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Da Christie’s Hong Kong la collezione Henri Jayer vale 8,5 milioni di dollari


L'Asia rimane il paradiso per chi vuole vendere grandi bottiglie di Bordeaux e Borgogna. L'ennesima prova riguarda la collezione privata di Henri Jayer, leggenda della Borgogna, che è stata venduta da Christie’s Hong Kong ad oltre 8,5 milioni di dollari, con il 100% di bottiglie vendute.
Il miglior risultato? 12 bottiglie di Vosne-Romanée Premier Cru “Cros Parantoux” 1985, venduto a 365.147 dollari...


Moët et Chandon mette all'asta Scarlett Johansson


Non è uno scherzo ma, se doveste aggiudicarvi l'asta di Christie’s, siate pronti a sborsare una cifra tra i 380mila e i 500mila dollari. Questo, infatti, è il valore del lotto n°159 che la famosa casa d'aste metterà all'incanto composto da ben sei bottiglie di Moët et Chandon 100 years old, in una speciale confezione di pelle, spero non umana, di Louis Vuitton.


Ma perchè proprio una cena con Scarlett Johansson? Semplice, l'attrice da qualche tempo è diventata la testimonial della storica Maison francese realizzata dal fotografo Tim Walker che ha fotografato la Johansson al Trianon a Epernay, a nord est di Parigi lo scorso autunno.


In Italia sembra che anche la Franciacorta stia muovendosi in questa direzione e, voci di corridoio, mi dicono che è stata già scelta la prossima testimonial? Chi è?

Cliccate qua e scopritelo!

L'asta del vino di Madoff


Vi ricordate di Bernard Madoff?


Questo "simpatico" personaggio è l'ex presidente della borsa Nasdaq che, qualche anno fa, ha architettato una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi causando ammanchi stimata tra i 23 e i 65 miliardi di dollari.

Bene, per cercare di far recuperare qualcosa ai suoi clienti, si è tenuta a New York un'asta on line dove sono state vendute le bottiglie di pregio della collezione privata dell'imprenditore ora in carcere.

In vendita c'erano etichette come Chateau Petrus 1975, 12 bottiglie di Chateau Mouton Rothschild 1996, sei bottiglie di Tignanello Antinori 1997, sei bottiglie di Chateau Beychevelle 1990, una bottiglia Chateau Cheval Blanc 1964 ma anche alcune bottiglie di Cinzano perché, chiaramente, si è deciso di mettere all'incanto tutti i vini della sua cantina di Palm Beach.
Fonte: http://money.cnn.com
L'asta, secondo quanto riportanto dalla Cnn, è stato un sucesso visto che il ricavato complessivo è stato circa il doppio dei 21.000 dollari stiamati.
Il lotto che ha fruttato maggiormente era composto da 12 bottiglie di Chateau Mouton-Rothschild del 1996, vendute per 6.800 dollari.
Il ricavato dell’asta andrà al fondo per le vittime delle frodi architettate da Madoff; per la stessa causa il mese prossimo saranno messi all’asta tutti i beni rimasti nella casa di Palm Beach. 

Fonti: Cnn e Ticinonline

Da Gelardini e Romani tra Bordeaux e grandi Brunello!


Ogni volta che varco la porta della Gelardini e Romani, prima della loro asta, è come se diventassi Lucignolo nel Paese dei Balocchi. Le foto qua sotto riescono a dare un’idea?



Casse di legno e bottiglie dei migliori vini del mondo.

Per noi poveri squattrinati l’unico momento clou della giornata riguarda la degustazione che la precede dove, con molta generosità, vengono offerti al bicchiere parte dei vini che successivamente si litigheranno all’asta. L’ultima volta si è bevuto con più o meno soddisfazione: 

Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 2001: celebrato più volte da Wine Spectator, a me non ha convinto moltissimo visto che mi sono trovato di fronte ad un vino abbastanza evoluto giocato su sensazioni di fiori rossi secchi e arancia amara. Bocca un po’ cortina e scissa tra acidità e quel che rimane del tannino. Bottiglia non in forma? 

Chateau de Pez 2004: profilo olfattivo vegetale a cui si alternano tocchi di frutta rossa ed eucalipto. Bocca giovane ma abbastanza equilibrata con tannino fine e finale di discreta persistenza. Non lascia particolari ricordi al mio palato. Un Bordeaux che vale quanto costa: 40 euro in enoteca. In Italia si beve meglio. 

Chateau Grand-Puy-Lacoste 2002: mi ha ricordato il primo Maggio quando mio zio accende il barbecue in terrazzo e fa i peperoni arrosto. Solo quelli. Bocca vegetale, certamente equilibrata ma a Bordeaux ho bevuto meglio. 

Château Rauzan-Ségla 1990: naso di fiori secchi, terra, humus, cenni mentolati. Bocca magra, corta, in decisa caduta libera la struttura. Comincio a capire che per bere grandi Bordeaux devo spendere il mio stipendio.

Château Rauzan-Ségla 1982: per me tappo completo, per Gelardini il vino deve essere così. Ah beh, allora è morto e sepolto e puzza pure…

Brunello di Montalcino Biondi Santi 1997: ti aspetti un giovincello paffutello e invece davanti hai un signorotto di Montalcino con tanto di gobbetta sulle spalle. Naso di toffee alla liquirizia, caramello, fungo porcino, radici, sensazioni ematiche, cassis. Bocca decisamente più dinamica e viva da quarantenne post viagra. Le cose sono due: o il vino conferma che l’annata ’97 è decisamente sopravvalutata oppure stavolta le bottiglie della Gelardini e Romani non sono in forma. Tanta palestra!

Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva 1961: finalmente è lui, un grande Brunello Biondi Santi. Certo, il naso è crepuscolare, però il tramonto che vedo è di quelli indimenticabili, da cartolina. Bocca non ai livelli della Riserva 1955 però, ragazzi, che classe questa struttura ancora ben salda dove l’acidità è più che sferzante. Un sangiovese che ha perso molto del suo colore ma che mantiene un’anima e una spina dorsale da applausi a scena aperta.

Prossimo appuntamento? Sabato prossimo c'è l'asta primaverile presso l'Os Club con annesso Riesling Festival che prevederà la presenza di 5 produttori della Mosella: AJ Adam, Karthauserhof, JJ Christoffel, Dr.Heidemanns-Bergweiler, Lothar Kettern.

OS Club by night

Venduta all’asta la collezione di vini di Andrew Lloyd Webber


Andrew Lloyd Webber, celebre compositore americano, ha venduto all’asta la sua preziosa collezione di vini pregiati. La vendita, a cura della casa d’aste Sotheby’s, ha avuto luogo lo scorso sabato nella meravigliosa cornice del lussuoso Mandarin Oriental Hotel di Hong Kong ed il ricavato complessivo è stato di 5,6 milioni di dollari. La maggior parte delle offerte per le preziose bottiglie, è arrivata da collezionisti che partecipavano all’asta via telefono e tramite internet, anche è stata registrata una forte presenza da parte degli asiatici.


Andrew Lloyd Webber è un appassionato collezionista di pregiati vini francesi fin dall’adolescenza. La decisione di vendere una parte della sua grande collezione non deriva da un bisogno economico, ma da una mancanza di spazio, come ha dichiarato lo stesso compositore ai giornalisti.
 
Serena Sutcliffe responsabile internazionale della sezione vini della casa d’aste Sotheby’s, a cui è stata affidata la vendita, si dichiara molto soddisfatta del risultato raggiunto: ” E’ una collezione meravigliosa e non c’è da stupirsi che sia stata tanto apprezzata qui ad Hong Kong, dove i vini francesi sono molto amati dai grandi collezionisti“.

 

Fra i 746 lotti in vendita, quello che ha avuto più successo è stato uno stock di 12 bottiglie di Chateau Petrus del 1982, venduto per la cifra di 77.564 dollari. Altre bottiglie preziose che sono state vendute nel corso dell’asta includono: 12 bottiglie di Chateau Lafite del 1982, uno fra i vini più costosi del mondo, vendute a 58.949 dollari; 3 bottiglie di Romanée Conti 2002 Domaine de la Romanée Conti vendute a 40,333 dollari e 6 bottiglie di Chateau Petrus del 2000 vendute a 37,231 dollari.


Quanto paghereste una bottiglia di Château Lafite-Rothschild 1869?


QUANTO PAGHERESTE QUESTA BOTTIGLIA?



MMM, NO, TROPPO POCO!

Pare infatti che durante l'ultima asta tenuta da Sotheby's ad Hong Kong tre bottiglie di Lafite 1869, provenienti dalla cantina privata dello Chateau fracese, sia state battute per la modica cifra di 5.4 milioni di dollari di Hong Kong, pari a circa 500.000 euro, nuovo record per un vino durante un'asta visto che una singola bottiglia è stata valutata circa 165.000 euro.

Roba da ricchi!



Tutto questo, ovviamente, porterà le quotazioni di ogni annata di Lafite a salire vertiginosamente con buona pazienza per noi umani che dovremmo accontentarci di vini più terreni e meno speculativi.

Ah, ho scoperto un'altra cosa leggendo l'ultimo numero di WebWineNews: sull'etichetta dell'annata 2008 di Lafite ci sarà un beneaugurante simbolo cinese per celebrare la joint venture tra la famiglia Rothshild e la CITIC, la più grande compagnia d'investimento statale cinese, per dar vita a 25 ettari di vigneto nella penisola di Penglai, provincia di Shandong.

Ma in Cina col Lafite ci si fanno anche i gargarismi?



Il 6 Aprile 2010 a Roma un grande pranzo di beneficenza in onore di Medici Senza Frontiere

Grazie alla collaborazione della colonna pugliese del forum del Gambero Rosso il 6 aprile presso il ristorante "Antica Osteria L'Incannucciata" di Roma sarà organizzato un bellissimo pranzo di beneficenza in favore di Medici Senza Frontiere. In cucina, per l'occasione, si alterneranno grandi chef nazionali: Arcangelo Dandini (l’Arcangelo, Roma), Dino De Bellis (l’Incannucciata, Roma), Beppe Schino (Perbacco, Bari), Franco e Catia Solari (Trattoria dei Mosto di Conscenti di Ne, Genova) e Luciano Lombardi (Vignadelmar, Monopoli).

Il menù sarà il seguente: Prezzo per il pranzo di 40,00 euro vini inclusi.

Ma non finisce qua perchè, subito dopo la grande mangiata, è tempo di altra beneficenza e, per l'occasione, saranno messe all'asta le seguenti bottiglie:

1 Chateau Montrose 2001 mgn

1 Chateau d’Yquem 1999 (0.75 lt)

1 Chateau de Pez 1998
1 Barolo Bussia di Monforte d’Alba Prunotto 1964
1 Barolo Oddero 2004 mgm

1 Barbaresco Pora Prunotto 1967

1 Barbaresco Riserva Asili Bruno Giacosa 1996 mgn

1 Barbaresco Asili Bruno Giacosa 2004 dmgn

1 Rosenmuskateller Abtei Muri 2006

1 Weisseburgunder Terlano 1987

1 Le Pergole Torte Montevertine 2001 mgn

1 Decennale Poggio di Sotto 2001 mgn

1 Chianti Classico Riserva Il Campitello 2006 mgn

1 Brunello di Montalcino Riserva Marchesato degli Aleramici 2003 (5 litri)

1 Brunello di Montalcino Cinelli Colombini 2004

1 Brunello di Montalcino Le Ragnaie mgn

1 Kurni Oasi degli Angeli mgn

1 Fiorano Semillon Boncompagni-Ludovisi 1989

1 Patriglione Cosimo Taurino 1994

1 Pier delle Vigne Botromagno 2003 mgn

12 Vigna del Melograno Santa Lucia 2007 (nero di Troia)

1 Amativo Cantele 2007 dmgn

1 Le Cruste Alberto Longo mgn (nero di Troia)

2 Aglianico del Vulture Macarico mgn

6 Primitivo Old Vines Morella 2007

1 Falcone Rivera 2002 mgn

6 Catapanus D’Alfonso del Sordo (bombino bianco)

6 Casteldrione D’Alfonso del Sordo (nero di Troia)

6 Riserva Chiaromonte 2006

6 Riserva Chiaromonte 2005

6 Muro Sant’Angelo Chiaromonte
Le Braci 2001
1 Sessantanni Feudi di San Marzano mgn (primitivo)

1 Feudi di San Marzano mgn (negramaro)

1 Turriga Argiolas 1999

1 Valle Cupa 2003 – Salento Rosso IGT – Apollonio mgn

1 Sauternes Chateau de Malle 03 mgn


La lista non è definitiva ma in continua evoluzione.Per prenotazioni chiamate Dino De Bellis allo 06.45424282 oppure mandate una mail a oste@vignadelmar.it.

Il 6 Aprile 2010 a Roma un grande pranzo di beneficenza in onore di Medici Senza Frontiere

Grazie alla collaborazione della colonna pugliese del forum del Gambero Rosso il 6 aprile presso il ristorante "Antica Osteria L'Incannucciata" di Roma sarà organizzato un bellissimo pranzo di beneficenza in favore di Medici Senza Frontiere. In cucina, per l'occasione, si alterneranno grandi chef nazionali: Arcangelo Dandini (l’Arcangelo, Roma), Dino De Bellis (l’Incannucciata, Roma), Beppe Schino (Perbacco, Bari), Franco e Catia Solari (Trattoria dei Mosto di Conscenti di Ne, Genova) e Luciano Lombardi (Vignadelmar, Monopoli).

Il menù sarà il seguente:
  • Sformatino di broccoletti con stracciatella di burrata e julienne di capocollo di Martina Franca (Ristorante Perbacco di Bari)
  • Canelloni di farina di mais con cavolo nero e formaggio della Valgraveglia in crema di Pinoli (Trattoria dei Mosto di Conscenti di Ne - Genova)
  • Ravioli di pane e prosciutto con gobbi al burro e pomodorini confit (Antica Osteria L’ Incannuciata di Roma)
  • Finta trippa alla romana con pecorino e menta (Ristorante l’Arcangelo di Roma);
  • Torta Saint-Honoré alla crema chantilly e cioccolato fondente (Osteria Vigna del Mar di Monopoli)
Prezzo per il pranzo di 40,00 euro vini inclusi.

Ma non finisce qua perchè, subito dopo la grande mangiata, è tempo di altra beneficenza e, per l'occasione, saranno messe all'asta le seguenti bottiglie:

1 Chateau Montrose 2001 mgn

1 Chateau d’Yquem 1999 (0.75 lt)

1 Chateau de Pez 1998
1 Barolo Bussia di Monforte d’Alba Prunotto 1964
1 Barolo Oddero 2004 mgm

1 Barbaresco Pora Prunotto 1967

1 Barbaresco Riserva Asili Bruno Giacosa 1996 mgn

1 Barbaresco Asili Bruno Giacosa 2004 dmgn

1 Rosenmuskateller Abtei Muri 2006

1 Weisseburgunder Terlano 1987

1 Le Pergole Torte Montevertine 2001 mgn

1 Decennale Poggio di Sotto 2001 mgn

1 Chianti Classico Riserva Il Campitello 2006 mgn

1 Brunello di Montalcino Riserva Marchesato degli Aleramici 2003 (5 litri)

1 Brunello di Montalcino Cinelli Colombini 2004

1 Brunello di Montalcino Le Ragnaie mgn

1 Kurni Oasi degli Angeli mgn

1 Fiorano Semillon Boncompagni-Ludovisi 1989

1 Patriglione Cosimo Taurino 1994

1 Pier delle Vigne Botromagno 2003 mgn

12 Vigna del Melograno Santa Lucia 2007 (nero di Troia)

1 Amativo Cantele 2007 dmgn

1 Le Cruste Alberto Longo mgn (nero di Troia)

2 Aglianico del Vulture Macarico mgn

6 Primitivo Old Vines Morella 2007

1 Falcone Rivera 2002 mgn

6 Catapanus D’Alfonso del Sordo (bombino bianco)

6 Casteldrione D’Alfonso del Sordo (nero di Troia)

6 Riserva Chiaromonte 2006

6 Riserva Chiaromonte 2005

6 Muro Sant’Angelo Chiaromonte
Le Braci 2001
1 Sessantanni Feudi di San Marzano mgn (primitivo)

1 Feudi di San Marzano mgn (negramaro)

1 Turriga Argiolas 1999

1 Valle Cupa 2003 – Salento Rosso IGT – Apollonio mgn

1 Sauternes Chateau de Malle 03 mgn


La lista non è definitiva ma in continua evoluzione.

Per prenotazioni chiamate Dino De Bellis allo 06.45424282 oppure mandate una mail a oste@vignadelmar.it.

Il mondo del vino in campo per Telethon

Grazie alla disponibilità dell’Associazione Italiana Sommelier Roma e alla generosità di tanti produttori italiani il meglio della produzione vinicola per sostenere la ricerca. E per chi non beve: una Lambretta 125, le magliette della nazionale cantanti e gli abiti di Trilli, la fatina di Peter Pan.
Q
ualità e ricerca, due termini che sono nel Dna di Telethon e che ben si abbinano alle produzioni del nostro Paese. Nell'ambito delle iniziative per la raccolta 2009 e della maratona web, Telethon propone un'asta con eccellenti prodotti del made in Italy.
Grazie al co
ntributo di Bibenda, rivista dell’Associazione Italiana Sommelier di Roma, e del suo presidente Franco Ricci, Telethon mette all’asta su E-bay oltre 40 lotti di bottiglie di vini prestigiosi, regalati a Telethon dai migliori produttori disseminati sul territorio nazionale.
I lotti disponibili, che offrono una copertura geografica pressoché completa della Penisola, comprendono vini rossi, bianchi e da dessert. Una scelta estremamente variegata che spazia attraverso tipologie diverse. Accanto alle confezioni per amatori, invitanti proposte per semplici buongustai ed eleganti confezioni regalo in cassette di legno.
Tra le offerte, per i palati più raffinati ed esigenti, spiccano bottiglie di assoluta ecc
ellenza.
Ma, come detto, non è solo il vino a comporre l’asta di Telethon. Sostenendo la ricerca scientifica sulle malattie genetiche, si possono portare a casa una Lambretta 125 N, alcune magliette della Nazionale cantanti, una prestigiosa confezione comprendente un libro di fotografie e un cd sul film di Giuseppe Tornatore, Baarìa.

L’asta pensa anche ai più piccoli. Tra i lotti pregiati anche due cimeli Disney. Si tratta degli abiti realizzati dall'Accademia di Belle Arti di Firenze utilizzati per la presentazione del Dvd dei film Disney su Trilli, la celebre fatina compagna di avventure di Peter Pan.

Per aggiudicarsi uno dei lotti all’asta c’è tempo dalla mezzanotte tra venerdì 4 e sabato 5 dicembre alla mezzanotte tra sabato 12 e domenica 13 dicembre, visitando il sito www.ebay.it.

Sassicaia 2000 oppure Ornellaia 2000?

Stesso millesimo e due "miti nel bicchiere". Degustati all'ultima asta romana di Gelardini & Romani la comparazione è stata oggetto di discussione tra i "sassicaisti" (che brutto termine ho coniato) e gli "ornellisti" (pure quest'altro....).
Secondo me sono vini ben diversi, il primo molto fine, elegante e forse molto più pronto di un Ornellaia a cui gioverebbe un altro pò di bottiglia visto il tannino ancora non troppo digerito.
In particolare, ho trovato il Sassicaia 2000 di un bel colore rubino intenso con unghia leggermente granata, al naso i classici sentori del cabernet sono abbastanza nitidi, esce subito la belle nota di peperone seguita da più eleganti sensazioni di frutta rossa matura, caffè, sottobosco, cacao, che si fondono con un bella vena balsamica e speziata. Al palato si capisce subito perchè il Sassicaia è un gran vino in quanto armonicità, eleganza e consistenza si fondono perfettamente originando tannini setosi e un finale che non finisce mai. Lo comparo ad una ballerina étoile della Scala.
L'Ornellaia 2000 già al naso è un vino più maschio, forse è il merlot gli aggiunge quella componente di vigoria, chi lo sa. Resta il fatto che anche questo vino ha un colore ancora molto vivo, giovane, un rosso rubino intenso che promette e mantiene, differenziandosi con il sassicaia, un naso molto più fruttato, qua c'è sia frutta rossa matura che frutta nera di rovo e solo in un secondo momento escono profumi di cioccolato fondente, liquirizia e un leggero vegetale. La bocca non mi ha convinto molto: sicuramente un vino di grande corpo ed equilibrio, ma i tannini li ho trovati ancora in fase di evoluzione, non perfettamente integrati nonostante siano passati otto anni. Finale lunhgissimo che chiude con una leggerissima scia amarognola. Lo paragono ad un pugile con un grande futuro davanti.

INVESTIRE IN VINO - PRIMA PARTE

Avete mai pensato di bere un Picasso? Oppure un Monet? No? Sicuri? Certo, avete ragione, non è possibile, anche se non è che stessi scherzando così tanto. Nel mondo, infatti, sempre più persone investono nel vino inteso come bene rifugio per i propri risparmi. Acquistare grandi bottiglie è considerato un investimento alternativo che, alla stessa stregua delle opere d'arte, segue regole differenti da quelli del mercato finanziario comune. «Una bottiglia di Chateau Margaux è unica, non può scambiarsi con un’altra bottiglia di un anno diverso, oppure dello stesso anno ma di un cru differente, è un bene fisico e infungibile, mentre i mercati trattano normalmente con beni immateriali», spiega Claudio Zara, docente di economia dei mercati e degli intermediari finanziari all’Università Bocconi di Milano.

Ma perchè si investe nel vino? La risposta è semplice: se l'investimento è mirato a certe bottiglie (le c.d. blue chips del vino), si ottengono guadagni molto elevati in tempi anche relativamente brevi. Un esempio? Chateau Le Pin 1998, cassa da 12 bottiglie, nel 1999 valeva 800 sterline. Nel 2003 valeva 1.550 sterline, con un incremento del 27% annuo.

Un esempio nostrano riguarda Biondi Santi, storica griffe che ha creato il Brunello di Montalcino, che è la cantina a più alto indice di rendimento in Italia: la Riserva 1955 - unico vino del nostro Paese inserito tra i dodici migliori del Novecento nella classifica di Wine Spectator, la “bibbia” enologica degli Usa - si è rivalutata del 141.923% sul valore iniziale e la Riserva 1945 si è incrementata dell’85.112%.

Quali sono allora i vini su cui investire? Per essere considerato una blue chip la bottiglia deve avere delle caratteristiche specifiche:

  • il vino deve essere raro, nel mondo devono circolare poche bottiglie;

  • il vino deve avere una conservazione perfetta e, pertanto, deve provenire da cantine certificate. In tale ambito, pertanto, la bottiglia avrà un valore maggiore se proviene da un famoso collezionista o, meglio, dalla stessa azienda produttrice;

  • il vino, soprattutto dopo dall'avvento di Parker, deve aver avuto delle recensioni critiche estremamente positive (100 punti Parker);

  • il vino deve provenire da una grandissima annata;

  • il vino deve essere longevo.
Solitamente gli investitori puntano molto sui vini francesi, in particolari sui vini bordolesi provenienti dai grandi Chateaux: Lafite, Margaux, Mouton-Rothschild, Latour, Haut Brion, Petrus, Cheval Blanc e d'Yquem. Sempre in Francia una bottiglia molto ricercata proviene dalla Borgogna: parliamo della mitica Romanée Conti che, soprattutto con l'annata 2005, sta raggiungendo quotazioni che sfiorano i 10.000 euro. Le blue chips italiane sono in primis i toscani Sassicaia (mitica l'annata 1985), Brunello Biondi Santi, Masseto, Ornellaia, Tignanello e Solaia. Seguono poi i piemontesi con i grandi Barolo di Sandrone, Gaja, Conterno, Ceretto, Giacosa, Mascarello. Ma un buon andamento nelle aste inernazionali, lo stanno anche avendo alcune "creazioni" della nuova enologia italiana: un segno molto positivo nelle quotazioni delle aste anche per i "giovani" miti come l'umbro Sagrantino di Montefalco "25 anni" di Arnaldo Caprai, il toscano Sammarco e la Vigna d'Alceo del Castello dei Rampolla, le Pergole Torte del toscano Montevertine, il Turriga, il Siepi, il Fontalloro, il Redigaffi, il Messorio, il Terre Brune, il Montiano, il Montevetrano, il Flaccianello.


Fonti: winenews.it e la Repubblica/Affari & Finanza