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Anteprima Vini della Costa Toscana 2011


L’Anteprima dei Vini della Costa Toscana tenutasi a Lucca lo scorso week end è stata l’ennesima riprova dell’importanza di queste manifestazione per capire presente e, soprattutto, futuro di un dato territorio.
Dalle Alpi Apuane alla Maremma, l’”altra Toscana” mi ha mostrato zone e sottozone vitivinicole dove si fa largo, larghissimo uso di vitigni internazionali che, nella maggior parte dei casi, danno vita a vino scuri, concentrati, i quali, tranne rare eccezioni e per quanto ho potuto notare, danno vita ad uno stile spesso omogeneo e “piacione” dove molto spazio è dato alla cantina e poco, forse, al territorio. 
Pochi i produttori che rischiano davvero e molti quelli che fanno vini tecnicamente perfetti, sicuramente piacevoli ma poco emozionanti. A Lucca,  insomma, ho trovato tante Pamela Anderson e poche bellezze dalla porta accanto.


Detto ciò, questa è stata la mia batteria di assaggi:

Poggio Argentiera – Capatosta 2009: qualche anno fa Gianpaolo Paglia faceva vini che non rientravano troppo tra le mie corde. Oggi, invece, le cose sono cambiate e il Capatosta, almeno in questa annata, è diventato un grande vino. Al naso sa di lampone, gelso, viola, tabacco ma, soprattutto, è in bocca che mi fulmina con un equilibrio veramente notevole dove tutto è ben dosato e misurato. Bella la persistenza finale. Forse il vino della giornata.

Sassotondo – San Lorenzo 2007: un ciliegiolo maremmano che offre intriganti note di  frutta rossa matura e soffi di macchia mediterranea. Bocca giovane, graffiante ancora nel tannino ma dotata di buona freschezza. Ottima la PAI.

Le Calle – Poggio D’Oro 2008: piccola azienda Bio della zona del Montecucco. Naso inizialmente selvatico poi col tempo esce il cuoio, la frutta nera, il catrame e una nota non piacevole di smalto. Bocca intensa, giovane, poco dinamica. Forse al sorso è più banale rispetto all’olfatto.

Fabbrica di San Martino - Fabbrica di San Martino 2008: piccola azienda biodinamica. Vino estremamente interessante che al naso offre sensazioni di frutta croccante, fragoline di bosco, cacao, caffè, tabacco dolce da pipa. Bocca di grande equilibrio, integra, fresca, verticale. Forse manca un po’ di persistenza.

Tenuta di Valgiano - Tenuta di Valgiano 2008: azienda biodianamica. Rubino impenetrabile per  un vino denso, dal sapore di frutta nera inzuppata all’interno di un liquido da sa di inchiostro, catrame e scura mineralità. Vino che può avere un suo perché ma da un biodinamico mi aspettavo altro..


Podere Concori – Melograno 2009: azienda biodinamica. Sulle colline lucchesi Gabriele Da Prato, oste contadino, ci offre un blend di Syrah e altri vitigni autoctoni che intriga i sensi con note di melograno (ebbene sì), ribes, lampone, pepe, fiori rossi ed erbe aromatiche. Elegante al sorso. Bella bevibilità.

Duemani – Duemani 2007: azienda biodinamica. Un cabernet franc in purezza che è un inno a Luca Maroni e alla internazionalità più spinta. Non mi trova sorpreso il fatto che sia stata selezionata per Divino Tuscany 2011. La domanda è: perché?

Michele Satta – Piastraia 2007: naso tignoso dove a fatica si fanno largo la prugna, il mirtillo, la felce e le spezie dolci. In bocca è meglio, più aperto verso i sensi che godono di una giusta freschezza e di una progressione su note fruttate e vegetali. Un vino giovanissimo che col tempo crescerà sicuramente.

Grattamacco – Grattamacco Rosso 2007: l’annata 2007 a Bolgheri ha offerto in generali vini già espressi che giocano le loro carta sull’eleganza. Il Grattamacco Rosso 2007 conferma questo giudizio offrendo un vino mediterraneo nel colore e nei profumi che ha nella bocca, ad oggi, il lato più maschio della degustazione. Buona la PAI finale su ritorni di macchia e note minerali.

Petra – Petra 2007: vino lontano dalle mie corde che non riesce a sorprendermi mai in qualsiasi annata. Troppo di tutto per i miei gusti anche se, come detto all’inizio del post, è tecnicamente ineccepibile.

Giardini di Ripadiversilia – Vis Vitae 2007: ecco il vino più particolare della giornata. Colore granato, naso di caffè, ruggine, frutta essiccata al sole, mou, terra. In bocca è minerale, di sferzante acidità, dinamico nella progressione finale. La cosa che colpisce è che un vino di quattro anni è già così (piacevolmente) evoluto. Il Vis Vitae è 70% sangiovese e 30% cabernet sauvignon. Pensavo fosse una bottiglia “sfigata”. Ripreso al banco di assaggio ed è proprio così. Prendere o lasciare.

Terenzaula di Ivan Giuliani – Merla della Miniera 2008: un 100% colorino che, dopo un inizio ferroso sembra assumere i caratteri olfattivi di un lambrusco con una scia di piccoli frutti rossi molto variopinta. Se facessi la fotorecensione metterei l’immagine dei Beatles e della loro Strawberry Fields Forever. Bocca giovane, fresca, schietta con un lieve amarognolo in chiusura.

Castagnini Roberto – Acheronte 2009: altro vino particolare composto da massaretta al 100%, vitigno autoctono della zona di massa, da cui prende il nome, la cui prima citazione risale al 1877 ad opera del Di Rovasenda. Questo vino offre un naso giovane e brioso che sa di visciola, mammola e soffi mentolati. Bocca mai invadente, coerente col naso, forse un po’ monocorde. Chiude abbastanza lungo.

Ultime due considerazioni critiche. La prima riguarda i produttori partecipanti e in particolar modo la Tenuta San Guido: capisco che il Sassicaia ha un valore e tutto lo cercano però portare pochissime bottiglie che finiscono ad inizio giornata che senso ha? Meglio non presentarlo e fare miglior figura.
Stessa cosa per i vini del Rodano. Sulla carta erano presenti molte tipologie ma in realtà, una volta presentatomi al bancone a metà pomeriggio del sabato, era quasi tutto finito e, quelli ancora presenti, serviti a temperature ecuadoriane. Fare i fighi in pubblicità è facile…



Rosso Cesanese 2011 tra poche luci e molte ombre


La seconda edizione di Rosso Cesanese, vetrina sulla nuova annata del Cesanese del Piglio DOCG, si è chiusa lo scorso lunedì tra  una serie di ombre e poche luci.


Nonostante la bellissima cornice del Palazzo Comunale di Anagni e la buona organizzazione della Strada del Vino Cesanese, la degustazione cieca dei 40 campioni sottoposti alla giudizio degli addetti ai lavori ha mostrato un panorama generale confuso dove due o tre aziende tracciano la strada della qualità e molte altre che rincorrono, a volte stancamente, un obiettivo che neanche loro conoscono. 

Quale è la vera espressione del Cesanese? Anche questo dalla degustazione non è chiaro visto che Coletti Conti e La Visciola producono due vini di stile e filosofia completamente diversi: il primo punta su grande struttura e potenza mentre il secondo più su finezza e leggiadria.
Gli altri, tranne poche eccezioni (Casale della Ioria, Corte dei Papi e Pileum), sono là che cercano di copiare maldestramente uno stile che non gli è proprio creando dei veri e propri mostri a metà tra un Porto e un Barbacarlo. Se proprio non te ne frega nulla della qualità allora il risultato è un Cesanese difettato alla faccia della denominazione di origine controllata e garantita che, alla stregua di tutto ciò, in Italia ha la stessa autorevolezza dei nostri politici.


Mi spiace esser stato duro ma questi sono i risultati della degustazione divisa tra Cesanese 2009 base, Superiore e 2008 Riserva.

2009 Base

Cantina Sociale del Piglio – Etichetta Rossa: naso poco complesso di frutta rossa e gomma. Bocca sintetica, retrogusto di erbe di campo. Campione di botte;

Cantina Sociale del Piglio – Il Castellano: naso chiuso, frutta rossa appena accennata. Bocca sfuggente, un banale vino da tavola. Campione di botte;

Emme Vigneti Massimo Berucci – Hyperius: naso di mora e amarena. Bocca poco ampia, semplice ma meglio del precedente. Campione di botte;

La Visciola – Mozzatta: dal colore, rubino scarico, lo riconosco alla cieca. Fresco, floreale, etereo. Bocca dinamica, equilibrata, succosa, finalmente qualcosa che assomigli ad un vino di qualità;

La Visciola – Vignali: naso di frutta rossa croccante, rosa. Vino molto femminile, vellutato e suadente. Pecca un po’ nel finale,

La Visciola – Ju Quarto: naso profondo, complesso, percepisco fiori ed erba medica. Bocca di bello spessore, intensa, robusta;

Vini Giovanni Terenzi: naso intenso di frutta rossa matura. bocca robusta che si perde maldestramente con un retrogusto di straccio bagnato. Campione di botte;

Antiche Cantine Mario Terenzi – Casale dei Monaci: colore impenetrabile, denso come uno yoga al mirtillo. Naso vegetale, bocca allucinante….

Casale della Ioria – Campo Novo: naso di frutta rossa matura, viola appassita e cenni eterei. Bocca ancora  un po’ scissa tra morbidezza e durezza. Tannino da rivedere. Giovane.

Corte dei Papi – Colleticchio: naso scuro di frutta di rovo e spezie nere. Bocca polposa, strutturata. Bel vino base.

Strani personaggi...
2009 Riserva

Azienda Agricola Macciocca – Civitella: dal colore sembra non filtrato. Naso di iodio e fiori macerati. Bocca armonica. Non lascia segni.

Cantina Martini – Santa Felicita: naso yogurtoso e di cacao. Bocca con tannino indecente.

Cantina Sociale del Piglio – De Antiochia: naso selvatico e bocca corta. Devo continuare? Campione di botte;

Cantina Sociale del Piglio – Etichetta Oro: finalmente un cesanese degno di una cantina sociale di qualità. Naso con tanta frutta rossa e un pizzico di terra bagnata. Bocca semplice anche se equilibrata e di discreta persistenza. Il Cesanese da tutti i giorni ad un prezzo ok. Campione di botte;

Emme Vigneti Massimo Berucci – Casal Cervino: vino monocorde che gioca tutto sulle sensazioni fresche di frutta. Campione di botte;

Manfredi Opificio – Onda: naso di erbe mediche, rabarbaro, chiodi di garofano, frutta croccante. Bocca equlibrata, ampia anche se pecca in persistenza finale. Campione di botte;

Petrucca e Vela – Agape: naso di crostata di visciola. In bocca è giovane, troppo…. Campione di botte;

Pileum – Pileum: naso e bocca di poca espressione. Campione di botte. Spero nel futuro…

Terre del Cesanese – Trifora: naso scuro di pepe, humus e ribes. Bocca in via di definizione. Campione di botte;

Terre del Cesanese – Colleforno: sensazione olfattive di ciliegia e viola mammola. In bocca il tannino invade tutto come Attila. Campione di botte;

Antiche Cantine Mario Terenzi – Casal San Marco: naso dolciastro a metà tra il lucido da scarpe e il ciliegione maturo. Bocca piaciona. Troppo. Campione di botte;

Rapillo – Sero Nero: vinoso, tocchi floreali e di gomma sintetica. Bocca giovane e poco dinamica.  Campione di botte;

Vini Giovanni Terenzi – Colleforma: naso di caffe, cacao, terra. Bocca giovane e poco armonica.  Campione di botte;

Casale della Ioria – Casale della Ioria: naso potente di frutta macerata e mon chery. Bocca ancora giovane dove tutto sembra ancora in via di composizione. La materia comunque c’è!

Coletti Conti – Hernicus: naso monastico, inconfondibile. Bocca ancora aggressiva, potente, dinamica. Da aspettare con calma;

Corte dei Papi – San Magno: naso di grafite, cacao, torrefazione. Bocca intensa, struttura e di buon equlibrio.

Marcella Giuliani – Alagna: non fornisce alcuna emozione, nemmeno le peggiori..

Varibilità del terreno di Casale della Ioria

2008 Riserva

Casale Verdeluna – Amor: naso alcolico. Bocca scissa, rustica. Campione di botte;

Emme Vigneti Massimo Berucci – Casal Cervino: naso ciccione, zuccherino. In bocca percepisci una rifermentazione “barbacarleggiante”. Spiazzante. Campione di botte;

Petrucca e Vela – Tellures: un primitivo dolce di Manduria ad Anagni? Campione di botte;

Pileum – Bolla di Urbano: naso pulito dove percepisci un bel ventaglio di frutta e spezie. Bocca armonica, equilibrata e, fortunatamente, senza eccessi. Campione di botte;

Terre del Cesanese – Collevignali: naso yogurtoso, dolciastro. Bocca rifermentata. Fortuna che è un campione di botte…

Antiche Cantine Mario Terenzi – Casal San Marco: ritorna il lucido da scarpe e il residuo zuccherino che scimmiotta altri vini…

Vini Giovanni Terenzi – Vajosuro: naso puzzettoso che copre un odore di ciliegia e fragola. Bocca magra;

Casale della Ioria – Torre del Piano: naso profondo, scuro, complesso di frutta e spezie. Bocca tesa, austera, vigorosa;

Coletti Conti – Romanico: naso pirotecnico di frutta, terra, tamarindo, caffè, cioccolato. Bocca potente, poderosa, di grande impatto ma equilibrata.

Corte dei Papi - San Magno: naso lattico, poi col tempo esce la frutta di rovo. Bocca di struttura ma non mi incanta per dinamicità ed equilibrio;

Marcella Giuliani – Dives: naso debordante di frutta nera, oliva, cuoio. Bocca potente ma non ancora perfettamente amalgamata. Chiusura piaciona..

La Visciola
Se non ci fosse lui..


In preparazione per Rosso Cesanese 2011


Oggi sono invitato alla seconda edizione di Rosso Cesanese, manifestazione durante la quale verrà presentata la nuova annata del Cesanese del Piglio Docg. Anche il Lazio ha la sua Anteprima!


Questo il comunicato stampa:

Sul palcoscenico delle eccellenze laziali il Cesanese del Piglio DOCG, torna protagonista ad Anagni dal 1 al 4 aprile della manifestazione “Rosso Cesanese”, quest’anno alla sua seconda edizione, nata dal partenariato instaurato tra Aspin, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone,  l’Associazione per la Gestione della  Strada del Vino Cesanese, il Comune di Anagni e il Consorzio di  Tutela del Vino Cesanese del Piglio.
Il cuore propulsore dell’iniziativa sarà la presentazione in Anteprima della DOCG Cesanese del Piglio 2009, nelle tipologie Base e Superiore, e della Riserva DOCG 2008. A cornice dell’evento sono previste iniziative di non minore importanza e livello per il territorio che compongono lo sfaccettato programma della II edizione di Rosso Cesanese. Novità assoluta di questa edizione è il Salone dell’Olio extravergine d’oliva Ciociaro, a testimonianza di un comparto agricolo e produttivo che negli ultimi anni sta ottenendo rilevanti risultati qualitativi e un crescente successo anche a livello internazionale. Un’iniziativa, quella di Rosso Cesanese, che coinvolgerà   i visitatori in tutti i “sensi” cominciando dalla vista, a cui non potrà sfuggire il Rosso di cui si vestirà il borgo di Anagni, con stendardi e festoni, e un “red carpet” che guiderà l’olfatto e stimolerà la gola dei visitatori nel percorso dell’artigianato alimentare e dei prodotti agricoli che si snoderà nei palazzi storci di Anagni.  Un programma in cui la storia e la cultura del territorio ciociaro saranno “tangibili” nel Mercato dell’Antiquariato e nella Mostra degli abiti medievali. Tutte le iniziative si svolgeranno dalla mattina alla sera nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 aprile. Il venerdì 1 e il lunedì 4 aprile saranno riservati agli operatori.

In particolare venerdì 1 aprile la giornata è dedicata all’incontro tra i produttori e importatori del nord Europa a cura di ASPIN (Agenzia Speciale Internazionalizzazione della Camera di Commercio). Il Presidente Stefano Venditti, così descrive l’importante contributo di ASPIN: “A tutt’oggi, il nostro territorio vanta l’unica DOCG rossa della Regione Lazio. Un vino unico in tutta Italia che, grazie agli sforzi dei produttori locali, ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. È nostro compito promuovere questa eccellenza aiutandola a ricoprire il ruolo che le spetta, al pari dei vitigni cha appartengono al gotha della produzione nazionale. Aspin, nell’ambito di “Rosso Cesanese”, è investita del compito di organizzare un incoming di buyer provenienti da ben tre Paesi, Belgio, Danimarca e Norvegia: si coinvolgeranno in questo modo le regioni del nord Europa più attente alle eccellenze vitivinicole italiane. Infatti, è di strategica importanza introdursi in questi mercati caratterizzati da dimensioni adeguate alle capacità produttive delle nostre cantine e da un’ottima propensione di spesa nei confronti di prodotti di alta qualità. Sono convinto che sia arrivato il momento da parte delle aziende vitivinicole della provincia di Frosinone di fare un passo avanti nell’approccio al mercato europeo e internazionale. Forti di un prodotto che ben rappresenta il gusto per la vita e le qualità del nostro territorio, bisogna continuare ad aprirsi ai consumatori esteri sempre pronti ad accogliere nuove proposte legate a specificità geografiche e a tradizioni affascinanti e secolari”.

Restando nel merito delle giornate “riservate”, lunedì 4 saranno ospiti della manifestazione i ristoranti e le enoteche di Roma, Frosinone e rispettive provincie, in un momento esclusivamente a loro dedicato, promosso dal Consorzio di Tutela Cesanese del Piglio, impegnato in un’azione di sensibilizzazione al consumo e la vendita del Cesanese del Piglio in primis sul suo territorio di produzione, così come avviene in rinomati territori vitivinicoli nazionali, dove ogni singolo operatore è il primo promotore e consumatore quotidiano delle produzioni locali.
L’importanza dell’evento è sottolineata dalla presenza entusiasta dell’intero comparto produttivo che sarà ospitato al Palazzo Comunale di Anagni nella Sala della Ragione dove si allestirà l’ufficiale presentazione al pubblico, ai giornalisti e agli operatori delle Anteprime DOCG delle aziende vitivinicole e delle cantine del Cesanese del Piglio: Antiche cantina Mario Terenzi; Bosco Castello; Cantina Martini; Cantina Sociale del Piglio; Casale della Ioria; Casale Verde Luna; Coletti Conti, Corte dei Papi; Agricola EMME-Vigneti Massimi Berucci; La Visciola; Agricola Macciocca; Manfredi Opificio; Marcella Giuliani; Petrucca & Vela; Pileum; Rapillo; Giovanni Terenzi; Terre del Cesanese; Vigne Sugamele.  I produttori presenteranno, oltre alle “nuove” DOCG 2009 – base e superiore – e Riserva 2008, le loro produzioni al completo.
Le Anteprime Cesanese del Piglio DOCG saranno coordinate dalla delegazione A.I.S. di Frosinone, con il patrocinio del Comune di Anagni, promotore principale della manifestazione “Rosso Cesanese” nella sua città. “Questa edizione di Rosso Cesanese sarà ancora più importante e valida di quella dell'anno scorso – ci racconta Giuseppe Viti, assessore alle attività produttive e valorizzazione dei prodotti tipici - perché abbiamo realizzato un programma che, articolato in quattro giorni, farà diventare Anagni, assieme ai comuni di Acuto, Paliano, Piglio e Serrone, capitale del vino; testimonianza tangibile è data dalla presenza e dalla partecipazione del Ministero delle politiche agricole, per tramite l'Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), e della Regione Lazio con la partecipazione della governatrice Renata Polverini, dell'Assessore regionale alle politiche agricole, dell'Assessore regionale alle attività produttive, dell'Assessore regionale al turismo, del Commissario dell'Arsial, del Presidente della provincia di Frosinone, dell'Assessore provinciale all'agricoltura, dell'Assessore provinciale al turismo, e di tante altre autorevoli personalità del settore, per cui posso ben dire che gli sforzi e i sacrifici fatti saranno ripagati ampiamente dal successo e dal ritorno d'immagine che questo evento produrrà.”.
La manifestazione “Rosso Cesanese” ha l'obiettivo di investire sui punti di forza del territorio affinché si attui un programma d’itinerari turistici, che spaziano dall'enogastronomia locale alla visita dei luoghi d’interesse storico e culturale sulla Strada del Vino Cesanese incoraggiando la cooperazione tra i vari operatori economici e seguendo le regole della buona accoglienza. Il Presidente Pierluca Proietti, a tal proposito presenterà durante la conferenza di apertura della manifestazione, venerdì 1 aprile alle ore 11.30, la pianificazione del primo percorso stanziale con un bus turistico “vestito” di rosso cesanese che accompagnerà i  futuri turisti ogni giorno dell’anno sull’itinerario della Strada del Vino Cesanese.

Montalcino sto arrivando...


......ma non vado a Benvenuto Brunello, nessuna Anteprima per me stavolta, non sono giornalista, non mi invitano e non sono ammanicato con nessuno. Mi aspetta la dissidente Stella di Campalto e i ragazzi dell'Enoclub Siena. A presto.


E mentre gli altri erano in Fortezza per Benvenuto Brunello 2005...

...con qualche produttore e qualche amico appassionato ci siamo ritrovati al ristorante “Il Pozzo” di Colle Sant’Angelo per valutare senza problemi alcuni Brunello 2005 e, soprattutto, valutare qualche vecchia annata che, magari, era stata o meno sopravvalutata in tempi non recenti.
Accanto a succulenti piatti di pappardelle al cinghiale e bistecche alla fiorentina ecco, di seguito, qualche nota interessante e qualche consiglio per i futuri acquisti:
Brunello di Montalcino San Lorenzo 2005: è ormai dal 2003 che seguo l’evoluzione di questo giovane produttore toscano e, anno dopo anno, il suo vino mi piace sempre più, sta acquistando personalità e complessità. L’ultima annata è di grande finezza, leggiadria, è un’esplosione di fiori, piccoli frutti rossi e spezie scure. Bocca equilibrata, armonica, di buona persistenza. Non ho idea di quanto potrà evolvere ma già da ora è bevibilissimo.
Brunello di Montalcino Il Poggione 1999
: grandissimo vino, profondo, scuro con le sue note di tabacco, prugna della California, cardamomo, humus, grafite a cui si aggiunge, splendida, una intensa nota affumicata, di camino, che rende il vino compagno ideale in queste serate uggiose. Gusto di grande impatto, in bocca il vibrante tannino ci annuncia che questo Brunello avrà ancora tempo davanti. Ottima chiusura su note di frutta nera.
Brunello di Montalcino Stella di Campalto 2005
: un Brunello che non troverete in Fortezza visto che l’azienda, per così dire, non è in buoni rapporti col Consorzio. Vino da agricoltura biologica, al naso si presenta di grande freschezza, netti i sentori balsamici poi arriva il frutto croccante, tutt’altro che maturo, e una leggere sensazioni di spezie orientali e minerali. In bocca è rotondo, setoso, tutto è perfettamente fuso in una grande armonia di fondo. L’unico neo di questo vino? Forse il prezzo non proprio alla portata di tutti.
Brunello di Montalcino Cerbaiona 1998
: naso particolarissimo, non riesco a sentire precisamente degli aromi, dopo dodici anni tutto sembra perfettamente fuso in un unica grande caleidoscopica essenza composta da frutta nera, fiori, spezie. In bocca è spettacolare la sua carica giovanile, sembra un vino appena uscito, tannino graffiante e fervida acidità rendono tutto splendidamente vivo e di grande equilibrio. Alla cieca farebbe dei seri danni…
Rosso di Montalcino Soldera 1980
: chicca regalata dal sempre generoso Fabio Cagnetti. Poche parole: ci troviamo di fronte ad un vecchio playboy, la sua bellezza ormai sfiorita non riesce a celare totalmente il suo glorioso passato fatto di suadenti olfazioni e palati finemente sedotti nonostante un’annata tutt’altro che esaltante a Montalcino. Oggi possiamo percepire solo l’eco di quello che fu un tempo ma, nonostante tutto, continuiamo a rimanere incantati di questo vecchio signore, esterrefatti e anche un filo gelosi delle sue vecchie e nuove conquiste. Grazie Gianfranco.

Bordeaux 2007: focus sui vini del Médoc

L'area vinicola del Médoc si trova nella parte occidentale del bordolese e si estende dalla periferia nord della città di Bordeaux - esattamente dal villaggio di Blanquefort - fino alla Pointe de Grave, nella riva sinistra della Gironda, per una lunghezza di circa 80 chilometri. In accordo al sistema di qualità francese, il Médoc è diviso in due aree, il Médoc - o Bas-Médoc - nella parte settentrionale della regione, e l'Haut-Médoc, situato nella parte meridionale e che occupa una superficie maggiore. Delle due zone, la più interessante è certamente l'Haut-Médoc, infatti è da qui provengono tutti i vini più celebri della regione, ed è qui che si trovano i famosi comuni di Margaux, Pauillac, Saint-Julien e Saint-Estèphe. Secondo il sistema di qualità francese, nella regione sono definite otto aree vinicole, di cui 2 regionali - Médoc (Bas-Médoc) e Haut-Médoc - e sei denominazioni comunali: Margaux, Pauillac, Saint-Julien, Saint-Estèphe, Listrac-Médoc e Moulis en Médoc. Le zone migliori sono tutte situate nei terreni ghiaiosi lungo la riva della Gironda, mentre le zone più interne - caratterizzate da terreni meno drenati - producono vini di minore qualità.(1)

Anche per questi vini, durante la degustazione, ci sono state luci (poche a dire la verità) e più qualche ombra, pochissime le bottiglie con un briciolo di anima, sicuramente a certi prezzi anche in Italia si beve molto ma molto meglio. Passiamo in rassegna le etichette che ho esaminato.

Crus de Medoc

Clos Greysac 2007
: naso intenso ed espressivo, estroverso nella sensazioni di ciliegia, mora e visciola e vaniglia. Bocca solida e di appagante ampiezza, sorretta da discreta freschezza e da un godibile tannino anche se il legno si fa ancora sentire e lascia un leggero amarognolo dopo la deglutizione. Costo del vino circa 20 euro. Si beve di meglio a quel prezzo.

Crus de Margaux


Chateau Durfort-Vivens 2007
: naso interessante questo dove alla frutta nera di rovo si aggiunge un ventaglio di spezie esotiche che regalano un quadro aromatico molto originale. Bocca molto in sintonia con il naso, anche qua la frutta rossa e nera si amalgama ad uno speziato che determina una finale molto articolato e di discreta sapidità. Non certamente un vino di grande complessità però, nonostante tutto, regala spunti interessanti.

Chateau Giscours 2007
: naso succoso e profumato: mora, mirtilli, violetta, liquirizia e refoli di caffè. Palato equilibrato, morbido, animato da un tannino ben disciolto e da una bella sensazione di freschezza e da buoni spunti di sapidità. Buona persistenza. Promette bene.

Crus de Saint-Julien


Chateau Léoville Barto
n 2007: naso di grande struttura, compatto, sobrio, dove la frutta rossa e nera sono ben amalgamate all’interno di un quadro aromatico dove sono ben inseriti intagli floreali e speziati. Lo stile classicheggiante si rivela anche al palato dove tutto è armonico, elegante, con un finale di erbe aromatiche di grande piacevolezza. Grande potenziale, un vino che sicuramente comprerei per aspettarlo.

Chateau Talbot 2007
: olfatto scuro, tenebroso, che rimanda a note di prugna matura, ginepro, humus, foglie secche, china, pepe nero. In bocca non si ritrova la stessa struttura del naso, rimane comunque di grande spessore e con un tannino ancora scalpitante. Un vino che deve smussare qualche angolo, rispetto ai suoi “colleghi” sembra già più evoluto e maturo. Sono curioso di risentirlo tra qualche anno.

Crus de Paulliac


Chateau Lynch-Bages 2007
: non mi è piaciuto o, forse, non l’ho capito questo vino ma dal mio punto di vista aveva al naso una nota tostata che copriva un po’ tutto. In bocca l’ho trovato esile, ancora un po’ scomposto con questo tannino che galoppava tra le pupille gustative. Un prodotto verso il quale avevo delle aspirazioni….negate

Chateau Pontet-Canet 2007
: un vino che esprime dolcezza, sia al naso che in bocca con questi toni di amarena, cassis, lamponi maturi, vaniglia e un pizzico di cioccolato. L’eleganza comunque non manca, la bocca è molto concentrata e squillante, di bella freschezza, anche se una nota di legno di troppo fa stonare un quadro complessivo di grande coesione ed armonicità. Manca di complessità ma anche oggi è un vino di grande bevibilità.

Crus de Saint-Estephe


Chateau Cos Labory 2007
: olfatto molto “strano” dove c’è tanta frutta che sembra un po’ cotta, marmellatosa, in controtendenza all’annata 2007 che è tutto meno che siccitosa e calda. Bocca calda, morbida, dotata di una trama tannica un po’ ruvida ed asciugante che ancora deve amalgamarsi con il resto della struttura che risulta un po’ carente nella freschezza complessiva. Un vino un po’ pesante, a tavola, oggi come oggi, non ne berrei più di un bicchiere.

(1)= Fonte Diwinetaste.it

Scopriamo i Bordeaux 2008. Qualche consiglio.

Il 2008 è stata definita una annata classica dove solo chi ha lavorato bene in vigna ha potuto dar vita a vini di grande struttura e longevità. Dal punto di vista climatico il millesimo in oggetto è stato abbastanza piovoso specie in estate mentre, fortunatamente, da Settembre in poi le condizioni metereologiche sono sensibilmente migliorate portando l'uva ad una maturazione completa anche se abbastanza tardiva costringendo i vignaioli ad una vendemmia accurata selezionando minuziosamente i grappoli. E i prezzi? Finalmente qualcuno ha capito che la bolla speculativa è esplosa per cui per comprare questi vini, en primeur, non bisognerà chiedere un mutuo in banca. Percorsi di Vino non vi parlerà dei soliti grandi Bordeaux (Cheval Blanc, Latour, etc) ma vi darà alcune dritte per scoprire vini poco conosciuti ma di grande spessore. Magari il portafoglio ringrazierà!

Chateau Duhart-Milon 2008: 73% Cabernet Sauvignon e Merlot 27%. Molto denso nel bicchiere, questo vino ammalia il naso e la bocca con complesse sensazioni di frutta rossa matura, la carnosità del ribes, della ciliegia e della mora di rova è totalmente palpabile. I tannini sono setosi e in grande equilibrio con la struttura del vino. Ottima l'intensità e la persistenza di questo vino. Grande possibilità di invecchiamento. Una cassa da 12 bottiglie a circa 400 euro!

Château Pontet-Canet 2008: Molto concentrato alla visiva questo vino, a differenza del precedendente, presenta un naso dove frutta matura e un delicato floreale si uniscono dando vita ad una suadente armonia olfattiva. Alla gustativa il vino spiazza positivamente con la sua grande struttura, dove il carattere del tannino maturo e una grande acidità ben si fondono con una morbidezza di frutto forse un pò troppo accentuata. Grandissimo il finale per un vino che raggiungere un perfetto equilibrio tra qualche anno. Teniamolo in cantina.... Una cassa da 12 bottiglie a circa 700 euro!

Chateau Saint-Pierre 2008
: rubino intenso questo vino si fa amare per la sua freschezza sia al naso dove la frutta è bella croccante, sia al palato dove la spina acida rende ogni sorso molto piacevole e mai banale. Tannino estremamente vellutato per un vino di bella eleganza e persistenza. Non conoscevo Chateau Saint-Pierre, mia grande ignoranza oppure questi qua stanno facendo le cose seriamente da poco? Una cassa da 12 bottiglie a circa 400 euro!

Chateau Cantemerle 2008
: molto intenso al colore, concentra interessanti sensazioni di amarena e prugna matura, chiodi di garofano e corroboranti cenni balsamici che accentuano le note di freschezza come contraltare alla dolcezza della frutta rossa. Fitto e avvolgente, al palato sorprende per la grande sapidità e il lungo finale che termina con un tocco di liquirizia che rende la chiusura leggermente amarognola. E' ancora un pupo questo vino, diamogli tempo e anche in questo caso saremo di fronte ad un Bordeaux dal grandissimo rapporto q/p. Una cassa da 12 bottiglia a circa 200 euro! Oppure volete un'imperiale da 6 litri a circa 200 euro?