La Banca Solidale del vino: un sogno diventato realtà

Non facciamo gli ottimisti da quattro soldi, il terremoto in Abruzzo di un anno fa ha fatto e sta facendo ancora molti danni, sia materiali sia economici.


In questo anno molto personalità pubbliche e private si sono mosse per dare una mano ai residenti delle zone terremotate per permetter loro di rialzarsi nel più breve tempo possibile, per garantirgli un futuro, un’ancora di salvezza.

Una di queste persone è stata
Antonio Paolini, abruzzese e giornalista enogastronomico, che ha raccolto le grida d’aiuto di decine tra ristoratori e gestori di enoteche e wine bar che vorrebbero riaprire ma non possono, troppo il danno economico subito per via delle tante bottiglie rimaste sotto le macerie.
La sfida Paolini la lancia qualche mese fa chiedendo la solidarietà dei produttori di vino. L’idea è creare una banca solidale del vino. I produttori che aderiranno manderanno 12 bottiglie della loro azienda e un comitato di “saggi” (sommelier, rappresentanti dei commercianti e delle guide dei vini) le distribuirà in base ai bisogni degli esercenti locali.



Bene, il sogno è diventato realtà perché proprio ieri ho letto su vari giornali che sono state raccolte oltre 1700 bottiglie da tantissimi di produttori italiani di vino e due consorzi, il Soave ed il Sagrantino.


Il 7 luglio, alla presenza delle autorità aquilane, di una delegazione del Comune di Teramo, del comandante della Caserma, il generale Fabrizio Lisi, e di alcuni produttori, tra cui il presidente del Consorzio del Soave, Arturo Stocchetti, e la Confraternita del Sagrantino, prenderà il via l'organizzazione della distribuzione.

Paolini ce l’ha fatta, un’altra goccia nel mare si è aggiunta.

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