Georges Roumier - Chambolle-Musigny Les Cras 2001

Nel 1924 George Roumier si stabilisce a Chambolle-Musigny per rilevare la direzione dell’azienda di famiglia della moglie. All’epoca l’essenziale della produzione era venduta alle case commerciali locali. Dal 1945 ogni sforzo si concentra sullo sviluppo dell’imbottigliamento e della relativa commercializzazione dei vini. È il figlio Jean-Marie, tra gli anni ’60 e ’70, ad ampliare il patrimonio viticolo acquisendo parcelle nelle denominazioni di Corton-Charlemagne e Musigny. Nel 1982 suo figlio Christophe lo affianca nella gestione dell’azienda che oggi lavora quasi 12 ettari ripartite in 9 denominazioni. “Il nostro obiettivo è di tradurre, nel rispetto delle annate, il carattere di ciascun territorio. Queste finalità impongono dei principi rigorosi nella condotta delle vigne, nella vinificazione e nella maturazione dei vini. La cultura della vigna è basata su pratiche rispettose dell’ambiente cioè senza l’ausilio di fertilizzanti ed erbicidi. Le raccolte sono manuali, le selezioni rigorose, a cui fa seguito una diraspatura parziale. La macerazione prefermentativa a temperatura ambiente permette la moltiplicazione dei lieviti indigeni che daranno inizio a una fermentazione di 18-23 giorni in fusti aperti. Il controllo della temperatura con rimontagli e pigiature permettono di dare una maggiora estrazione ai vini. La maturazione avviene in piccole botti di rovere per un periodo compreso tra i 15 e i 18 mesi. La porosità del legno permetterà la lenta micro-ossigenazione del vino, ammorbidendo i tannini e amplificandone le complessità. L’importanza del dosaggio è fondamentale, infatti la percentuale di botti nuove varia a seconda della loro origine, tostatura e in base alla struttura dei vini. I vini di Chambolle-Musigny sono fini ed eleganti, la nota boisé dovrà rispettare la loro natura. A seconda del carattere dell’annata stimo che una percentuale di legno nuovo del 15-25% si adatta alle denominazioni comunali in modo di non alterare la loro finezza. La percentuale salirà progressivamente per le denominazioni Premiers Crus (25-40%) e per quelle Grands Crus (40-50%)”.

La produzione si basa su alcune tra le più prestigiose denominazioni della Côte de Nuits tra cui spiccano per rinomanza quelle Grands Crus di Bonnes Mares, Musigny, Clos Vougeot e quella Premier Cru di Chambolle-Musigny Les Amoureuses.

Bonnes Mares è un vino frutto di un assemblaggio di 2 parcelle (1.45 ha) con caratteristiche geologiche diverse, il vino è profondo e vigoroso dove dominano i frutti rossi.

Il Musigny è prodotto da vigne molto vecchie, è di una complessità e personalità uniche. La piccola parcella di vecchie vigne (0.32 ha) situata nel Clos de Vougeot da un vino potente, talvolta duro in gioventù, dove l’invecchiamento svliluppa un magnifico bouquet.

Les Amoureuses è considerato, ufficiosamente, il terzo Grand Cru di Chambolle-Musygny, la piccola parcella (0.39 ha) da un vino di incomparabile delicatezza”.

Appellations" prodotte:

Grands Crus: Bonnes-Mares – Corton-Charlemagne - Clos de Vougeot – Musigny;

Premiers Crus: Chambolle-Musigny Les Amoureuses, Chambolle-Musigny les Cras, Chambolle-Musigny Clos Brussière;

Villages: Chambolle-Musigny.

Lo Chambolle-Musigny Les Cras 2001 è un bellissimo premier cru figlio di una annata di grande aderenza territoriale e che ha prodotto vini che stanno maturando rapidamente.
Il pinot noir da me degustato si caratterizza inizialmente per delle note minerali (zolfo) che ben presto spariscono e lasciano spazio a sentori di fruttini neri di bosco, caffè, rabarbaro. Bella anche la nota floreale di petali appassiti che lascia spazio ad una carezzevole nota verde di erba tagliata.
Al palato il vino si caratterizza per l'eleganza del tannino e per una bella freschezza dovuta ad una gradevole vena acida. Finale di media lunghezza giocato su note fruttate.
Un vino godibilissimo ora e che troverà la sua massima espressione in tre-quattro anni.

Fonte: http://vinidiborgogna.wordpress.com/ per le info sul produttore

Helmut Dönnhoff, Niederhäuser Hermannshöhle Riesling Auslese 2001

Hermann Dönnhoff, vignaiolo vero, ha la sua proprietà e il suo mondo nel paese di Oberhausen an der Nahe, all'interno della regione vitivinicola della Nahe. La sua famiglia fa parte del mondo del vino da oltre duecento anni: Herrmann Dönnhoff, colto da inesorabile passione per il riesling, comprò i primi vigneti disponibili nel 1750.
Considerato uno dei grandissimi produttori di Germania, Dönnhoff è una vera e propria leggenda vivente e il suo dire "I miei vigneti sono come i miei figli" fa capire a tutti quanta attenzione è prestata al lavoro in vigna.
La proprietà, attualmente, si estende per oltre 12 ettari, ed è frazionata in parcelle localizzate nei comuni di Bad Kreuznach (Mollenbrunnen, Osterhöll), Niederhausen (Hermannshöhle), Norheim (Dellchen, Kirschheck), Oberhausen (Brücke, Felsenberg, Kieselberg, Leistenberg) e Schloßböckelheim ( Felsenberg, Kupfergrube). Il 75% di questi appezzamenti, che presentano un solo vulcanico o di ardesia, è piantato con Riesling, il resto con Pinot Bianco e Pinot Grigio.
Il vino che ho degustato, che proviene dalla miglior vigna aziendale, la Niederhäuser Hermannshöhle, di un bellissimo giallo paglierino, presenta al naso sensazioni di frutta esotica (ananas, frutto della passione), pesca sciroppata, fico secco, pompelmo candito e una lieve nota ammandorlata. In bocca entra deciso, intenso, grasso, con una vena acida ben evidente che dona grande freschezza. Molto lungo ed elegante il finale. Un altra grandissima espressione di un vitigno, il riesling, che sto cominciando ad amare alla follia.

La Grande Notte del Blues & Wine - Teatro Romano Ostia Antica - Roma

Percorsi Di Vino e Enoclub Roma saranno presenti alla grande manifestazione che si terrà al Teatro Romano di Ostia Antica il 25 Luglio 2007.
Avremo il nostro banco d'assaggio dove offriremo il meglio dell'enologia laziale.
Veniteci a trovare e, oltre ad un bicchiere di vino, vi daremo in anteprima notizie sui prossimi eventi che terremo a partire da Settembre 2008.
Volete sapere del 25 Luglio? Durante il concerto saranno presenti:


J.W.Williams Blues Band

Direttamente da Chicago e dalla leggendaria Band di Buddy Guy e Junior Wells, uno dei più grandi bassisti e cantanti del mondo che ha inciso dischi con tutti i più grandi della storia del Blues, come : B.B.KING, BUDDY GUY, JOHN LEE HOOKER, JUNIOR WELLS, Jimmy Reed, Bobby Rush, Lonnie Brooks, Big Mama Thorton e tanti altri .
In Italia accompagnato per questo tour dalla Band del famoso batterista Wince Vallicelli, con i bravissimi Pippo Guarnera all’organo Hammond e Luca Giordano alla chitarra .

Chris Cain Band

Tra i primi dieci chitarristi Blues nel mondo, è considerato uno dei Re della Gibson 335 ... Fin da giovane, talento nella sua Memphis, è stato voluto nella Hall of Fame dei chitarristi di Blues da due "Signori" che si chiamavano B.B.KING ed ALBERT KING ! ....
Uno vera esplosione di genio e di Blues con il suo trio interamente da S.Francisco !

Joe Castellano Super Blues Band

Special Guests : ROY ROBERTS, WALDO WEATHERS, SIMONE DE MOORE, TONY COOK, SAX GORDON, CHRIS CAIN ....

Quella che ormai è definita "La più grande Blues&Soul Band Europea" e che sta incantando artisti e critica di tutto il mondo. Un grandissimo Show con ben 16 elementi sul palco che, dopo avere entusiasmato e fatto ballare l'anno scorso tutto il pubblico di Ostia Antica accanto a delle leggende come gli Earth Wind & Fire, vede la Band Ufficiale del Blues & Wine Soul Festival con uno spettacolo ancora più grande e coinvolgente volto ad incidere dal vivo il nuovo disco di Joe Castellano "Blues & Soul with my Latin side" .
Accanto a lui delle vere leggende del Soul come ROY ROBERTS (già Band Leader della leggendaria formazione di Otis Redding), il fedele Sax Baritono e vocalist della Band di James Brown, Mr.WALDO WEATHERS, ed il nuovo talento del Soul americano SIMONE DE MOORE . Ben 16 elementi sul palco per un concerto ECCEZIONALE che farà scatenare tutti ! ! !

Si prevede una Jam Session finale da Storia del Blues ! ! !


Per altre notizie www.bluesandwine.com

INVESTIRE IN VINO - TERZA PARTE - L'ACQUISTO EN PRIMEUR

Esistono due ragioni per investire in vino: ottenere vini quando sono giovani e quindi di prezzo minore, e così poterli consumare “a buon mercato”, oppure rivenderli, traendo un profitto dall’operazione. Per tante persone che hanno una cantina, entrambe le ragioni sono valide. La domanda mondiale per il vino, che è prodotto in quantità molto ridotte, è aumentata moltissimo negli ultimi due decenni. Il vino può e spesso ha prodotto risultati economici superiori all’indice Ftse 100 ed al Dow Jones, con risultati significativi senza la volubilità del mercato azionario. Se si progetta l’investimento per raccogliere profitti futuri, è essenziale scegliere i vini giusti, delle annate giuste, comprarli al momento giusto, e tenerli correttamente. Infine, venderli al prezzo ottimale. Da anni in Francia c’è un fiorente mercato di vini en primeur, cioè venduti a termine con pagamento immediato e consegna futura: e proprio Chateau Margaux è il primo vino che ogni anno fissa il prezzo base per i mercanti di Bordeaux. La vendita dei vini en primeur consiste nella collocazione di certificati rappresentativi di vini posti in invecchiamento che necessitano di un periodo di affinamento nelle botti per poter essere presentati sul mercato. Il produttore si impegna a consegnare i vini al termine di tale periodo di affinamento, ai sottoscrittori che hanno acquisito il diritto di prenotazione, a condizioni economiche vantaggiose che tengono conto del divario temporale tra l’epoca di sottoscrizione e quella di consegna.

En Primeur, si riferisce all´acquisto del vino dopo la produzione ma prima che venga imbottigliato. Campioni di vino sono resi disponibili per farli assaggiare da giornalisti e grandi grossisti durante la primavera, dopo la vendemmia. La vendita è negoziata immediatamente. Il vino generalmente viene imbottigliato e consegnato circa due-quattro anni dopo. Per le annate migliori, gli acquisti en primeur possono offrire il massimo di ritorno sull´investimento. I prezzi di rilascio sono generalmente più bassi che in seguito. Il prezzo non è basato esclusivamente sulla legge della domanda e dell’offerta, ma sul prezzo di rilascio dell’annata precedente e sulla situazione economica generale, vista dai produttori e commercianti di vino(1). I vini en primeur sono una specialità del mercato del Bordeaux, ma il fenomeno è oggi riscontrabile anche in altre paesi, ta cui L'Italia.

Ma come comprare vino En Primeur nel nostro Paese? Ci sono tre possibilità: la prima è rivolgersi a una delle enoteche che in Italia vendono i future, in effetti sono vere e proprie prenotazioni di lotti di bottiglie di vino. In passato sono stati emessi future sul Brunello di Montalcino della Castello Banfi, unica cantina italiana ad avere alle spalle due emissioni (1995 e 1997), o quelli sul Barolo della Tenimenti Fontanafredda, l´azienda del Monte dei Paschi di Siena che ha emesso future sull´annata del 1998. Il secondo sistema è quello di rivolgersi in banca: il Banco di Sicilia, già da qualche anno, colloca migliaia di certificati en primeur emessi da prestigiose case vitivinicole italiane. Gli ultimi certificati hanno avuto un valore complessivo di 700.000 euro, davano al possessore il diritto alla consegna a domicilio del quantitativo e del tipo di vino in essi rappresentato, alla data indicata sul certificato stesso (entro la prima decade di dicembre 2007). Il Banco presta garanzia di rimborso del valore nominale del certificato (performance bond) nel caso in cui l’azienda produttrice non dovesse consegnare il vino alla scadenza pattuita. I titoli sono trasferibili mediante girata.

La terza via all'en primeur italiano è rivolgersi a qualche compagnia che si occupa di vendite “en primeur”, come ad esempio Wine Tip, che permette, in base alle disponibilità, permette di acquistare fino a circa 30 tra le etichette più rinomate nei vini italiani. Basta un semplice click.


Ma alla fine di tutto questo, ci sarà qualcuno che se le beve queste benedette bottiglie?


(1) fonte finanzaediritto.it

foto tratte da libero.it e dal sito winetip.com

INVESTIRE IN VINO - PARTE SECONDA

Nell'articolo precedente parlavamo di come e perchè si investe in vino. Ma quali sono le bottiglie più ambite dai collezionisti di tutto il mondo?

La nostra Top Ten vede al numero dieci:

Petrus 2005

Il re di tutti i merlot, che è stato venduto per la "modica cifra di 3.176 dollari. Non male per un vino così giovane, che ne dite?


Al numero nove non poteva mancare:

Romanée Conti 2003

La bottiglia mito della borgogna che è stata battuta all'asta per 4.650 dollari.



Al numero otto troviamo invece:

Inglenook Cabernet Sauvignon Napa Valley 1941

Venduta per 24.675 dollari, rappresenta, ad oggi, il record per un vino californiano. Si dice che Francis Ford Coppola ne abbia una (vuota) sopra il suo frigorifero.

Al numero sette ritorna:

DRC Romanée Conti 1934

Ancora la Borgogna protagonista con questo splendido pinot nero e questa splendida annata.


Al numero sei abbiamo il primo bianco:

Montrachet Domaine de la Romanée Conti 1978

Uno straordinario Chardonnay in purezza del mitico Domaine, battuto all'asta di Sotheby's, nel 2001, per la cifra di 23.929 dollari.

Alla posizione cinque troviamo:

Château Mouton-Rothschild 1945
Un grandissimo bordeaux figlio di una annata considerata come una delle migliori del secolo. Venduta all'asta di Christie's per 28.750 dollari. Pensate che una cassa di magnum è stata battuta per circa 350.000 dollari....

In quarta posizione abbiamo:

Château Cheval Blanc 1974

Altra grandissima bottiglia figlia di una annata perfetta. Venduta a San Francisco nel Luglio 2006 per la modica cifra di 33.781 dollari. La bottiglia da 3 litri, invece, è stata ceduta per 135.125 dollari.


Al terzo posto si classifica:

Penfolds Grange Hermitage 1951
Venduto nel Maggio 2004 per oltre 50.000 dollari australiani per questo straordinario Shiraz australiano creato dall'enologo Max Schubert

Medaglia d'argento è invece:

Château d'Yquem 1787

Il re di tutti i vini dolci nella sua splendida prima annata. Una bottiglia da veri collezionisti o da......necrofori? Venduta a Londra per la cifra di 100.000 dollari.


E al primo posto:

Château Lafite 1787
Venduta all'asta nel 1985 per la cifra di 160.000 dollari, è da venti anni la bottiglia più costosa del mondo. Forse perchè appartenuta a Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, nonché amante del buon vino?

INVESTIRE IN VINO - PRIMA PARTE

Avete mai pensato di bere un Picasso? Oppure un Monet? No? Sicuri? Certo, avete ragione, non è possibile, anche se non è che stessi scherzando così tanto. Nel mondo, infatti, sempre più persone investono nel vino inteso come bene rifugio per i propri risparmi. Acquistare grandi bottiglie è considerato un investimento alternativo che, alla stessa stregua delle opere d'arte, segue regole differenti da quelli del mercato finanziario comune. «Una bottiglia di Chateau Margaux è unica, non può scambiarsi con un’altra bottiglia di un anno diverso, oppure dello stesso anno ma di un cru differente, è un bene fisico e infungibile, mentre i mercati trattano normalmente con beni immateriali», spiega Claudio Zara, docente di economia dei mercati e degli intermediari finanziari all’Università Bocconi di Milano.

Ma perchè si investe nel vino? La risposta è semplice: se l'investimento è mirato a certe bottiglie (le c.d. blue chips del vino), si ottengono guadagni molto elevati in tempi anche relativamente brevi. Un esempio? Chateau Le Pin 1998, cassa da 12 bottiglie, nel 1999 valeva 800 sterline. Nel 2003 valeva 1.550 sterline, con un incremento del 27% annuo.

Un esempio nostrano riguarda Biondi Santi, storica griffe che ha creato il Brunello di Montalcino, che è la cantina a più alto indice di rendimento in Italia: la Riserva 1955 - unico vino del nostro Paese inserito tra i dodici migliori del Novecento nella classifica di Wine Spectator, la “bibbia” enologica degli Usa - si è rivalutata del 141.923% sul valore iniziale e la Riserva 1945 si è incrementata dell’85.112%.

Quali sono allora i vini su cui investire? Per essere considerato una blue chip la bottiglia deve avere delle caratteristiche specifiche:

  • il vino deve essere raro, nel mondo devono circolare poche bottiglie;

  • il vino deve avere una conservazione perfetta e, pertanto, deve provenire da cantine certificate. In tale ambito, pertanto, la bottiglia avrà un valore maggiore se proviene da un famoso collezionista o, meglio, dalla stessa azienda produttrice;

  • il vino, soprattutto dopo dall'avvento di Parker, deve aver avuto delle recensioni critiche estremamente positive (100 punti Parker);

  • il vino deve provenire da una grandissima annata;

  • il vino deve essere longevo.
Solitamente gli investitori puntano molto sui vini francesi, in particolari sui vini bordolesi provenienti dai grandi Chateaux: Lafite, Margaux, Mouton-Rothschild, Latour, Haut Brion, Petrus, Cheval Blanc e d'Yquem. Sempre in Francia una bottiglia molto ricercata proviene dalla Borgogna: parliamo della mitica Romanée Conti che, soprattutto con l'annata 2005, sta raggiungendo quotazioni che sfiorano i 10.000 euro. Le blue chips italiane sono in primis i toscani Sassicaia (mitica l'annata 1985), Brunello Biondi Santi, Masseto, Ornellaia, Tignanello e Solaia. Seguono poi i piemontesi con i grandi Barolo di Sandrone, Gaja, Conterno, Ceretto, Giacosa, Mascarello. Ma un buon andamento nelle aste inernazionali, lo stanno anche avendo alcune "creazioni" della nuova enologia italiana: un segno molto positivo nelle quotazioni delle aste anche per i "giovani" miti come l'umbro Sagrantino di Montefalco "25 anni" di Arnaldo Caprai, il toscano Sammarco e la Vigna d'Alceo del Castello dei Rampolla, le Pergole Torte del toscano Montevertine, il Turriga, il Siepi, il Fontalloro, il Redigaffi, il Messorio, il Terre Brune, il Montiano, il Montevetrano, il Flaccianello.


Fonti: winenews.it e la Repubblica/Affari & Finanza

Il Bonnes Mares 2002 del Domaine Bart

Martin e sua sorella Odile lavorano circa 20 ettari di vigneti ripartiti nel nord della Côte de Nuits e più precisamente nei comuni di Marsannay, Fixin, Gevrey-Chambertin e Chambolle Musigny. Come il cugino Bruno Clair hanno fatto molto per lo sviluppo del comune di Marsanny dove possiedono le migliori parcelle lavorate con una visione del tutto simile. Da qualche anno i Bart hanno trovato nell’espressione del territorio la loro direzione, il loro stile è lineare e senza effetti particolari, vini che possono sembrare un po’ austeri in gioventù, ma che invecchiano molto bene. Il tutto ad un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Il Bonnes Mares è un grand cru e proviene da selezionati da vigneti con una età media 40 anni, ed è maturato in botti di rovere nuovo e imbottigliato senza alcuna filtrazione. Il 2002 che ho degustato si presenta con un bellissimo naso caratterizzato da intense note floreali di iris e viola, seguite da distinti aromi di di ribes, incenso ed eucalipto. Un grande vino rosso che conferma la sua eleganza grazie ad un un palato che riempie la bocca di un piacere sensuale giocato su sensazioni di frutta rossa e spezie esotiche. Un vino godibilissimo ora ma che può dare ancora straordiarie emozioni se lasciato in cantina ancora per qualche anno.