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Sangiovese Purosangue 2013: i miei consigli per gli acquisti "alternativi"

Si è chiusa qualche giorno fa la due giorni di Sangiovese Purosangue, bellissima manifestazione organizzata ormai da qualche anno da Davide Bonucci (Enoclub Siena) e Marco Cum (Riserva Grande).
Come al solito la selezioni dei vini, ovviamente tutti sangiovese di razza, è stata di alto livello per cui fare una scrematura e individuare i migliori assaggi è sempre difficile. Per aiutarmi, stavolta, eviterò di parlare di Brunello di Montalcino (a cui dedicherò post  a parte visto che ho partecipato al seminario condotto da Armando Castagno) e dei "soliti" Chianti Classico al fine di dare il giusto spazio a quelle che per me sono state le grandi rivelazioni della manifestazione, vini di cui non scrive nessuno....o quasi.

Iniziamo con la Vernaccia di San Gimignano "Selvabianca" 2012 dell'azienda Il Colombaio di Santa Chiara che tra aromi di erbe aromatiche, fieno e spiccata mineralità riesce anno dopo anno a conquistarmi anche grazie ad una bevibilità super. Il "Campo della Pieve" 2011 si conferma invece una Vernaccia di San Gimignano di grande profondità e balsamicità e, ad oggi, rappresenta uno dei vini bianchi italiani dal miglior rapporto q\p!!


Verso Pitigliano incontriamo Poggio Concezione di Susanna Patalacci che dal 2003 ha avviato una bella realtà biologica nel cuore della Maremma Toscana. I suoi vini, prodotti dal 2010 nella nuova cantina e prodotti senza l’utilizzo di lieviti selezionati aggiunti e altri coadiuvanti per la vinificazione, sono espressione diretta e sincera del territorio e, tra i vari presentati, ho scelto di citare il Serment 2010, blend di Trebbiano (80%), Malvasia e Vermentino (20%) il cui profilo olfattivo mi riconduce in tutto e per tutto alla mineralità tufacea e ad una gagliardia che raramente nei bianchi trovo così ben definita. E' la sua prima annata per cui compratene e tenetelo in cantina perchè in futuro darà grandi soddisfazioni!


Sempre in Maremma, stavolta però a Gavorrano, 125 km più a nord di Pitigliano, si trova Tenuta Casteani che presentava il "dimenticato" Sessanta 2007. Perchè dimenticato? Semplicemente perchè la stessa azienda non sapeva di averlo ancora in cantina, nascosto in chissà quale angolo remoto. Devo dire, senza dubbio, che l'ulteriore affinamento di questo IGT Rosso Maremma Toscana (90% sangiovese e 10% alicante) ha dotato il vino di ancora più eleganza e complessità regalando un terziario che spazia dalle note di terra bagnata fino ad arrivare al tabacco da pipa. Vino che dà nuove speranze al territorio venduto ad un prezzo che definire economico è dire poco. Che aspettate a contattare la ragazza qua sotto?


"Passa da Ornina, vai subito prima che finisce il vino" è stato il refrain che ho udito per buona parte della manifestazione. I fratelli Biagioli, occhi chiari comi le loro idee, hanno la loro Fattoria in zona Ornina, nel basso Casentino, dove producono questo sangiovese purosangue che in passato aveva anche una piccola percentuale di merlot. Vista la zona, e il passaggio in barrique di oltre 12 mesi, ti aspetti un vini opulento e "piacione" ed invece ti arriva un sangiovese bello intenso ma dall'equilibrio circense e dalla beva assassina. I ragazzi hanno appena iniziato ma se continuano così diventeranno presto celebri. Ah, io ve l'ho detto!


Roberto Giuliani su Lavinium mi ha anticipato di un soffio ma, anche se lo scoop è andato perso, come non parlare del Sangiovese di Romagna Superiore "Monte Brullo" Riserva 2009 di Costa Archi alias Gabriele Succi. Profondo, intenso, graffiante, è uno dei migliori sangiovesi di Romagna mai assaggiati e, per equilibrio, ampiezza e persistenza, rappresenta quasi un riferimento per la denominazione. Gabriele sta crescendo, migliorando, e questo potrebbe essere solo l'inizio. Da notare anche un ottimo Assiolo 2011 (sangiovese 100%) che, rispetto al fratellone maggiore, ha il pregio di essere più di incisivo e lineare. 


Sempre in tema Romagna, accanto a Gabriele sedeva Elisa Mazzavillani che ha proposto i vini dell'azienda di famiglia targati Marta Valpiani, sua mamma. Tra i vari sangiovesi romagnoli proposti mi ha colpito per eleganza e florealità il base cioè il Castrum Castrocari 2009, il secondo da sinistra nella foto in basso. Vini leggermente diversi da quelli di Costa Archi ma con la medesima impronta distintiva.


Elisa e Gabriele
Il Nobile di Montepulciano, a mio parere, è una DOCG che da tempo, per varie ragioni, sta soffrendo una crisi abbastanza profonda. Tra i pochi produttori che amo in quell'areale spicca sicuramente Chiara Barioffi de Le Casalte la quale, durante la manifestazione, ha portato un fuoriclasse assoluto chiamato Quercetonda 2010. Appena odorato e bevuto con Chiara abbiamo detto che trattasi del miglior Nobile di Montepulciano da lei finora prodotto. Un nuovo punto di riferimento per la denominazione è nato, speriamo che il trend prosegua e si estenda a macchia d'olio!


Tra i le aziende ospiti che non proponevano vini a base sangiovese vorrei segnalare The Great Gig in the Wine, azienda di distribuzione vesuviana che, tra i vari vini, presentava un Gattinara "Pietro" 2009 di Paride Iaretti dal grande respiro di rosa essiccata e spezie dolci che vale un ulteriore approfondimento su Percorsi di Vino.


Infine, Giovanna Maccario presentava anche il Rossese di Dolceacqua Superiore "Posaù" e "Luvaira" 2012. Oggi è quasi un delitto recensirli perchè imbottigliati da pochissimi giorni ma...se vi dico che sono splendidi fin da subito? Grande annata 2012, tra poco a Roma cercheremo di approfondire il discorso in maniera più specifica. Stay tuned!


DiVino Etrusco dal 3 al 5 Agosto a Taquinia

Imperdibile come ogni anno torna DiVino Etrusco,  la festa del vino che si tiene passeggiando per le vie di Tarquinia, dove si degusta la bevanda nelle sue declinazioni locali e  si impara l'arte del bere e con gusto. Dalle ore 20 percorso enogastronomico, degustazioni guidate, musica e convegni.

PROGRAMMA COMPLETO DIVINO ETRUSCO 2012

Giovedì 2 Agosto Prospettive Etrusche - Anteprima del DiVino Etrusco A cura dell’Associazione Archeologicamente Onlus. Ara della Regina sul Pianoro della Civita Ore 20,00 -
Visita guidata del sito Ore 20,30 – Vincenzo Zitello “Talismano” : concerto di arpa celtica e arpa bardica. Al termine performance di Carlo Brignola e Massimo Luccioli. In contemporanea, presso il “decumano”, Mostra d’Arte e di Artigianato dei maestri Massimo Luccioli e Giovanni Calandrini. Degustazione di vini locali.

In tutte e tre le serate 3/4/5 agosto - Ore 20,00 – 01,00 

“La Tarquinia Divina” Il Percorso Storico Apertura straordinaria di Chiese e Monumenti del Centro Storico “Intrecci d’Incanto”
 Pizzi d’arte e di artigianato a cura della Scuola di merletto a tombolo
 della Società Tarquiniense d’Arte e Storia – Corso Vittorio Emanuele “Tarquinia, una passeggiata nel tempo fra passato e presente” Artigianato, modernariato e hobbistica a cura dell’Ass. Tarquinia Viva – Piazza Cavour e Piazza G. Matteotti IV Concorso Fotografico Memorial "Emilio Valerioti" A cura dell’Ass. Tarquinia Viva in collaborazione con l'Università Agraria Tarquinia – Via Garibaldi Esposizione di disegni a cura di Andrea Olimpieri e Francesco Rotatori – Via Umberto I “NUDE” Mostra di disegni di Guido Sileoni -Sala D. H. Lawrence, Via Umberto I “Cake&Art” a cura di Virginia Bertucci – Palazzo Bruschi, Via Umberto I “dE.V.O.to Etrusco”, Gli Extravergine della Dodecapoli - Palazzo Bruschi, Via Umberto I “Libri DiVini” a cura della Libreria Caffè “La Vita Nova” – Via delle Torri “Le verità del vino” Mostra collettiva a cura dell’Ass. La Lestra – Piccola casa dell’arte e della cultura - Ex lavatoio, Via delle Torri “Trattato di Anatomia” Mostra a cura dell’ Ass. Zinghereria – Chiesa di Santo Spirito Apertura straordinaria della “Cantina del passato” di Corrado Generali – Via San Giuseppe “L’Arte del mobile antico” Esposizione di mobili d’epoca fatti rigorosamente a mano da Memme Sacripanti – Via Santa Lucia Filippini “Le mani di Franca” a cura di Franca Passamonti – Via Santa Lucia Filippini “Clart – Oggetti Riciclati” a cura di Claudia Boninsegna - Alberata Dante Alighieri Mostra collettiva di Pittura e Accessori

Venerdì 3 Agosto -Alberata Dante Alighieri Inaugurazione e Saluto delle Autorità
Ore 19,30 -
Museo Nazionale Etrusco
 Percorso enogastronomico con degustazioni di vini provenienti dalle 12 città etrusche e prodotti tradizionali. 
Ore 20,00 – 01,00 -
Piazze e Vie del Centro storico “CREATIVA” Incontro tra performance artigianali, arte, laboratori didattici , degustazioni, musica e area dedicata ai più piccoli a cura dell’Associazione Caere Tarkna, in collaborazione con l’Ass. La Lestra 
Dalle ore 20,00 – Torre Barucci, Via delle Torri “Le Eccellenze del Territorio” Presentazione con degustazione delle Aziende di Produttori Locali di Tarquinia. Dalle ore 20,30 – Chiostro delle Benedettine, Via Umberto I Caracca Tamburi itineranti Dalle ore 20,30 – Piazze e vie del centro storico “L’ora della protesta” Spettacolo di teatro, danza contemporanea e pizzica a cura dell’Ass. Evolution Media in collaborazione con D.O.A. Dante Opera Aperta Ore 21,00 - Lizza della Torre di Dante, Piazzale Europa. II Edizione Torneo di Bridge della Città di Tarquinia sotto le stelle A cura dell’Associazione Gli Assi nel Mondo Ore 21,00 – Piazza San Giovanni “Tuscia Operafestival” - MESSA dell’INCORONAZIONE K. 317 e LAUDATE DOMINUM K. 339 di W. A. Mozart a cura dell’Associazione Viterbo Artemusica Ingresso: posto unico non numerato € 10,00 Ore 21,00 – Chiesa Santa Maria in Castello “Cristallofonia” Concerto per bicchieri musicali a cura di Robert Tiso Dalle ore 21,00 – Chiostro della Chiesa di San Francesco “Teatro Bus” a cura della Compagnia Girovago E Rondella www.girovagoerondella.com 
Dalle ore 21,00 – Piazza Trento e Trieste “La magia dell’Hang”, Concerto per Hang a cura di Paolo Borghi 
Dalle ore 21,00 – Via Santa Lucia Filippini “Per imparare a bere con consapevolezza” Accenni di tecnica di degustazione con Carlo Zucchetti enogastronomo, blogger, Presidente Enoteca Provinciale Tuscia Viterbese 
Ore 21,30 – Chiostro del Palazzo Vipereschi, Università Agraria, Via Garibaldi 17 Poesia, Contact Juggling e danza a cura del Duo Alegrè Dalle ore 21,30 – Via Garibaldi Accademia Blu - Concerto 
Ore 21,30 – Piazza Soderini “I vini della dodecapoli” Degustazione guidata da Giampaolo Gravina, vice curatore della “Guida i Vini d’Italia” de L’Espresso. 
Ore 22,00 - Museo Nazionale Etrusco “Aquarela do Brasil” Eleonora Bernabei Trio - Concerto Ore 22,00 – Piazza Duomo Drumless Trio – Concerto Ore 22,00

Sabato 4 Agosto – Alberata Dante Alighieri 

Percorso enogastronomico con degustazioni di vini provenienti dalle 12 città etrusche e prodotti tradizionali. 
Ore 20,00 – 01,00 -
Piazze e Vie del Centro storico Notti nell’Ade Visita notturna al fondo Scataglini e Aninas con degustazione. Info e prenotazione obbligatoria: Antiche Tradizioni 392 9115430, Asfodeli Arte 0766 840110, Artetruria 331 8785257 Dalle Ore 20,30 – Necropoli Etrusca. “Le Eccellenze del Territorio” Presentazione con degustazione delle Aziende di Produttori Locali di Tarquinia. Dalle ore 20,30 – Chiostro delle Benedettine, Via Umberto I “Teatro Bus” a cura della Compagnia Girovago E Rondella www.girovagoerondella.com 
Dalle ore 21,00 – Piazza Trento e Trieste “Cristallofonia” Concerto per bicchieri musicali a cura di Robert Tiso 
Dalle ore 21,00 – Piazza Soderini “Il Ritorno di Paganini”, Concerto del Violinista Pierpaolo Ugolini 
Dalle ore 21,00 – Via Garibaldi “In volo con Zero” Spettacolo di danza della Compagnia Nuova Euroballetto, a cura di Mediascena Europa - Ingresso € 5,00 Ore 21,30 – Chiostro San Marco, Via Umberto I, 7 Eleonora Tufarolo - Concerto Ore 21,30 – Via Santa Lucia Filippini “Per imparare a bere con consapevolezza” Accenni di tecnica di degustazione con Carlo Zucchetti enogastronomo, blogger, Presidente Enoteca Provinciale Tuscia Viterbese 
Ore 21,30 – Chiostro del Palazzo Vipereschi, Università Agraria, Via Garibaldi 17 “ I vini della dodecapoli” Degustazione guidata da Paolo Zaccaria, giornalista enogastronomo co-fondatore di www.viadeigourmet.it. 
Ore 22,00 - Museo Nazionale Etrusco "SEA, SUN & SAND" Spettacolo di Sand Animation a cura di Silvia Emme Ore 22,00 – Torre Barucci, Via delle Torri Blue Elettrico - Concerto Ore 22,30 – Piazza Duomo G Band - Concerto Ore 22,30

Domenica 5 Agosto – Alberata Dante Alighieri  

Percorso enogastronomico con degustazioni di vini provenienti dalle 12 città etrusche e prodotti tradizionali. 
Ore 20,00 - 01,00 -
Piazze e Vie del Centro storico “Le Eccellenze del Territorio” Presentazione con degustazione delle Aziende di Produttori Locali di Tarquinia. Dalle ore 20,30 – Chiostro delle Benedettine, Via Umberto I Fire Dixie Street Band Musica itinerante stile New Orleans 
Dalle ore 20,30 – Piazze e vie del centro storico “Di poesie e di vino: les poètes maudits” ...per emozionarci con parole e suoni a cura dell’Ass. La Lestra Ore 21,00 – Piccola casa dell’arte e della cultura - Ex lavatoio, Via delle Torri “Se il tempo fosse un gambero” Spettacolo teatrale di Garinei e Giovannini a cura de I Giovani dell’Aquilone Ingresso libero a offerta Ore 21,00 – Chiostro San Marco, Via Umberto I, 7 “Teatro Bus” a cura della Compagnia Girovago E Rondella www.girovagoerondella.com Dalle ore 21,00 – Piazza Trento e Trieste “Cristallofonia” Concerto per bicchieri musicali a cura di Robert Tiso Dalle ore 21,00 – Via Garibaldi Franco Stefani e Marco Elisei - Concerto Ore 21,00 – Via Santa Lucia Filippini “Per imparare a bere con consapevolezza” Accenni di tecnica di degustazione con Carlo Zucchetti enogastronomo, blogger, Presidente Enoteca Provinciale Tuscia Viterbese 
Ore 21,30 – Chiostro del Palazzo Vipereschi, Università Agraria, Via Garibaldi 17 EF 2 Acoustic Duo Live - Concerto Ore 21,30 – Piazza Soderini “ I vini della dodecapoli” - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi giornalista enogastronomo, scrittore direttore della rivista “Porthos” 
Ore 22,00 - Museo Nazionale Etrusco Eventi Verticali - Acrobazie sulla Torre Campanaria del Palazzo Comunale Ore 22,00 – Piazza G. Matteotti Dog Byron - Concerto Ore 22,30 – Piazza Duomo Alessandro Bravo Quartet - Concerto 
Ore 22,30 – Alberata Dante Alighieri Eventi Verticali - Acrobazie sulla Torre Campanaria del Palazzo Comunale Ore 24,00 – Piazza G. Matteotti

Programma Degustazioni

Museo Nazionale Etrusco ore 22,00 Venerdì 3 Agosto “ I vini della dodecapoli” Degustazione guidata da Giampaolo Gravina, vice curatore della “Guida i Vini d’Italia” de L’Espresso. 

Sabato 4 Agosto “ I vini della dodecapoli” Degustazione guidata da Paolo Zaccaria, giornalista enogastronomo co-fondatore di www.viadeigourmet.it. 

Domenica 5 Agosto “ I vini della dodecapoli” Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi giornalista enogastronomo, scrittore direttore della rivista “Porthos”. Costo singola degustazione 5,00€ E’ gradita la prenotazione 
Info: lucia@carlozucchetti.it 328 6624453 


Flavio Roddolo e l'elogio del Dolcetto d'Alba


Non conosco Flavio Roddolo ma da quello che mi dicono è un tipo tosto, senza mezzi termini, un contadino di Langa che se vai a trovarlo, sperando ti riceva, ti stringe la mano ancora con la Terra tra le dita. Non ha un sito internet e, probabilmente, non leggerà mai quello che sto per mettere in Rete perché la sua vita è la sua vigna e la sua cantina e non quei fastidiosi social network dove ormai tutti sono commissari tecnici ed enologi.
Peccato non abitare vicino a Monforte per dirgli di persona che oltre trenta persone, dopo aver bevuto ieri il suo Dolcetto d’Alba 2009, hanno vibrato per la bontà e l'emozione del suo vino che, creando varchi spazio-temporali nella nostra mente, ci proietta direttamente all’interno di Bricco Appiani dove Roddolo, da sempre, coccola le sue amate vigne.

Flavio Roddolo in cantina. Fonte: girodivino.splinder.com
Qualcuno ha chiesto, mentre stappavo la bottiglia, se poteva essere classificato come produttore naturale. "Intuendo un pò il tipo - ho risposto - se lo chiamaste così si incazzarebbe a morte perchè un contadino di sani principi come lui tratta sempre la sua Terra con Amore (vedi biodinamica) senza sbandierare appartenenze o certificazioni varie. Motivo? Perché è così che si fa e così facevano i suoi nonni. Gestire la vigna in altro modo è inconcepibile e oltraggioso".

Fatte queste premesse è chiaro che tutta la platea si aspettava un Dolcetto introverso, celebrale, e così è stato. Naso intenso, terroso, langarolo, dove la ciliegia matura lascia spazio ad un panorama autunnale dove le foglie secche e l’humus fanno da cornice ad una “rusticità” che ben inquadra il produttore. In bocca è ampio, strutturato, succoso, ritrovo la scia terrosa e la frutta rossa che accompagnano un tannino ben definito, a tratti crudo.

Lo ammetto, questo Dolcetto è un vino difficile, austero ma, nonostante tutto, profondamente territoriale e frutto di un gesto d’amore, quello di un vignaiolo di Langa che ha voluto dare nuova dignità ad un vitigno troppo spesso oltraggiato da produzioni senza etica.

Grazie per questo, da trenta e più persone, a Flavio Roddolo.


Il video seguente, tratto da Youtube (grazie a Gori), fa capire bene di cosa sto parlando


Franco Ziliani, nonostante tutto, ci mancherai.


Vino al Vino, il blog di Franco Ziliani, ex Franco Tiratore, chiude o, almeno, è quello che scrive lo stesso autore nel suo sito internet.

Le motivazioni sono profonde, pensate forse da molto tempo, non è un ragazzino Franco.

Scrive testualmente che:"
Non avendo chiare le idee sulla mia vita, non posso fare finta di niente e continuare a condurre questo diario in pubblico come se nulla fosse ed è lo stesso senso del mandare avanti un blog, raccontando molto di me come ho fatto e non limitandomi a parlare di vino, ad essere profondamente messo in discussione, a rivelarsi, in fondo, privo di senso. Questo anche se scrivere è la mia ragione di vita, l’unica cosa che, forse, so fare decentemente".

Non conoscevo Franco Ziliani di persona, ci siamo scambiati a volte qualche mail, un anno fa, quando vinsi il Blog Cafè, non mi risparmiò delle frecciatine. Non è amato da tutti, molto lo criticano più o meno giustamente, a me non interessa, quello che conta è che una voce libera su internet cesserà di gridare, di raccontare il vino. E questo ci renderà tutti più poveri.
Nonostante tutto, caro Franco, ci mancherai.

Con stima

Andrea Petrini

Andiamo tutti in bianco con i Superwhites friulani

Ottimamente organizzata da Slow Food, questa domenica si è replicato l’evento Superwithes, gran galà del vino bianco friulano che ogni anno a Roma fornisce un importante spaccato del livello qualitativo medio di questo gruppo di vignaioli col Tocai, cioè….Friulano, nel cuore.

Pr
ima di entrare nel particolare, vorrei sottolineare due cose. La prima: trovo scorretto inserire nel sito internet il nome di Josko Gravner tra i papabili partecipanti quando si sa benissimo che non sarebbe mai venuto. Trovo tutto questo una piccola trappola per i tanti appassionati che, pur di parlare col loro produttore mito, si fanno inutili chilometri con la speranza nel cuore.

Seconda cosa: ho fatto numerosi assaggi di molti produttore e devo dire che il livello qualitativo medio l’ho trovato molto alto ma…molto uguale. I vini erano tutti impeccabilmente e tecnicamente perfetti, di grande mineralità, sapidità, territorialità se vogliamo, col loro finale d
elicatamente amarognolo e di buona persistenza. Ok, direbbe qualcuno, ma allora di che ti lamenti? La mia unica recriminazione riguarda proprio questo, ripeto, tutti sono algidamente ineccepibili, tutti usano la stessa ricetta con vinificazioni in acciaio o cemento con, al massimo, un lievissimo passaggio in legno (20% del totale). Sauvignon, Friulano, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay sono le principali uve utilizzate da questi vignaioli che, ed è questa la mia critica, producono vini che hanno le movenze di bellissime e sensuali modelle che, scavando scavando, trovi un po’ senza anima e che alla fine potresti lasciare per un…bianco più naturale.

I migliori assaggi sono stati:


Lis Neris – Picol 2001
: se c’è un grande pregio dei grandi vini bianchi, non s
olo friulani, è quello di evolvere magnificamente nel tempo, come questo sauvignon in purezza che mantiene l’intensa aromaticità dei suoi “primi anni”. Il vegetale si rispecchia nella foglia di pomodoro, il terroir nella roccia bianca di fiume, il fruttato è vortice di frutta bianca ancora croccante. Al palato è una lama di acidità e sapidità, lungo e infinito il finale. Da bere oggi con gaudio e per i prossimi venti anni. Miglior vino in assoluto della giornata.

Zuani – Zuani Vigne 2008
: l’azienda è di proprietà di Patrizia Felluga che, oltre a questo vino, ha presentato anche un interessante “Zuani Zuani”, vino da vendemmia tardiva invecchiato in barrique francesi ed americane che, per il mio gusto, rappresen
ta una scelta troppo internazionale. Tornando al Zuani Vigne 2008, blend di Friulano, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, con viti di oltre 20 anni di media, ho trovato il vino di ottima aromonia gusto-olfattiva, profondamente minerale, equilibrato e di notevole ricchezza fruttata nel persistente finale. Da risentire tra qualche anno per una valutazione qualitativa complessiva.

Adriano Gigante – Storico 2008:
100% Friulano, è un vino che ho voluto segnalare perché proviene da un vigneto del 1940, per cui siamo di fronte ad un Tocai molto saggio, più ampio e complesso rispetto ad altri vini simili. Mi viene in mente di aver nel bicchiere un bambino (visto l’ultima annata) con il cervello di un adulto. Bella la tipica nota
ammandorlata finale che fornisce un leggero amarognolo senza essere troppo invasiva.

Al via il Roma VinoExcellence & Merano WineFestival

Oggi inizia il Roma VinoExcellence & Merano WineFestival, una nuova iniziativa del Merano Wine Festival, che dopo 18 anni di attività, è conosciuto in tutto il mondo per essere, insieme al Vinitaly, la più importante manifestazione di vino d’Italia.
Una manifestazione studiata e voluta da Helmut Koecher e Ian D’Agata negli anni, dedicata al vino di qualità per il grande pubblico e per i produttori, offrendo a tutti un progetto unico e
di grandissimo prestigio.
Helmut Köc
he
r, ideatore e presidente del MIWF, noto per la professionalità nella selezione delle aziende vitivinicole da tutto il mondo nei diciotto anni di storia del MIWF, e Ian D'Agata, uno dei più noti e sopratutto credibili wine writer del mondo, responsabile per l'Italia dell'International Wine Cellar e autore di guide e testi sul vino (fra cui la prima guida scritta da un italiano per una prestigiosa casa editrice USA, “The Ecco guide to the Best wines of Italy” delle Ecco/Harper Collins), hanno voluto ricreare il Merano WineFestival delle origini, quando le aziende prescelte non erano più di cento, scegliendo Roma, capitale d’Italia e primo mercato del vino della nazione.

Con Stefania saremo sicuramente presenti alla manifestazione iniziando il "percorso di vino" alle 10.30 con la partecipazione al Convegno:
l Sangiovese oggi, splendori e miserie di un grandissimo vitigno italiano.

Seguite gli aggiornamenti in diretta!

Vini Naturali a Roma 2010

Torna a Vini Naturali a Roma, l’evento curato da Tiziana Gallo che, dopo il successo dello scorso anno, ha voluto bissare organizzando questa seconda edizione.

Il fine della manifestazione è permettere al consumatore di conoscere e degustare vini prodotti nel rispetto del territorio, della vite e quindi della natura. Alla manifestazione saranno presenti vignaioli aderenti a varie associazioni quali
Vini Veri, VinNatur, Triple "A", Renaissance Italia oltre ad alcuni indipendenti.

Sarà possibile degustare ai banchi di assaggio il 30 e 31 gennaio e il 1 febbraio 2010 presso le sale dell'
Hotel Columbus in via della Conciliazione, 33.

Noi di Percorsi di Vino saremo là con altri blogger ed appassionati romani, magari scopro qualcosa di davvero interessante all’interno di un modo che ancora non mi convince pienamente.


State sintonizzati perché ci saranno aggiornamenti costanti sull’evento.

Con Cinzia Merli a Le Macchiole

E’ difficile racchiudere in poche righe le emozioni e le sensazioni di una giornata speciale passata in compagnia di persone altrettanto speciali, uniche.

La mia visita a
Le Macchiole è stata per certi versi travagliata, prima dovevamo andare in quindici a fine Novembre poi, causa slittamenti, sòle ed impegni vari, tutto è stato rimandato al 12 Dicembre, un giorno pieno di sole dove i soliti pochi ma buoni rimasti hanno bussato alla porta di Via Bolgherese 189.

Cinzia Merli è una della tante donne forti del vino, segnata da un passato di grande sofferenza per la scomparsa del marito Eugenio e da un presente ed un futuro davvero radioso, come il suo sorriso quando ci accoglie e ci saluta davanti all’entrata della sua azienda. Presentazioni di rito e via, subito in vigna per farci capire come sole, mare, terra e sudore possano dar vita a quei preziosi grappoli da cui nascono le varie gemme enologiche che prendono il nome di Paleo, Scrio e Messorio.
Le Macchiole, un’azienda che, ascoltando bene le parole di Cinzia mentre ci racconta la sua storia, è
caratterizzata da una storia fatta di scelte a volte difficili, spesso pionieristiche, scontri, grandi incontri (come quello con Luca D’Attoma), rinascite e sperimentazioni, tutto scritto e di facile lettura per chi guarda gli occhi di Cinzia non fermandosi alla mera apparenza.

Il nostro giro va avanti ininterrotto, tutto di un fiato, tra vigneti, cantina di fermentazione e barricaia per poi proseguire al piano di sopra, la sala magica, quella dove degusteremo l’ultima annata in commercio, la 2006.
Cinzia Merli è un’ottima padrona di casa, ci fa accomodare e inizia a stappare tutti i rossi, dal Bolgheri Rosso al Messorio, passando per il Paleo e lo Scrio. Qualche nota di degustazione? Ok ci provo.

Il
Bolgheri Rosso Doc 2006 dovrebbe essere il vino “base” della casa anche se, dalla parole della produttrice, si evince chiaramente che ha la stoffa e la complessità di un vino non così banale: da un blend di merlot, cabernet, sangiovese e syrah nasce un vino decisamente non piacione che si mette in mostra con profumi balsamici e di frutta rossa di rovo. Equilibrato e di bel corpo è un vino dalla persistenza inaspettata. Dalla serie se il buongiorno si vede dal mattino….

Il
Paleo 2006, 100% cabernet franc, è ancora una massa in divenire, giovane sia nei profumi, dichiaratamente vegetali e fruttati, sia alla gustativa dove possiamo apprezzare tutta la fanciullesca esuberanza mediata comunque da un’apprezzabile morbidezza di fondo. Da riprovare tranquillamente tra cinque anni.
Lo Scrio 2006, syrah al 100%, è un altro vino in divenire, inizialmente chiuso, si apre pian piano per poi regalare sensazioni di bacche di ginepro, prugna, pepe e toni leggermente affumicati. Bocca potente, avvolgente, forse ancora da equilibrare. Ottima la persistenza finale.

Il Messorio 2006 è un gran vino e lo si evince fin da subito in quanto, nonostante sia un neonato, è un vino godibilissimo già alla prima olfazione, al primo sorso. Un grande merlot, complesso, ricco di note che spaziano dalla frutta di bosco ai fiori rossi, dalla macchia mediterranea al minerale più intenso e scuro. Bocca di grande equilibrio, fresca e vellutata che invita al riassaggio ogni volta che osiamo posare il bicchiere. A detta di Cinzia una grande annata che, forse, sarà superata solo dalla 2008.

La nostra giornata prosegue e la truppa, con a capo Cinzia Merli che con felicissimo stupore si unisce a noi, si dirige verso Montescudaio dove ci aspetta nel suo ristorante “I Sapori di San Valentino” un vecchio amico del forum del Gambero Rosso: Luigi, in arte G
aina3 che ci apre le porte della sua osteria offrendoci un pranzo davvero luculliano: crostini misti toscani, acquacotta, linguine con porcini e piccione, cinghiale in salmi e (non ricordo il nome) un dolce di ricotta fatto al forno davvero eccezionale.

E da bere? Qua le sorprese aumentano perché Cinzia ci delizia con dei fuori programma davvero interessanti: Paleo 2000, Paleo 2001 e Scrio 1999 vengono versati e bevuti in pochissimo tempo. Torno per un attimo serio e dico questo: ottimi sicuramente i 2006 però, attualmente, sono dei bimbi in fasce, troppo presto aprirli e sicuramente troppo difficile e “pericoloso” giudicarli ora. Bevendo vecchie annate di Paleo e Scrio, come ho fatto in osteria, sicuramen
te si ha una visione d’insieme e più nitida delle cose, si capisce solo dopo qualche anno quanto grandi sono questi i vini prodotti da Le Macchiole, ognuno con le sue peculiarità, con le sue (tante) virtù e con le sue, se vogliamo esser cinici, “umane” imperfezioni.

Lo
Scrio 1999 ha un naso che incalza da subito con sensazioni di erbe aromatiche dove non facciamo fatica a riconoscere il timo, l’origano, il rabarbaro. Alle note di macchia mediterranea si accompagnano poi profumi di fiori appassiti (quando ho detto garofano Cinzia mi ha fulminato), frutta rossa matura e un tocco animale che si fa sentire sul finale. In bocca questo syrah è ancora una belva, grande struttura e potenza che non lo rendono di certo immediato e di facile beva anche se resta estremamente affascinante nel suo nervosismo caratteriale. Se continua a ruggire così andrà avanti ancora molti anni.

Il
Paleo 2000 (Cabernet Sauvignon 85%-Cabernet Franc 15%) è figlio di un’annata calda, caratteristica che certamente ritroviamo all’olfattiva con un naso profondo, scuro, un mix di note terrose, vegetali e boschive che ritroviamo anche in bocca, molto più verticale che orizzontale e che è intarsiata di tannini levigati e ben integrati nel frutto. Interessante la scia sapida finale.

Il
Paleo 2001 è un altro vino, non solo perché da questa annata è solo cabernet franc, ma soprattutto perché percepiamo all’olfattiva una freschezza che prima, giustamente, non percepivamo. Freschezza, dicevamo, e grande integrità di frutto con cenni di spezie e erbe officinali che lo rendono estremamente deciso e dai profumi intensi. Ampiezza, complessità ed equilibrio si fondono come strumenti in una grande orchestra. Lunga la chiusura finale. Un altro vino che mi fa sempre più convincere della grandezza dell’annata 2001, non solo in Toscana ma in tutta Italia.

Ora, uno per uno, vorrei ringraziare con tutto il cuore: Stefania, la mia dolce metà, perché mi se
gue con passione in ogni mio “capriccio” enologico; Loredana perché farsi Trento – Bolgheri e ritorno in due giorni è un sacrificio tremendo; Paolo, mio cugino, perché almeno stavolta non ha detto che il vino sapeva di antibiotico; Enrico, per la sua passione, garbatezza e perché è l’unico che mantiene sempre le parole date. Infine un fortissimo abbraccio, in questo caso da parte di tutto il gruppo, va a Cinzia Merli, una persona che non conoscevo prima di qualche giorno fa e che ci ha letteralmente rapito per la sua gentilezza, accoglienza e professionalità. Una produttrice che non si è risparmiata nel raccontarci storie di vita e di vite e che, nonostante le tre ore passate in tra vigna, cantina e degustazione, è venuta a pranzo con noi facendoci scoprire un altro lato del suo essere con la voglia di continuare questa (spero) piacevole conoscenza reciproca.

Alla prossima, forse a Marzo per degustare un nuovo Scrio 2008…

Percorsi di Vino ad EAT-ALIA 2009

Dal 5 al 7 Dicembre 2009 il Palazzo Rospigliosi di Roma ospiterà la seconda edizione di Eat-Alia, l’evento enogastronomico dedicato all’eccellenza italiana.
Dopo il grande successo riscosso durante la scorsa edizione grazie ai prodotti tipici delle tradizioni regionali italiane, Eat-Alia ritorna per l’edizione 2009 nella prestigiosa location di Palazzo Rospigliosi.

Anche quest’anno Eat-Alia si focalizzerà principalmente sul tasting e la conoscenza diretta dei produttori da parte del pubblico, con lo scopo di offrire allo stesso modo un contatto diretto con le aziende produttrici e gli op
eratori locali.

Eat-Alia oltre ad essere un evento en
ogastronomico commerciale riesce a fondere qualità, cultura, tradizioni, arte e musica. Eat-Alia offre al pubblico l’opportunità di frequentare brevi corsi di degustazione e laboratori del gusto.

Saranno organizzati convegni e dibattiti per offrire agli ospiti le nozioni base di un corretto consumo del vino e dell’abbinamento col cibo.
A Roma, per gli appassionati di wine&food, si conferma dunque l’appuntamento per la seconda edizione Eat-Alia 2009 presso Palazzo Rospigliosi in via XXIV Maggio 43.

Eat-Alia apre le porte al pubblico Sabato 5 e Domenica 6 dicembre 2009. Nella giornata di Lunedì 7 Dicembre, Eat-Alia sarà aperta esclusivamente al pubblico di operatori del settore, creando così uno speciale momento di incontro B2B.

E io in tutto questo?? Sono il responsabile dei laboratori del gusto della manifestazione assieme a Stefania e condurrò alcune degustazioni molto ma molto interessanti. Quali? Basta leggere il programma della manifestazione su
www.eataliablog.com oppure rimanete sintonizzati su Percorsi di Vino

Una due giorni di vini francesi a Roma

Parte il conto alla rovescia per il Festival Sud de France (www.suddefrance-vini.com), che si terrà dal 26 ottobre all' 8 novembre a Milano e a Roma.
Il 26/10, a Roma, il calendario degli eventi prevede un incontro speciale: il WineDay organizzato dall'azienda vinicola veneta Balan, con il supporto dell'agenzia Ghiga Immagina, presso l'Hotel Parco dei Principi.
La giornata sarà articolata in diversi momenti: dalle 13.00 alle 20.00 ci sarà una degustazione collettiva con 20/25 banchi d'assaggio, in cui verranno presentati vini provenienti da tutte le principali denominazioni italiane e francesi: Barolo, Montalcino, Champagne, Borgogna, Bordeaux, Languedoc-Roussillon.
Per gli appassionati sarà l'occasione di incontrare e conoscere delle vere star dell'enologia: Anne-Claude Leflaive, Marc Sorrel, Jean-Marie Guffens-Heynen, Thomas Duroux, Xavier Planty.
Inoltre la giornata propone anche la scoperta di una grandissima varietà di vitigni e filosofie di produzione: dagli autoctoni rarissimi ai grandi classici, dalle grandi aziende ai piccoli coltivatori di nicchia devoti al metodo biologico.

Oltre a tutto questo, durante il Wineday ci saranno dei momenti riservati, dedicati ai veri appassionati di vino:

  • dalle 11.30 alle 13.00 - una degustazione guidata da Anne-Claude Leflaive "Che cos è il metodo biodinamico?"
  • dalle 16.30 alle 17.45 - la seconda degustazione " Gli Hermitage di Marc Sorrel" guidata da Marc Sorrel e Antonio Paolini;
  • dalle 18.30 alle 20.00: "Alla scoperta di Château Palmer", degustazione verticale di Alter Ego e Château Palmer condotta da Thomas Duroux.

Alle ore 20.30 si terrà inoltre una cena degustazione esclusiva, in cui verrà presentato lo champagne Thiénot, alla presenza di Garance Thiénot.

Ad arricchire il tutto, un ricco parterre di ospiti del mondo dell'enologia internazionale, dei maggiori giornalisti enogastronomici e del mondo politico ed imprenditoriale romano.
Qualche nome? Venite a scoprirlo durante un 'assaggio' ad una giornata che si prea
nnuncia squisita e non solo in fatto di vini.

Percorsi di Vino al Wine Show di Torino



Seguite i vari aggiornamenti sull'evento in diretta sul blog

ore 19.00: si entra al Wine Show, alias il Salone del vino di Torino. Da subito mi sembra un vorrei ma non posso, in giro non vedo tante persone e, a parte qualche eccezione, gli stand riguardano per lo più Consorzi di Tutela e affini. Anche lo stand di Slow Food, dove domani presenteranno la guida al vino quotidiano, appare un pò isolato e con scarsa affluenza.

ore 20.00: passiamo allo stand di Terra dei Vini, uno dei pochi dove trovo molta gente, forse ci sono vini interessanti?

La risposta è sì, dopo una serie di degustazioni dei prodotti distribuiti da Davide Canina, posso dire che ho trovato qualcosa di interessante e dallo strepitoso rapporto qualità prezzo.
Due nomi su tutti: Terre di Gratia, un'azienda situata nel cuore della Sicilia Occidentale, sulle rive del fiume Belice Destro, che ha presentato un Nero d'Avola Don Sasà 2006 che mi ha davvero stupito: vinificato solo in acciato è un vino lontano dalla mode, da tutti quei Nero d'Avola di pessima qualità che girano, o hanno girato, nei peggiori wine bar d'Italia. Naso di grande austerità, scuro, i profumi sono di cuoio, terra, spezie nere, prugna della California. Bocca molto espressiva dove ritornano alla grande le sensazioni olfattive. Un vino che mi ha colpito molto per la sua vena acida che garantisce una bellissima bevibilità. Costo? circa 5 euro...
Altro nome che voglio consigliare è l'azienda "Erede di Chiappone Armando", un’azienda a conduzione familiare di Nizza Monferrato che produce ogni anno circa 30.000 bottiglie di due selezioni di Barbera: la ‘RU’, che si può fregiare della prestigiosa sottozona NIZZA ed è affinata per 12 mesi in legno, e la ‘BRENTURA’, affinata circa un anno in vasche di acciaio. Il primo vino, un 2004, è davvero un grande barbera, di una beva fantastica grazie ad una spina acida di grande classe. C'è tutta l'essenza di un vino conviviale ma che al tempo stesso non rinuncia a qualità e finezza. Il Brentura, invece, lo commenterò domani visto che ha vinto anche la stella Slow Food.

Questo week end non perdiamo il Wine Show di Torino

Incontri con i produttori, shopping di bottiglie, mini-corsipresentazioni di libri e guide specializzate, convegni dedicati alle più attuali tematiche dell’enologia, degustazioni di vitigni autoctoni, ricette regionali e prodotti tipici da scoprire ed assaggiare: tutto questo, e molto altro, a WINE SHOW (www.wineshow.it), il nuovo Salone del Vino, al Lingotto Fiere di Torinodal 24 al 26 ottobre 2009, evento dedicato a tutti gli eno-appassionati italiani, organizzato da Lingotto Fiere–gruppo Gl events Italia. Al centro di Wine Show, aperto al pubblico e agli operatori professionali, le cantine del Belpaese che, con l’obiettivo di riconquistare il mercato interno, presenteranno al vasto target consumer le proprie etichette, ovvero vini accessibili, immediati e soprattutto economici.

Molte e di rilievo le degustazioni in programma con i Laboratori del Gusto di Slow Food: a cominciare da 1999, il Barolo del Millennio, dedicata all’ultima vendemmia del secolo; La terza via, un confronto-degustazione tra aziende che praticano la viticoltura sostenibile; I segreti del legno, condotta dal famoso consulente Joseph Nicastro, che verte sugli effetti dei diversi tipi di tonneaux; I vini del Patron, ovvero le etichette del cuore di due famosi chef, Maurilio Garola della Ciau del Tornavento di Treiso e Piero Alciati di Guido di Pollenzo.
Da non perdere la Grande Degustazione verticale dedicata a Franco Biondi Santi, un mito dell’enologia italiana: alla presenza di questo grande personaggio, un assaggio irripetibile delle migliori annate di Brunello di Montalcino degli ultimi 40 anni: 1968, 1970, 1983, 1998, 2001 Riserva. Proprio a Franco Biondi Santi sarà assegnato nella rassegna uno speciale "Premio alla Carriera”.
Altro momento esclusivo, la presentazione, in anteprima, della nuova Guida al Vino Quotidiano 2010, naturalmente firmata Slow Food, che seleziona e raccoglie tutte le migliori etichette al di sotto dei 10 euro. E ancora, per un viaggio tra le migliori ricette del Belpaese, ecco la Piazza dei Sapori, che comprende l’Osteria con le cucine regionali, il Bistrot e l’Enoteca del Vino Quotidiano, con oltre 250 etichette in assaggio.

Nel Wine Show anche due convegni, che affronteranno importanti tematiche del mondo dell’enologia: il primo sarà una riflessione sul futuro del vino, tra sovrapproduzione, prezzi e mercato; il secondo convegno si focalizzerà sul tema del bere consapevole, in particolare sul delicato rapporto bere-guida. A condurlo il giornalista e “gastronauta” Davide Paolini.

Ma Torino conferma anche un’anima professionale, con il Wine Forum – the Wine Show Business Area, lo spazio dedicato all’incontro tra domanda e offerta, momento imperdibile per le agende dei professionisti del settore, per appuntamenti con produttori (solo per citarne alcuni, dall’importante cooperativa trentina Cavit alla griffe siciliana Donnafugata, ai “dolci” Consorzio dell’Asti e del Brachetto, a tante cantine piemontesi), importatori, distributori, ristoratori e giornalisti. L’attenzione sarà sui mercati tradizionali quali Inghilterra, Spagna, Germania, USA e Canada, ma i riflettori saranno puntati sui nuovi mercati (Russia, Dubai e Sud Africa) e verso l’Asia (India, Singapore, Giappone, Corea del Sud).

Il Wine Show vedrà, in contemporanea, anche Dolc’è, il Salone dell'Arte Dolciaria, dalla pasticceria alla gelateria, dalla confetteria al caffè bar con stand, eventi, degustazioni e un particolare focus sugli abbinamenti vino-dolce. Da non perdere – a cura dell’Associazione Arte in Tavola – le lezioni sulla preparazione di sfiziosi cocktail, rigorosamente a base di vino.

I piccoli grandi vignaioli di Castelvenere - prima parte

Come detto nel precedente post, Grandi vini da piccole vigne è stata una rassegna che mi ha sopreso per l'elevata qualità dei prodotti offerti, vini fatti da vignaioli veri che per tre giorni sono stati portati alla ribalta mediatica da Luciano Pignataro e Mauro Erro. Tante le cantine di cui vorrei poter parlare, cercherò di dare una visione di insieme sottolineando che ognuno dei produttori presenti meriterebbe una visita approfondita in cantina.

La prima sorpresa della serata è stata sicuramente Cantina Giardino, azienda di Ariano Irpino che si propone l'obiettivo di valorizzare i vitigni autoctoni, in particolare i vini ottenuti da viti di età oltre i 30 anni al fine di salvaguardare l'originaria varietà biologica nel vigneto ed incentivare i vignaioli ad evitare gli espianti delle vecchie viti. Tra i loro vini una menzione speciale merita il T'ara ra' 2007, greco in purezza da vigneti di oltre 40 anni, che prende tutto il suo fascino organolettico da una macerazione e fermentazione sulle bucce per 7 giorni, da una fermentazione con lieviti naturali in tino aperto evitando, al momento dell'imbottigliamento, chiarifiche e filtrazioni. Un altro vino di Cantina Giardino che mi ha colpito è stato il Sophia 2007, uvaggio di Greco, Fiano e Coda di volpe, fermentato e macerato in orci di terracotta da 200 litri con lieviti naturali per 180 giorni e affinato in legno esausto scolmo. Un vino che, a detta di Mauro Erro, sembra al palato un piccolo Borgogna bianco. Ah, Cantina Giardino non fa solo grandi bianchi, provate anche i loro rossi, in particolare il Nude, Aglianico di Irpinia 100%, vi regalerà grosse sorprese.

Altra segnalazione importante è Monte di Grazia, azienda agricola biologica che risiede a Tramonti, uno dei tredici comuni del comprensorio amalfitano. Tutti i vigneti, tra cui spicca il Monte di Grazia (550 metri s.l.m.), sorgono a ridosso della Costiera Amalfitana e risentono non solo dell'influsso del libeccio e della brezza periodica proveniente dal mare che mitiga in estate ed in inverno il clima collinare, ma anche dal vento del Nord.
Monte di Grazia ha una grande patrimonio: molto dei suoi vigneti sono di notevole dimensione e pluricentenari, a piede franco come ad esempio il Tintore e il Piedirosso, antichi vitigni che Alfonso Arpino, il proprietario dell'azienda, coltiva alacremente e da cui nasce il Monte di Grazia Rosso Campania IGT che, durante la manifestazione ho degustato nell'annata 2006. Un vino che mi ha piacevolmente spiazzato in quanto aveva un olfatto unico, mai percepito in altri vini, dove tutte le componenti aromatiche,dalla frutta alle spezie, dalla china al caffè (tanto per citarni alcuni) si rincorrevano a ritmi così serrati che, ad ogni olfazione, mi pareva di esser di fronte a un altro vino. Un grande vino sotto i dieci euro che comprerei a bancali.
Come al solito mi sono dilungato per cui dovrò scrivere un altro post per concluedere l'argomento. Alla prossima settimana per le altre segnalazioni!

Grandi Vini da Piccole Vigne!


Oggi andrò a questa bella manifestazione ideata da Luciano Pignataro e diretta tecnicamente da Mauro Erro. Sono tutte cantine che non conosco per cui sarà un'occasione di crescita culturale per me. Due i produttori che sono curioso di visitare: Cantina Giardino con i suoi vini estremi e Taffuri Pouchain che si trova nella piccola isola di Ponza e che produce uno spumante davvero di nicchia.
A presto per un completo resoconto.

Scopriamo i Bordeaux 2008. Qualche consiglio.

Il 2008 è stata definita una annata classica dove solo chi ha lavorato bene in vigna ha potuto dar vita a vini di grande struttura e longevità. Dal punto di vista climatico il millesimo in oggetto è stato abbastanza piovoso specie in estate mentre, fortunatamente, da Settembre in poi le condizioni metereologiche sono sensibilmente migliorate portando l'uva ad una maturazione completa anche se abbastanza tardiva costringendo i vignaioli ad una vendemmia accurata selezionando minuziosamente i grappoli. E i prezzi? Finalmente qualcuno ha capito che la bolla speculativa è esplosa per cui per comprare questi vini, en primeur, non bisognerà chiedere un mutuo in banca. Percorsi di Vino non vi parlerà dei soliti grandi Bordeaux (Cheval Blanc, Latour, etc) ma vi darà alcune dritte per scoprire vini poco conosciuti ma di grande spessore. Magari il portafoglio ringrazierà!

Chateau Duhart-Milon 2008: 73% Cabernet Sauvignon e Merlot 27%. Molto denso nel bicchiere, questo vino ammalia il naso e la bocca con complesse sensazioni di frutta rossa matura, la carnosità del ribes, della ciliegia e della mora di rova è totalmente palpabile. I tannini sono setosi e in grande equilibrio con la struttura del vino. Ottima l'intensità e la persistenza di questo vino. Grande possibilità di invecchiamento. Una cassa da 12 bottiglie a circa 400 euro!

Château Pontet-Canet 2008: Molto concentrato alla visiva questo vino, a differenza del precedendente, presenta un naso dove frutta matura e un delicato floreale si uniscono dando vita ad una suadente armonia olfattiva. Alla gustativa il vino spiazza positivamente con la sua grande struttura, dove il carattere del tannino maturo e una grande acidità ben si fondono con una morbidezza di frutto forse un pò troppo accentuata. Grandissimo il finale per un vino che raggiungere un perfetto equilibrio tra qualche anno. Teniamolo in cantina.... Una cassa da 12 bottiglie a circa 700 euro!

Chateau Saint-Pierre 2008
: rubino intenso questo vino si fa amare per la sua freschezza sia al naso dove la frutta è bella croccante, sia al palato dove la spina acida rende ogni sorso molto piacevole e mai banale. Tannino estremamente vellutato per un vino di bella eleganza e persistenza. Non conoscevo Chateau Saint-Pierre, mia grande ignoranza oppure questi qua stanno facendo le cose seriamente da poco? Una cassa da 12 bottiglie a circa 400 euro!

Chateau Cantemerle 2008
: molto intenso al colore, concentra interessanti sensazioni di amarena e prugna matura, chiodi di garofano e corroboranti cenni balsamici che accentuano le note di freschezza come contraltare alla dolcezza della frutta rossa. Fitto e avvolgente, al palato sorprende per la grande sapidità e il lungo finale che termina con un tocco di liquirizia che rende la chiusura leggermente amarognola. E' ancora un pupo questo vino, diamogli tempo e anche in questo caso saremo di fronte ad un Bordeaux dal grandissimo rapporto q/p. Una cassa da 12 bottiglia a circa 200 euro! Oppure volete un'imperiale da 6 litri a circa 200 euro?