Frode sui vini: lo scandalo si allarga?

Vi ricordate quanto scritto da me due post fa?
Bene, le cose sembra stiano peggiorande perchè ho trovato quest'altro articolo su internet: secondo il sito leggimi.eu nelle mire della GdF per frode in commercio alcune aziende del Chianti Docg e dell'Igt Toscano, ma non solo. Sono 17 gli indagati e 42 le aziende vinicole coinvolte nel Centro-Nord Italia. Gli indagati, secondo la GdF di Siena, reperivano 'sistematicamente enormi quantita' di vino non rispondente al disciplinare (Igt o Docg), anche di bassissima qualita', per poi procedere a miscele per un quantitativo stimato pari a circa 10 milioni di litri'. Queste venivano poi rivendute sul mercato con denominazioni di pregio .Le aziende coinvolte risiedono in gran parte in Toscana e in Abruzzo, Trentino, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

La Denominazione Comunale e il Vino Nero di Scansano

La Denominazione Comunale (De.Co) rappresenta uno dei sogni di Luigi Veronelli (l’altro è quello del prezzo sorgente) un uomo geniale che per tutta la sua vita ha cercato di cambiare le spinte alla globalizzazione introducendo concetti “puri”, legati alla semplicità delle produzioni della “terra-madre”, come appunto le Denominazioni Comunali.
Ma di che si tratta? Le De.Co. rappresenta un'identificazione che attesta l'origine del prodotto enogastronomico o artigianale a livello comunale, di cui si certifica la territorialità e quindi l’unicità stabilita da una serie di fattori non trasportabili o riproducibili in altri luoghi dettati dall’universo socioculturale ed economico di quella specifica area, in cui tradizione e storia legittimano l’intera filiera produttiva.
Attraverso una semplice delibera comunale il Sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra” così Luigi Veronelli spiegava la De.Co. e in tale modo ha proceduto la Giunta comunale di Scansano che, su mandato del Consiglio comunale, ha deliberato l'adozione della Denominazione Comunale salvaguardando e valorizzando in tale ambito le attività agricole ed artigianali tradizionali tra le quali, ovviamente, c’è la promozione e la produzione del vino rosso, vanto da sempre della tradizione agricola scansanese.

Sinteticamente, l’allegato B della delibera, all’articolo 2, prevede e disciplina la definizione del Vino Nero di Scansano De.Co. (non si parla più quindi de l “semplice” morellino di scansano) stabilendo che tale vino dovrà essere prodotto da uve a bacca nera che abbiano i requisiti previsti dal disciplinare di produzione che è dettagliato successivamente.

L’articolo 3, infatti, prevede che il Vino Nero di Scansano De.Co. viene ottenuto dalle uve provenienti esclusivamente dai vigneti composti nell’ambito aziendale esclusivamente dei vitigni Sangiovese, Alicante, Aleatico, Ciliegiolo, Canaiolo nero, Caprugnone, Mammolo, Nero francese e Colorino. Il Sangiovese dovrà essere presente con un rapporto tra il 65% e l’85% mentre gli altri vitigni in proporzione residuale e variabile in base al comma 2 dello stesso articolo. La zona di produzione delle uve, di elaborazione, invecchiamento ed imbottigliamento comprende il territorio amministrativo del Comune di Scansano, in provincia di Grosseto.
Scorrendo velocemente la delibera, inoltre, si nota che:
  • Il disciplinare di produzione prevede una vinificazione con maturazione sulle bucce di almeno 10 giorni;
  • Le bottiglie da 0.75 devono pesare al massimo 450 grammi;
  • È ammesso solo il tappo a sughero;
  • Sono giudicati idonei alla coltivazione solo i vigneti acclivi;
  • Il foglio mappale e la particella devono essere riportati sulla bottiglia;
  • Il sesto di impianto deve prevedere al massimo 5000 viti per ettaro per una resa non superiore ai 75 quintali per ettaro.

Tutto perfetto? Ovviamente no perché, come ha scritto Gianpaolo Paglia su Vinix, qualche passaggio non è ben comprensibile come il fatto che la bottiglia debba pesare 450 grammi (cosa c’entra questa cosa con la qualità del vino non si sa) e come la regola del sesto di impianto a 5000 ceppi/ha che, sempre secondo il produttore, risulta inusuale rispetto agli impianti di nuova generazione che prevedono un minimo di 5680 piante/ha. Io aggiungo anche questo: come mai non si parla e non si disciplina rigorosamente l’uso di pesticidi nei campi? La cosa verrà presa in considerazione solo successivamente?

Come al solito chi vivrà vedrà...

Nulla di nuovo sotto il sole: sequestrati dalla GdF Chianti DOCG e IGT Toscano non conformi

Dopo il Brunello, è la volta del Chianti DOCG e l’IGT Toscano. Nel corso di alcune perquisizioni svolte nell’ambito del filone investigativo che ha visto coinvolto qualche tempo fa il Brunello di Montalcino, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siena, in collaborazione con l’Ispettorato del Ministero delle politiche agricole - (ICQ-RF), ha acquisito altri, distinti elementi investigativi che l'hanno condotta a concentrare l’attenzione sul Chianti DOCG e l’IGT Toscano.

In estrema sintesi, è emerso che alcuni degli indagati hanno sistematicamente reperito sul mercato delle enormi quantità di vino non rispondente al disciplinare IGT o DOCG, talvolta di bassissima qualità, per poi procedere ad una sua miscelazione con dei vini da taglio e quindi creare degli assemblaggi per un quantitativo stimato pari a circa 10 milioni di litri, poi rivenduti sul mercato con denominazioni di pregio (tra le quali anche Brunello e Rosso di Montalcino).

Per nascondere i reali trasferimenti del vino da un’area geografica all’altra, sono stati usati sistemi di falsificazione di registri di produzione, di vinificazione e di fatture fiscali.

Dopo un’attenta ed accurata analisi degli elementi acquisiti dagli inquirenti, il GIP presso il Tribunale di Siena ha accolto le richieste di sequestro preventivo avanzate per le ipotesi di reato di associazione a delinquere e frode in commercio aggravata.

Gli attori di questa nuova inchiesta sono di diverso genere e dislocati in diverse parti d’Italia (in prevalenza in Toscana, ma anche in Abruzzo, Trentino, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna). Tra loro ci sono enologi e imprenditori vinicoli anche di rilievo internazionale. Sono 17 i soggetti indagati, 42 le aziende vinicole interessate presso le quali sono state eseguite altrettante perquisizioni e sequestri.

Le indagini proseguono sotto la guida della Procura della Repubblica di Siena ai fini dell’accertamento dei profili di responsabilità anche con riguardo agli illeciti di natura tributaria.

Come dire...nulla di nuovo sotto il sole visto che ogni anno escono queste notizie per poi....PUF...

Fonte: http://www.sienafree.it/

Con Slow Food festeggiamo il Terra Madre Day

Le comunità di tutto il mondo si preparano a celebrare il cibo locale e sostenibile il prossimo 10 dicembre con il primo Terra Madre Day, indetto da Slow Food. Questa giornata fitta di iniziative sarà una delle più grandi celebrazioni collettive della diversità alimentare, con oltre 800 eventi organizzati in 100 paesi in ogni angolo del mondo per difendere, apprezzare e promuovere i cibi dei piccoli agricoltori e produttori.

Slow Food ha scelto di festeggiare i suoi primi vent'anni con il Terra Madre Day per sottolineare l'importanza del mangiare locale e per sostenere il diritto di tutte le comunità ad ottenere e mantenere l'accesso ad un cibo buono, pulito e giusto, la biodiversità agricola e alimentare, la produzione alimentare su piccola scala, la sovranità alimentare, la salvaguardia delle lingue, delle culture e dei saperi tradizionali e una produzione alimentare ecologicamente responsabile e un commercio equo e sostenibile.

Le celebrazioni si svolgeranno presso fattorie, case, ristoranti, scuole e comunità, in aree urbane e rurali; ognuna sarà diversa dalle altre, a riflettere l'unicità del carattere e della cultura alimentare locali. Spazieranno da una manifestazione contro il cibo industriale a Dakha, in Bangladesh ad una riunione di agricoltori per fondare una banca dei semi in Kenya; da una cena sotto un elefante nel museo di storia naturale di Tolosa in Francia, ad una serie di iniziative nelle scuole dei paesi della regione montuosa dell'Azerbaijan; da un pranzo collettivo di quartiere a Seattle, USA, ad un Mad-Hatter’s Teaparty [“tè del Cappellaio Matto”] nel sud del Nuovo Zelanda.

Il Terra Madre Day riunisce queste centinaia di eventi in tutto mondo in un importante momento simbolico, incoraggiando il lavoro svolto a livello locale per costruire un sistema alimentare sostenibile e mostrando la diversità delle comunità che compongono questa rete globale che lotta per un futuro alimentare migliore.

In particolare, questa sera a Roma presso la Taberna Recina (zona S.Giovanni) terrò una bellissima cena dove tutte le pietanze delle tradizione romana verranno sapientemente abbianate al vino di un grandissimo produttore locale di cesanese, Anton Maria Coletti Conti.
Per informazioni e prenotazioni contattate direttamente il locale al seguente numero: 06-7000413.

Inoltre, sempre a Roma, sabato 12 Dicembre a Piazza Farnese ci sarà una bellissima iniziativa chiamata "La campagna arriva in città", evento imperdibile dove troverete tutti i presidi Slow Food del Lazio e tutta una serie di laboratori interessanti come quello sulla ricotta.



Per conoscere gli eventi in programma in tutto il mondo per la Giornata di Terra Madre, visitate la mappa mondiale sul sito: http://www.slowfood.com/terramadreday

Le mie ultime "fatiche" ad EAT-ALIA 2009

Ieri sera, con la degustazione di Sandro Sangiorgi, si è chiusa la seconda edizione di EAT-ALIA, rassegna delle eccellenze enogastronomiche italiane. Dopo i circa dieci laboratori del gusto curati e, spesso, condotti da me posso dire di essere molto contento di come è andata soprattutto perché sia io che il pubblico presente hanno potuto scoprire molti prodotti interessanti.

Più che soddisfacente, ad esempio, è stato il laboratorio dove si presentavano i salumi di Castelli abbinati ad una realtà vinicola laziale molto interessante come la Tenuta Ronci di Nepi che è un’azienda che si trova, come facile intuire, a pochi passi dalla bella cittadina laziale di Nepi. In tale ambito, durante il gioco dei vari abbinamenti, ho scoperto un vino davvero notevole, il Vigna Manti, uno chardonnay da vecchie viti passato sapientemente in legno per qualche mese. Il Manti è un vino fine ed avvolgente, per nulla scontato nel suo bouquet aromatico, che ho trovato incredibilmente poliedrico nel suo matrimonio con i salumi castellani, soprattutto con la coppa di testa, la spianata romana e il tronchetto porchettato.

Altro bellissimo laboratorio è stato quello condotto da me e
Paolo Ghislandi di Cascina I Carpini che ha giocato col pubblico con i suoi vini gemelli (X e Y), cioè due barbera da lui prodotti ma vinificati uno con lieviti indigeni e l’altro con lieviti selezionati. Un contesto dove si è creato un vero e proprio panel di degustazione dove ogni invitato poteva dire la sua su tutte le varie difformità riscontrate, un gioco dove davvero tutti sono rimasti basiti quando, all’ultimo, Paolo ha scoperto le carte in tavola in anteprima assoluta (il panel di degustazione è stato tenuto in tutta Italia) svelando al pubblico che il vino Y, quello che alla fine è piaciuto di più, è stato creato con i soli lieviti presenti nella sua cantina di Tortona. Davvero un’esperienza ludica e istruttiva quella con Cascina I Carpini e che, a mio modo di vedere, dovrebbero perseguire altri produttori.

Infine, una delle mie soddisfazioni più grandi è stata quella di “duellare”, nel laboratorio di abbinamento con le ostriche, con due dei più grandi mastri birrai italiani e cioè
Teo Musso e Leonardo di Vincenzo. Con loro e con Paolo Mazzola, grande esperto di birra artigianale, abbiamo giocato, tirandoci spesso colpi di fioretto, nell’abbinamento tra il moscato secco e la Wayan di Teo e la Sally Brown, una stout molto interessante del Birrificio del Ducato. Il laboratorio, in particolare, prevedeva per il vino due possibili matrimoni gustativi, uno con il moscato secco di Terracina 2008 della cantina Sant’Andrea, di grande persistenza e morbidezza con i suoi sentori di frutta matura che ben si sposava con l’ostrica al naturale, così sapida e marina che tutto voleva meno che un vino di pari caratteristiche. L’altro moscato era francese, della Loira, un muscadet de sévre et maine sul lie che, come mi hanno ribattuto sia Teo che Leonardo, con la sua grandissima acidità e con i suoi sentori citrini (all’opposto rispetto al precedente moscato laziale) cozzava alla grande con le ostriche, sia al naturale che gratinate. Ottimo, anzi stupendo il matrimonio di quest’ultime con la speziata ed eterea Wayan de Le Baladin che Teo Musso ha portato nella sua versione per il mercato americano e che aveva ben due anni di affinamento sulle spalle. Alla fine chi ha vinto? Senza che Leonardo mi senta, per me un bel pareggio e palla al centro anche se devo ammettere che le birre artigianali di oggi, per complessità e carattere, nulla hanno da invidiare ai migliori vini del mondo.

Detto questo chiudo qua il mio report su EAT-ALIA, ringraziando tutta l’organizzazione, in primis
Cosimo Errede, per l’opportunità che mi è stata data e vi aspetto tutti alle prossimi eventi e laboratori del gusto sempre targati Percorsi di Vino. A presto.

Il mondo del vino in campo per Telethon

Grazie alla disponibilità dell’Associazione Italiana Sommelier Roma e alla generosità di tanti produttori italiani il meglio della produzione vinicola per sostenere la ricerca. E per chi non beve: una Lambretta 125, le magliette della nazionale cantanti e gli abiti di Trilli, la fatina di Peter Pan.
Q
ualità e ricerca, due termini che sono nel Dna di Telethon e che ben si abbinano alle produzioni del nostro Paese. Nell'ambito delle iniziative per la raccolta 2009 e della maratona web, Telethon propone un'asta con eccellenti prodotti del made in Italy.
Grazie al co
ntributo di Bibenda, rivista dell’Associazione Italiana Sommelier di Roma, e del suo presidente Franco Ricci, Telethon mette all’asta su E-bay oltre 40 lotti di bottiglie di vini prestigiosi, regalati a Telethon dai migliori produttori disseminati sul territorio nazionale.
I lotti disponibili, che offrono una copertura geografica pressoché completa della Penisola, comprendono vini rossi, bianchi e da dessert. Una scelta estremamente variegata che spazia attraverso tipologie diverse. Accanto alle confezioni per amatori, invitanti proposte per semplici buongustai ed eleganti confezioni regalo in cassette di legno.
Tra le offerte, per i palati più raffinati ed esigenti, spiccano bottiglie di assoluta ecc
ellenza.
Ma, come detto, non è solo il vino a comporre l’asta di Telethon. Sostenendo la ricerca scientifica sulle malattie genetiche, si possono portare a casa una Lambretta 125 N, alcune magliette della Nazionale cantanti, una prestigiosa confezione comprendente un libro di fotografie e un cd sul film di Giuseppe Tornatore, Baarìa.

L’asta pensa anche ai più piccoli. Tra i lotti pregiati anche due cimeli Disney. Si tratta degli abiti realizzati dall'Accademia di Belle Arti di Firenze utilizzati per la presentazione del Dvd dei film Disney su Trilli, la celebre fatina compagna di avventure di Peter Pan.

Per aggiudicarsi uno dei lotti all’asta c’è tempo dalla mezzanotte tra venerdì 4 e sabato 5 dicembre alla mezzanotte tra sabato 12 e domenica 13 dicembre, visitando il sito www.ebay.it.

Aggiornamento EAT-ALIA 2009

Sono cotto e stracotto, ieri sono stato chiuso a curare tutti i laboratori praticamente tutto il pomeriggio e la sera fino alle 22. Non ho potuto scrivere nulla nel frattempo ed ora mi sto già preparando per ripartire visto che alle 13 ho un interessante laboratorio con i salumi e i vini di una bella realtà laziale che è Ronci di Nepi.
Qualche flash di ieri: bellissa la Freisa di Chieri 2006 di Balbiano, un giovane produttore piemontese che sta puntando molto sul rilancio di questo vitigno molto spesso sottovalutato. Un vino elegante, fine, vellutato che mi davvero entusiasmato per la sua florealità ed aromonia di bocca.
Altra menzione speciale per le birre artigianali italiane, davvero grandi in tutte le loro tipologie. In tale ambito mi è piaciuta molto la Cometa di Atlas Coelestis, la 25 dodici di Birra del Borgo, la 77 del Birrificio Aeffe.
Oggi alle 18 grande evento con l'abbinamento birra, moscato ed ostriche. Presente Teo Musso.
A dopo...se ce la faccio