Perchè quando parliamo di guide del vino ci facciamo del male?

Dopo la presentazione ufficiale di Slow Wine durante l’ultimo Vinitaly la bomba è stata innescata e, complice il clima spesso poco amichevole tra gli esperti di vino, sia essi giornalisti o blogger, ci è voluto pochissimo per far esplodere la polemica.
Dal mio punto di vista, vecchi rancori e una certa dose di insana competizione, hanno portato Slow Food, Porthos e Gambero Rosso ad attaccarsi tra di loro in una guerra fratricida che non porta a nulla se non a convogliare forze in direzioni sbagliate non capendo che il mondo del vino ha bisogno di tutto tranne che di rivalse, risentimenti ed animosità. La lotta si svolge su più fronti.

C’è Luciano Pignataro (Slow Food) che dalla pagine del suo wine blog attacca Daniele Cernilli, deus ex machina della Guida ai Vini d’Italia, per l’editoriale apparso sulla rivista Gambero Rosso.
Un editoriale, se leggete bene, in cui si critica Carlin Petrini per alcune sue recenti prese di posizione (vedi Repubblica o la trasmissione di Fazio "Che tempo che fa"). Sarò ingenuo, ma leggendo bene non ho visto attacchi diretti alla nuova guida della chiocciolina anche se, temporalmente, l’editoriale potrebbe creare inutili dietrologie.
Ultim'ora: dai commenti che leggo sul blog noto che Pignataro e Cernilli abbiamo sotterrato l’ascia di guerra. Meglio così.

E Porthos in tutto questo? La cellula di resistenza creativa con a capo Sandro Sangiorgi, dalle colonne della sua (bella) rivista, pubblica un editoriale a firma di Gianpaolo Di Gangi, dove si critica in maniera più o meno costruttiva Slow Food accusando l’associazione di non essere così innovativa e trasparente, soprattutto per quanto riguarda la correlazione tra l’incarico di Giancarlo Gariglio e la FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, con sede in Bra (Cuneo) in Via della Mendicità Istruita 45 (pochi civici dopo la porta di Slow Food, al numero 14).
Giancarlo Gariglio, che conosco personalmente come persona competente e corretta, risponde punto su punto a tutte le perplessità, soprattutto di carattere personale, lanciate dalle Di Gangi che rilancia, a mio modo di vedere positivamente, invitando lo stesso Carlin Petrini a “parlare con loro” al fine di chiarire tutti i punti aperti (che potete leggere qua) e raggiungere assieme, finalmente, un nuovo punto di equilibrio. Speriamo l’incontro si faccia a breve.

In tutta questa “guerra delle guide” fortunatamente manca l’Espresso. Vizzari sarà come la Svizzera? Beh, chi vivrà vedrà anche se auspico, di tutto cuore, che Pignataro, Cernilli, Ziliani, Gariglio, Sangiorgi (o chi per lui) la smettano di litigare tra loro visto che noi, semplici utenti finali, abbiamo bisogno di vera cultura del vino e non di cultori della polemica del vino.

Ultimissima ora: stai a vedere che anche la Svizzera...

Le foto sono tratte dal wine blog di Luciano Pignataro

3 commenti:

  1. per lo meno l'uscita della guida ha avuto il merito di alimentare fermenti polemici latenti: segno di vitalità del settore anche in prospettiva futura. le questioni sul tappeto, più che rivolgersi alla massa degli utenti, mi sembra testimonino la volontà dei diversi soggetti in campo di essere o diventare classe dirigente in grado di interpretare il momento storico ed elaborare le linee guida del movimento. una crescita in questo senso mi sembra indispensabile.

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  2. te non sai quanto è brava sta gente e quanto mi dispiaccia che ognuno segua una propria strada. e' normale che lo facciano però se penso a cosa poteva accadere se fossere stati uniti...

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  3. ... uniti? per il bene dei consumatori? ... mi sembrano alla pari dei nostri governi. Un vero peccato. Forse pensano di giocare a Risiko.

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