiche del Soave, che ha il privilegio di essere diventata la prima Doc del Veneto nel 1968 e la prima Docg nel 1998 (Recioto di Soave). 
Il comparto coinvolge quasi 3.000 aziende viticole a testimonianza di un enorme numero di piccole realtà. Come è accaduto in altre zone vinicole italiane, il lavoro è iniziato con la cosiddetta zonazione; nel 1995 è stata pubblicata la prima mappa del Soave Classico, vigneto per vigneto e cantina per cantina. Successivamente, su proposta dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, il Consorzio ha avviato il programma di caratterizzazione della produzione e zonazione viticola. Dapprima sono state evidenziate 14 sottozone sulla base dell'importanza storica e delle peculiarità dei diversi suoli collinari. 


Nel 2002 sono stati pubblicati i risultati della ricerca, che hanno messo in luce quanto sia importante la gestione del vigneto per dare origine a vini di maggiore qualità. Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la pubblicazione di una nuova Carta dei Grandi Cru del Soave; la realizzazione, infine, del volume "Soave Terroir", dedicato alle 33 nuove unità geografiche aggiuntive, già riconosciute con i tre disciplinari Soave Doc, Soave Superiore Docg e Recioto di Soave Docg, conclude il prezioso lavoro di elaborazione e qualificazione che ha prodotto per ciascuna unità geografica i dati tecnici, gli elementi storici, etimologici e umani ad essa legati. È giusto ricordare che il 21 gennaio 2016 "Le colline vitate del Soave" sono state inserite nel registro nazionale dei paesaggi storico rurali e nel 2018 le "Vigne Tradizionali del Soave" sono entrate a far parte dei Patrimoni agricoli di rilevanza mondiale (GIAHS), che sono solo 62 in tutto il pianeta. 


Ma entriamo nel dettaglio di "Soave Terroir": la prima parte è dedicata i suoli, alla loro formazione e alle loro caratteristiche, non dobbiamo dimenticare che questo è un territorio principalmente di origine vulcanica, fattore che incide non poco sulle caratteristiche dei vini. Molto interessante e dettagliata la "Carta dei suoli del Soave", che distingue due tipologie principali: i suoli nelle pianure dei torrenti lessinei e i suoli dei rilievi collinari alpini. Si scende poi nel dettaglio delle colline vulcaniche: qui i suoli vengono distinti in base alle unità geografiche, raggruppate per caratteristiche condivise. 


A questo punto entriamo nel vino del volume, con la descrizione accurata delle 33 Unità Geografiche, corredate di una mappa dettagliata e con una sezione dedicata per ciascuna di esse. Per ogni unità sono previsti un testo descrittivo, una serie di piantine con la descrizione dei toponimi e le diverse caratteristiche geofisiche. Il capitolo successivo affronta il tema della biodiversità nel territorio, suddiviso in versanti, con illustrazioni e descrizioni delle piante che lo contraddistinguono zona per zona. Tutto questo lavoro non poteva non tenere conto anche di un opportuno esame dei vini alla ricerca degli elementi che sono stati evidenzianti nella ricerca. Infatti nel successivo capitolo "Unità Geografiche e profilo metabolomico", si entra nell'analisi di alcuni vini prodotti in 6 diverse unità geografiche, distinte per suolo calcareo (Broia, Monte di Colognola e Paradiso) e vulcanico (Duello, Foscarino e Carbonare). L'analisi metabolomica è in grado di individuare nei vini molecole note e non note, presenti anche in quantità infinitesimali, utilizzando un cromatografo che consente in modo scientifico di ottenere dati su polifenoli, precursori aromatici e aromi liberi.  I risultati sono stati ampiamente documentati e corredati di tabelle descrittive dei valori. 


Il vino è fatto con l'uva, non poteva quindi mancare un capitolo dedicato alle due varietà che caratterizzano il Soave, garganega e trebbiano di Soave. A corollario di un già ampio lavoro, una sezione dedicata alle caratteristiche delle ultime annate, dalla 2019 alla 2014, con un'appendice sull'andamento stagionale dalla 2013 alla 1998. L'ultima parte riporta per intero i disciplinari delle tre denominazioni di origine e l'elenco dei produttori del Soave con i loro riferimenti e indirizzi. A mio avviso si tratta di un libro indispensabile perché fornisce ai lettori una panoramica del territorio del Soave in tutti i suoi aspetti, corredato di dati, tabelle, splendide fotografie a colori, un viaggio completo in una delle zone vitivinicole più affascinanti, non solo da leggere, ma da consultare a ogni occasione.

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