Degustazione vintage: il Lancers Rosè

Quanti ricordi. Avevo forse 16 anni e con gli amici si andava ai primi pub di Roma dove accanto alle onnipresenti Guinness o Kilkenny si affacciavano questo simpatiche bottiglie colorate relativi a vini per me, per quel tempo, esotici. 

Per fare bella figura con le ragazze, per cercare di farle diventare un pò brille, le opportunità erano due a quei tempi: ordinare il Greco di Tufo dei Feudi di San Gregorio (scelta banale) oppure farsi portare a tavola una bottiglia del vino portoghese "di punta" per l'epoca, il mitico Lancers disponibile nella versione bianco (bottiglia verde) o rosè (bottiglia a metà strada tra il rosso e l'arancione). Durante quelle sere sembrava di bere il miglior vino del mondo, un lusso!


Proprio ieri, infatti, al supermercato mi è capitata davanti agli occhi una bottiglia di Rosè. Un tuffo al cuore, i ricordi della mia gioventù, le serate con amici che non vedo più da anni. E' stato un attimo acquistarla per capire, comprendere se quel vino che tanto mi aveva affascinato può ancora oggi, dopo tanti bicchieri, essere di mio gusto.

Aprendolo e versandolo nel bicchiere già si nota un colore diverso da tutti gli altri vini rosè che ho bevuto. E' un colore strano, quasi sintetico, mi ricorda quello del Fior di Fragola (per rimanere in tema vintage) dell'Algida, a metà strada tra il viola, l'aranciato e il rosso porpora.


Al naso le cose non migliorano. Inizialmente il vino ha delle strane puzzette non classificabili. Non può essere bret, non è un vino naturale, di che stiamo parlando? Boh! Poi, col tempo, si "apre" e fisso ed abbastanza intenso esce l'odore di fragolina sintetica che, questa volta, mi ricorda quello delle caramelle Charms che si reggevano in piedi solo per i tanti coloranti che avevano al loro interno. Insomma, sto Lancers ha un odore a metà strada tra la puzzetta e il dolciastro stucchevole.

Al sorso è lui, leggermente frizzante, beverino, facile, senza alcun cenno di complessità o persistenza. E' una bevanda che definirei al gusto vino con un alcol massimo di 10°.

Mi rattristo un pochino. Penso al passato, a quanto ho bevuto male. Oggi, l'esperienza e la consapevolezza, mi conducono altrove anche perchè, vista la qualità ed il prezzo di 5 euro, in Italia si beve molto di meglio. 

Tra un pò toccherà al Mateus. Non vorrà deludermi anche lui?!?!?




1 commento:

  1. Sei un un grande. Ho riso come un matto, ma condivido pienamente. Non rinnego i momenti, ma sono d'accordo. Ereno altri tempi. Adesso sono "vini" che adesso non riesco a bere. Se tanto mi da tanto, l'esperienza e la maturità dei gusti acquistati nel tempo, non mi fa apprezzare.

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