Il Nebbiolo del Nord Piemonte ha il volto del Carema

Il salotto di Wine Up di Monica Piscella, amica e giornalista piemontese, ci ha accolto con tutto il suo calore durante le fredde giornate del Salone del Gusto di Torino. 
In pieno centro storico, ospitati dalla mitica Sandra Salerno, nel corso della serata si è creato uno spazio conviviale dove parlare di enogastronomia in maniera libera e amichevole.
Proprio in quell'occasione ho conosciuto Maurizio Gily, direttore di MilleVigne, e grande esperto di viticoltura e vino piemontese.
In quel contesto, dove ogni invitato doveva condividere con gli altri un vino o un cibo del cuore, Maurizio ci ha regalato una piccola verticale di Nebbiolo di Carema, una minuscola DOC italiana che, tra mille difficoltà, ogni anno "sforna" sempre di vini di grande fascino.
La verticale era composta da tre annate di Carema Doc della Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema, un baluardo che da anni difende questo fazzoletto di territorio dall'incuria e dall'abbandono. Difficile coltivare la vite da queste parti, come in Liguria la montagna di Carema è costitutita da terrazzamenti dove si alternano muraglioni a secco, con con funzioni di sostegno, e fertile terra morenica trasportata dal fondovalle.

Le vigne a pergola

Maurizio Gily apre la prima bottiglia, un Carema Doc Classico 2008. L'annata è di quelle fredde, tradizionali, e regala il nebbiolo che voglio e che vorrei sempre nel mio bicchiere, un nebbiolo del nord, ichiuso come un pugno e dove l'unica percezione aromatica che può captare è la mineralità sassosa. Puro territorio nel calice. Col tempo cerca di aprirsi ed escono le note di violetta, rabarbaro, cola, se lo odori alla cieca pensi di esser di fronte ad un vino quasi chinato.
In bocca è austero, compatto ma di grande equilibrio. Ne berresti una secchiata ed è questo il bello di questo vino. Chiude persistente, minerale, con cenni di erbe amare. Questo Carema affina per almeno 3 anni di cui 2 in botti di legno grande.


Arriva il Carema Doc Riserva 2007, figlio di un'annata calda e..si sente. Quanto detto per il precedente vino stavolta è capovolto, in evidenza non ci sono durezze ma rotondità, quelle date dal frutto rosso maturo che emerge prepotente al naso che in certi frangenti cambia e diventa sottospirito. Note di sottobosco e tabacco fanno da contorno. In bocca è caldo, sgraziato, ruvido, sento un pò troppo l'alcol che non è amalgamato al 100% con la struttura. Maurizio sembra che questa Riserva sia più parente del nebbiolo del sud, zona Monforte, che del nord. Invecchiamento non inferiore a 4 anni di cui almeno 30 mesi in botti di legno grandi e un anno di affinamento in bottiglia. 


Il Carema Doc Classico 2003 è un vino diverso dagli altri, è come se facesse parte della vita precedente della Cantina Produttori visto che è stato vinificato ed affinato ancora con le vecchie botti e con tecniche che ora si sono aggiornate. Si sente che è un nebbiolo "diverso" per la sua rusticità sia al naso che in bocca dove il tannino è leggermente sgranato ma, nonostante tutto, è un vino che mi piace perchè è combattivo e fiero come le vigne da cui nasce. Ora che tutto è più moderno e adeguato, questo vino è un pezzo di storia da mantenere nei nostri cuori perchè da certi sbagli gli attuali 81 soci hanno costruito il futuro di un un grandi vino di territorio.


Ringrazio Maurizio Gily per questo regalo inatteso e per la sua competenza. Grazie anche a Monica Piscella per il graditissimo invito e a tutti quelli che hanno collaborato per rendere l'evento impeccabile. Al prossimo Salotto di Wine UP!


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