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La Nouvelle Vague del Lambrusco: i vincitori


Ce l'abbiamo fatta, con notevole ritardo (non dipeso da noi) e tante scuse da parte mia e di Daniela, possiamo oggi proclamare il vincitore del concorso.


Tante le ricette che avete mandato, basta cliccare qua e vi renderete conto del successo che questo concorso ha avuto. Difficile, pertanto, scegliere la ricetta ideale che, premetto, è stata valutata sia per la sua presentazione, sia per la sua bontà, sia per come la ritenevamo abbinabile all'Albone, il lambrusco del Podere il Saliceto che, lo ripeto, rappresenta una delle migliori espressioni di questo vitigno oggi in Italia. Un "lambro" di grande bevibilità senza eccessi e voli pindarici.

Ebbene, dopo alcune discussioni tra i giudici, possiamo dire che il concorso non ha uno ma bensì due vincitori.
Mirco Mariotti e Piero Careddu!

ll primo a Casa Fuschini ha preparato dei pierogi transpadani davvero unici andando a fondere la cucina emiliana con quella polacca. E la videoricetta è stata magnifica!


Careddu invece ci ha conquistato il cuore con una ricetta atipica dove mare e lambrusco si fondono in tutta la loro mediterraneità e calore. Davvero un abbinamento unico e inconsueto!


A loro i nostri complimenti e le bottiglie de L'Argine di  Podere il Saliceto.


GRAZIE!

La Nouvelle Vague del Lambrusco. Aggiornamento goloso!



Le prime ricette già stanno vedendo la luce anche se, per il termine, aspettiamo qualche ritardatario. Intanto metto i link dei vari blog che hanno già postato il loro abbinamento:












http://italianlinguini.blogspot.com/2011/03/mamma-figlio-in-cucina-per-un-lambrusco.html

http://www.paladar.it/2011/03/28/contest-la-nouvelle-vague-del-lambrusco-pizza-con-tosone-friarielli-napoletani-e-cotechino-di-finale-emila

http://lapanificatricefolle.blogspot.com/2011/03/lalbone-e-il-maiale.html

http://www.fiordifrolla.it/mini-hamburger-emiliani.html 


http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/29/mousse-di-mortadella-e-lalbone/

http://www.nelpaesedellestoviglie.com/archives/2011/03/30/il-signor-filetto-di-maiale-al-forno-e-lalbone-cena-parte-seconda/ 

http://blogewine.blogspot.com/2011/03/casa-fuschini-si-degusta-lalbone-di.html

http://www.papilleclandestine.it/2011/04/04/baccala-brandacujun-pastelinhos-frisceu/ 

http://www.dicotteedicrude.com/2011/04/04/quenelle-e-lambrusco/ 

In più Ilaria Gelati mi ha mandato questa ricetta:

BIGOLI AL LAMBRUSCO CON SALSICCIA

Ingredienti (x4persone)

- 500gr di bigoli
- 40gr di burro
- olio d’oliva
- mezza cipolla tritata
- 2 di salsicce sgranate grossolanamente
- mezzo bicchiere di vino rosso
- 2 cucchiai di conserva
- 2 mestoli di brodo circa
- 1,5 l di lambrusco secco
- alloro
- rosmarino
- sale
- pepe nero
- grana grattugiato a piacere

Imbiondire la cipolla in burro e olio, unire la salsiccia e rosolare per qualche minuto, bagnare con vino rosso, lasciar evaporare e unire la conserva di pomodoro.
Salare e speziare, aggiungere il brodo e lasciar cuocere per 15 minuti circa.
In una pentola mettere metà acqua salata e metà vino, portare ad ebollizione e
cuocere i bigoli. Scolare e condire con il ragù, aggiungendo il grana.

Concorso: La Nouvelle Vague del Lambrusco


Podere il Saliceto è il piccolo grande mondo di Gian Paolo e Marcello che, in poco meno di quattro ettari, riescono a dar vita a vini di grande personalità.
L’Albone, prodotto con uve lambrusco salamino e sorbara, è l’anima del loro territorio, una sfida ai luoghi comuni che Percorsi di Vino e Senza Panna vorrebbero farvi provare attraverso un goloso contest.


Di che si tratta? Semplice, ai primi venti food/wine blogger che aderiranno all’iniziativa verrà spedita una bottiglia di L’Albone che non aspetta altro di essere bevuta abbinandola ad una ricetta creata ad hoc per l’occasione.

Il miglior abbinamento, valutato da una giuria, verrà premiato con una cassetta da sei bottiglie di Argine, l’altro vino di Podere il Saliceto prodotto da uve selezionate di malbo gentile, merlot e sangiovese.

Per partecipare vi sono poche e semplici regole:
  • le candidature dovranno pervenire tramite mail a info@percorsidivino.com e saranno accettate in ordine temporale; 
  • i blogger dovranno creare un post sul loro sito che parli dell’iniziativa indicando e linkando correttamente Percorsi di Vino, Senza Panna e l’azienda Podere il Saliceto;
  • entro un mese dovranno dar vita alla ricetta di abbinamento con il lambrusco creando uno specifico post sul loro blog;
  • ovviamente si può partecipare anche mandando una semplice ricetta!.

Avanti, La Nouvelle Vague del Lambrusco è iniziata!

Podere il Saliceto tra lambrusco e sfide da ring


Podere Il Saliceto, un fazzoletto di quasi quattro ettari immerso tra Campogalliano e Saliceto Buzzalino (Modena), nasce dalla passione di Gian Paolo Isabella, ex campione di Muay Thai, e di suo cognato Marcello Righi, agronomo.


Marcello Righi e Gian Paolo Isabella
Due pazzi, come amano definirsi, ai quali ho chiesto di descriversi amichevolmente perché, a volte, le mie parole non bastano per descrivere e sviscerare una passione che, come mi scrive Gian Paolo:”….nasce nel 2000 quando lascio il mio lavoro di ottico per  fare lo" schiavo" in varie aziende agricole per imparare a fare il vino. Lavoro per due anni anche da Vittorio Graziano, un grande vignaiolo che mi insegnerà molto. Nel 2005, con Marcello, acquistiamo i primi 4 ha di terreno e iniziamo la nostra sfida con un territorio difficilissimo come la pianura. Precipitazioni molto superiori alla norma, acqua a catinelle, piante che vegetano stile foresta amazzonica, insomma una vera battaglia che, per carattere, accetto anche perchè non so stare senza quel “frizzantino” che ti agita durante il sonno e che ti fa svegliare all’alba.


Passione, certo, ma anche il gusto di provare che il nostro territorio può dare molto ma molto di più. Il vino per me è questo: sfida, voglia di misurarsi con se stesso, godere delle giornate di sole e di pioggia, ridere per la bella vendemmia, bestemmiare per la grandinata, ridere dietro al confinante che prova raccogliere i grappoli che tu scarti durante la vendemmia verde, correre, sudare e non mollare mai, al limite cambiano loro. Godere dei commenti che la gente  esprime sul tuo lavoro, confrontarsi con i grandi maestri come Walter Massa o Stefano Berti, capire, crescere e cercare di imparare il più possibile, non essere mai contento dei tuoi vini, perchè da te vuoi solo il massimo, anche quando non arriva mai.
In cantina faccio un lambrusco tutto mio, un prodotto distante dallo stereotipo del “lambro” tradizionale. Religiosa selezione dell'uve, resa molto bassa dai 60 a 80 q.li / ha  (il disciplinare prevede 240 q.,li/ha), delastage a freddo per 4 giorni prima che la fermentazione inizi, fermentazione in autoclave con lieviti selezionati e tanta pulizia.


L’Albone", il mio lambrusco, è come quel pugile molto guascone che vuole apparire,  felice di essere ammirato per come porta i colpi, bravo a schivare e a rientrare, fiducioso del suo corpo (12% di alcool, 39 g/l di estratto secco, 7.9 g/l di acidità) e della sua anima da combattente, un gentiluomo sopra e giù dal ring.

Mia moglie dice l’Argine, l’altro mio vino, mi somiglia moltissimo perché ti ripaga ampiamente se lo tratti bene (giusta temperatura di servizio dopo averlo scaraffato) mentre, se maltrattato, è un pessimo compagno di bevute. Restando in ambito del ring è quel pugile che non molla mai, schivo, leale, che non concede niente, poco plateale, estremamente coerente ma che cresce alla distanza. E’ la nostra scommessa: solo a due matti poteva venire in mente di fare un vino rosso fermo in pianura".

Dopo questa belle parole ho voluto verificare di persona se questi due vini sono davvero come Gian Paolo li descrive.


L’Albone, blend di salamino e sorbara, nel bicchiere si presenta col suo vestito porpora effervescente che, dopo poco, viene rimosso per lasciare il vino nudo, pronto per invadere i nostri sensi. Non occorre avvicinarsi troppo al bicchiere per avvertire il bel connubio di aromi che vengono sprigionati, un mix perfetto ed elegante di frutta rossa croccante e terra che mi fa dimenticare la stucchevolezza di certi “lambri” bevuti da giovane. Al sorso stupisce per la sua fiera austerità. Le sensazioni di humus e fruttino di bosco sono ben calibrate all’interno di un architettura dove freschezza e sapidità la fanno da padrone. Leggero finale amaricante che rende il vino piuttosto maschio. La “nouvelle vague” del lambrusco parte anche da questo vino.

L’Argine 2008 (malbo gentile 65%, merlot 20%, sangiovese 15%) rappresenta la sfida al Lambrusco di Podere il Saliceto. Rosso rubino concentrato, impenetrabile, al naso è un trionfo di frutta rossa, nera, spezie. in bocca, nonostante una bella struttura, mi stupisce per la grande freschezza di beva e per un tannino presente ma perfettamente integrato. Chi si aspettava un vino marmellatoso e seduto dovrà ricredersi. Aveva ragione Gian Paolo, l’Argine è esattamente un pugile franco, diretto, che ti incanta e ti mette all’angolo per i suoi pochi ma incisivi colpi di classe.


Non capisco certi vini...

Si parla tantissimo di rinascita per alcune tipologie di vino italiano, soprattutto si legge in vari blog di un nuovo corso per il lambrusco, simbolo enologico storico di una Regione che per troppo tempo è rimasto ai margini della qualità organolettica.
Si dibatte molto anche di rinascita del Frascati laziale, in alcuni precedenti post di Percorsi di Vino ho seguito il dibattito, anche politico, che sta alimentando nuove speranze per quello che spesso viene definito il vino di Roma, il più amato e il più odiato.
Si parla tanto e si produce lo stesso tanto, troppo, perché se vado in giro per i vari siti internet si trovano dei veri obrobri, bottiglie che contengono qualcosa di inaccettabile (anche se potabile, lo dico subito) che male, malissimo fa a tutto quel movimento di rinascita qualitativa di cui parlavo prima.
Come si può a produrre, e questo lo chiedo anche al legislatore che lo permette, e vendere ancora oggi il Lambrusco di Puglia? No, dico, il Lambrusco, simbolo della Emilia Romagna, prodotto in Puglia? E venduto poi nei classici boccioni di vetro da due litri? Bella la foto, il classico pranzetto pugliese a base di Lambrusco e salame…
E che dire dei boccioni di Castelli Romani bianco color bianco carta?
Ripeto, vini assolutamente bevibili, ci mancherebbe, però mi chiedo a chi giova tutto questo: forse alla casalinga che compra questi prodotti per fare al marito l’ennesima scaloppina al vino? Ma lo sa questa persona che le stesse caratteristiche del vino, che lascio a voi immaginare, se le ritrova nel piatto?
Posso pensare anche che questi prodotti, dal punto di vista del marketing, siano orientati ai tanti muratori rumeni che ogni sera stanziano sotto la mia casa ubriacandosi con questi vini a basso costo. Parlate con le cassiere dei tanti discount di alimentari….
Tutto questo, in generale, non giova certamente al consumatore, sempre più confuso, indifeso e capace, dall’alto della sua inesperienza, di fare di tutta un’erba un fascio andando a penalizzare soprattutto i vignaioli seri.
Scusate lo sfogo ma certe cose, certe bottiglie, mi fanno venire la rabbia….

Andiamo in enoteca? Sì, da Ikea.....

Articolo che fa riflettere quello de Il Sole 24 Ore che dedica una spazio importante al rapporto tra vino e grande distribuzione.

In particolare, nell'articolo a firma di Manuela Soressi, si parla di grandi e piccole manovre che coinvolgono il vino, ormai ritenuto anche dalle principali multinazionali distributive come un prodotto-chiave per attrarre i consumatori. Perché, a dispetto della crisi dei consumi, il vino è sempre di più una bevanda che fa status e che, soprattutto sui mercati più giovani (come quello statunitense), detta gusti e mode. Inquesto modo si aprono nuovi canali commerciali che possono rivelarsi un'opportunità interessante anche per il vino made in Italy.

La sperimentazione di Starbucks

La prima notizia che ha attratto l'interesse dei mass-media è la caduta di un tabù: Starbucks, la catena di caffetterie più grande del mondo con oltre 16mila punti vendita in una cinquantina di paesi, ha sdoganato l'alcol. Si tratta solo di un test, ma, viste le dimensioni e la potenza del gruppo, è un segnale da non sottovalutare. Starbucks ha scelto la sua città natale, Seattle, per verificare un nuovo format, trasformando uno dei suoi locali storici in “15th Avenue Coffee and Tea”. Se l'insegna non lascia presagire molto di nuovo, in realtà all'interno le novità non mancano: a cominciare dall'offerta di vini e birre, con menu del giorno, che si affiancano ai classici te e caffè. E poi musica dal vivo con dj set per un locale che si dichiara “ispirato da Starbuck'” ma che calca soprattutto la mano sull'atmosfera europea, cibi e bevande comprese.

Franciacorta in salsa svedese

Starbucks non è solo sulla strada della valorizzazione del vino. Anche Ikea ha novità in questa direzione. Nei bar di alcuni store italiani viene proposto il prosecco biologico, mentre in altri nella zona ristorante è comparsa l'enoteca Ikea, con bottiglie di vino bianco, rosso e prosecco fornite da un produttore della Franciacorta e in vendita nel banco frigorifero del ristorante. Insieme al vino, Ikea suggerisce anche i calici perfetti per la degustazione.

Chianti e Lambrusco sugli scaffali di mezzo mondo

È il caso di Auchan (presente in 13 paesi e con 39,5 miliardi di euro di fatturato 2008) che ha varato di recente l'Operazione Prodotti Paesi Latini nel Mondo per promuovere prodotti, sapori e stili alimentari dei principali paesi europei. Nell'iniziativa commerciale, che ha preso il via in settembre, è coinvolto un assortimento di referenze provenienti da Spagna, Portogallo, Francia del Sud e Italia. Gli “ambasciatori” del food&beverage italiano sono circa 200, perlopiù private label, in rappresentanza delle principali merceologie, a partire proprio dal vino. La catena distributiva ha aspettative positive su questo progetto internazionale, che è stato messo a punto sulla base del successo riscosso da Operazione Prodotti Italiani 2008, un altro mega-evento promozionale che ha visto 171 referenze italiane sbarcare nei punti vendita della catena presenti in sette paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania, Polonia e Cina).

Una particolare attenzione viene dedicata al prodotto forse più nobile della tradizione alimentare italiana: il vino, che attualmente rappresenta il 5% del fatturato export realizzato dall'insegna. Dal 2008 Auchan porta la cultura vinicola italiana in Ungheria, Romania, Polonia, Cina, Francia, Spagna, e Portogallo con i prodotti che partecipano all'Operazione Vini dal Mondo. La collezione, che oggi comprende un Chianti, due Lambrusco e un Primitivo di Manduria, viene etichettata per l'occasione con la traduzione nelle lingue dei Paesi di destinazione.
Inoltre, in occasione di Vinitaly 2009, Auchan Italia ha presentato alle strutture acquisti di 13 Paesi la produzione vinicola italiana e li ha messi in contatto con fornitori potenzialmente interessati all'esportazione diretta verso altri paesi della rete Auchan.
Così 10 etichette italiane, fra cui un Nero d'Avola, un Valpolicella e un Barolo, entreranno anell'assortimento continuativo degli ipermercati Auchan in 9 paesi europei.

La nuova via del commercio enologico: il Baratto Wine Day

Avete delle bottiglie che non vi piacciono più? Avete qualche doppione come succedeva con le figurine? Siete stanchi di bere sempre e solo Barolo e volete scambiare la vostra preziosa bottiglia un un Amarone d'antan?

Bene, se domenica 29 novembre siete in zona Rocca di Reggiolo (RE), o se anche non lo siete, non potete non partecipare alla prima edizione del Baratto Wine Day. Discovering the wines of Roussillon Nata da un ‘idea di Studio Cru di Vicenza, la manifestazione si presenta come uno spazio di condivisione e di libero scambio di bottiglie di vino.

Poche e semplici le regole: ingresso con minimo 6 bottiglie da scambiare e bandito l’utilizzo di denaro. Il resto viene lasciato alla capacità contrattuale dei partecipanti, senza alcun limite, nel vero spirito del baratto. Il Baratto Wine Day si inserisce in un programma più articolato che prevede i festeggiamenti per il compleanno dell’Acetaia San Giacomo, produttice di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia a Novellara sabato 29, sempre presso la Rocca di Reggiolo, a partire dalle 22.00.

La domenica invece il grosso del programma: il Baratto Wine Day dalle 10.00 alle 16.00, intervallato alle 13 da un pranzo con alcuni dei produttori più interessanti della nouvelle vague del Lambrusco: Cinque Campi, Le Barbaterre, Vittorio Graziano e Storchi. Sarà un pranzo aperto al dialogo, in cui i produttori si mescoleranno agli ospiti per spiegare e illustrare, in un’atmosfera informale, i loro vini e la loro filosofia produttiva, che li sta portando alla ribalta del mondo un tempo dimenticato del Lambrusco.

A seguire, all’interno della biblioteca civica di Reggiolo, la presentazione del libro dello chef Gianni D’Amato: “Rigoletto: Sinfonie del Gusto”, edito da Gribaudo Editore. A seguire buffet in Rocca per assaggiare alcune delle creazioni del cuoco Reggiano.

L'idea è sicuramente carina e poi, alla fine, ogni scusa è buona per poter bere del buon vino e mangiare alla grande. Sarebbe carino, se la formula funziona, replicarlo anche in altre città. A Roma, la mia città, ci saranno collezionisti o semplici amatori pronti a scambiarsi bottiglie convinti di poter fare l'affare del secolo? Secondo me sì! Rimaniamo sintonizzati allora. Ah, per maggiori informazioni andate sul sito www.barattowineday.it oppure telefonare al 392.9286448.