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Bordeaux 2007: focus sui vini del Médoc

L'area vinicola del Médoc si trova nella parte occidentale del bordolese e si estende dalla periferia nord della città di Bordeaux - esattamente dal villaggio di Blanquefort - fino alla Pointe de Grave, nella riva sinistra della Gironda, per una lunghezza di circa 80 chilometri. In accordo al sistema di qualità francese, il Médoc è diviso in due aree, il Médoc - o Bas-Médoc - nella parte settentrionale della regione, e l'Haut-Médoc, situato nella parte meridionale e che occupa una superficie maggiore. Delle due zone, la più interessante è certamente l'Haut-Médoc, infatti è da qui provengono tutti i vini più celebri della regione, ed è qui che si trovano i famosi comuni di Margaux, Pauillac, Saint-Julien e Saint-Estèphe. Secondo il sistema di qualità francese, nella regione sono definite otto aree vinicole, di cui 2 regionali - Médoc (Bas-Médoc) e Haut-Médoc - e sei denominazioni comunali: Margaux, Pauillac, Saint-Julien, Saint-Estèphe, Listrac-Médoc e Moulis en Médoc. Le zone migliori sono tutte situate nei terreni ghiaiosi lungo la riva della Gironda, mentre le zone più interne - caratterizzate da terreni meno drenati - producono vini di minore qualità.(1)

Anche per questi vini, durante la degustazione, ci sono state luci (poche a dire la verità) e più qualche ombra, pochissime le bottiglie con un briciolo di anima, sicuramente a certi prezzi anche in Italia si beve molto ma molto meglio. Passiamo in rassegna le etichette che ho esaminato.

Crus de Medoc

Clos Greysac 2007
: naso intenso ed espressivo, estroverso nella sensazioni di ciliegia, mora e visciola e vaniglia. Bocca solida e di appagante ampiezza, sorretta da discreta freschezza e da un godibile tannino anche se il legno si fa ancora sentire e lascia un leggero amarognolo dopo la deglutizione. Costo del vino circa 20 euro. Si beve di meglio a quel prezzo.

Crus de Margaux


Chateau Durfort-Vivens 2007
: naso interessante questo dove alla frutta nera di rovo si aggiunge un ventaglio di spezie esotiche che regalano un quadro aromatico molto originale. Bocca molto in sintonia con il naso, anche qua la frutta rossa e nera si amalgama ad uno speziato che determina una finale molto articolato e di discreta sapidità. Non certamente un vino di grande complessità però, nonostante tutto, regala spunti interessanti.

Chateau Giscours 2007
: naso succoso e profumato: mora, mirtilli, violetta, liquirizia e refoli di caffè. Palato equilibrato, morbido, animato da un tannino ben disciolto e da una bella sensazione di freschezza e da buoni spunti di sapidità. Buona persistenza. Promette bene.

Crus de Saint-Julien


Chateau Léoville Barto
n 2007: naso di grande struttura, compatto, sobrio, dove la frutta rossa e nera sono ben amalgamate all’interno di un quadro aromatico dove sono ben inseriti intagli floreali e speziati. Lo stile classicheggiante si rivela anche al palato dove tutto è armonico, elegante, con un finale di erbe aromatiche di grande piacevolezza. Grande potenziale, un vino che sicuramente comprerei per aspettarlo.

Chateau Talbot 2007
: olfatto scuro, tenebroso, che rimanda a note di prugna matura, ginepro, humus, foglie secche, china, pepe nero. In bocca non si ritrova la stessa struttura del naso, rimane comunque di grande spessore e con un tannino ancora scalpitante. Un vino che deve smussare qualche angolo, rispetto ai suoi “colleghi” sembra già più evoluto e maturo. Sono curioso di risentirlo tra qualche anno.

Crus de Paulliac


Chateau Lynch-Bages 2007
: non mi è piaciuto o, forse, non l’ho capito questo vino ma dal mio punto di vista aveva al naso una nota tostata che copriva un po’ tutto. In bocca l’ho trovato esile, ancora un po’ scomposto con questo tannino che galoppava tra le pupille gustative. Un prodotto verso il quale avevo delle aspirazioni….negate

Chateau Pontet-Canet 2007
: un vino che esprime dolcezza, sia al naso che in bocca con questi toni di amarena, cassis, lamponi maturi, vaniglia e un pizzico di cioccolato. L’eleganza comunque non manca, la bocca è molto concentrata e squillante, di bella freschezza, anche se una nota di legno di troppo fa stonare un quadro complessivo di grande coesione ed armonicità. Manca di complessità ma anche oggi è un vino di grande bevibilità.

Crus de Saint-Estephe


Chateau Cos Labory 2007
: olfatto molto “strano” dove c’è tanta frutta che sembra un po’ cotta, marmellatosa, in controtendenza all’annata 2007 che è tutto meno che siccitosa e calda. Bocca calda, morbida, dotata di una trama tannica un po’ ruvida ed asciugante che ancora deve amalgamarsi con il resto della struttura che risulta un po’ carente nella freschezza complessiva. Un vino un po’ pesante, a tavola, oggi come oggi, non ne berrei più di un bicchiere.

(1)= Fonte Diwinetaste.it

Bordeaux 2007: poche luci e molte ombre - Il mio focus sulla denominazione Pessac-Léognan

Non mi aspettavo di meglio dalla degustazione dei Bordeaux 2007 che si è tenuta a Roma qualche giorno fa. L’annata, anche se generalizzare è sempre sbagliato, non è stata delle migliori soprattutto per i rossi mentre, come vedremo, risulta più che soddisfacente, con punte di grande qualità, per i vini bianchi e per quelli dolci.
Leggendo i vari articoli dei maggiori esperti mondiali di Bordeaux non si può pensare ad un’annata eccezionale (alla faccia di chi in Italia scrive sempre di millesimi memorabili) e questo per due ordini di problemi: il primo, in questa area il clima irregolare ha determinato notevoli problemi sia in fase di fioritura che in fase di germogliamento, creando notevoli problemi alla maturazione dell’uva. Secondo, il cattivo tempo di Giugno, Luglio, Agosto, con il suo grigio e le sue pioggerelle ha creato notevoli problemi di muffa che sono stati in parte tamponati con un incremento notevole dei trattamenti chimici. In particolare ad Agosto, quando le pioggia non cessava mai, si è pensato al vero disastro e solo un bel Settembre e un Ottobre molto caldi e secchi hanno evitato una vendemmia apocalittica. Il risultato di tutto questo? Non è tutto da buttare, soprattutto per i vini bianchi secchi di Pessac-Léognan le cui uve sono state raccolte in buone condizioni ai primi di Settembre e, in secondo luogo, per i vini di Sauternes e Barsac la cui vendemmia ha portato a vini eleganti, pieni anche se la botrytis, all’assaggio, non era evidente per tutte le tipologie. E i rossi? Come detto in precedenza i danni sono stati ridotti e questo grazie ad un grandissimo lavoro in vigna che ha modificato un po’ la visione di questi vigneron che prima del 2007 erano più concentrati sulle pratiche di cantina. Una nuova strada che, fortunatamente, ha permesso di salvare il salvabile e di porre in essere una qualità decente con picchi di eccellenza distribuiti qua e là.

Pessac-Léognan 2007: Note di degustazione


I vini bianchi secchi di questa regione vitivinicola sono tra le note più positive della giornata romana. L’annata relativamente fresca ha prodotto sicuramente vini molto vivaci, di buona spina acida, sicuramente meno pesanti rispetto al 2006 e di maggiore vivacità e freschezza se paragonati a quelli usciti nel caldo millesimo 2005.


Chateau Bouscaut Blanc 2007
: inizialmente molto minerale al naso, poi esce la susina e la mela cotta. Al palato è caldo, avvolgente, un po’ grasso, con adeguata spalla acida a sostenere una gradevole sapidità. Grande futuro sicuramente.

Chateau Carbonnieux Blanc 2007
: al naso è molto fresco, delicato, con un quadro aromatico fatto di fiori e piccoli frutti poco maturi. Bocca inaspettatamente strutturata, calda, morbida che svela un vino molto succoso che perde forse un po’ di brio nel finale grazie forse ad una acidità che non cambia marcia.

Domaine de Chevalier Blanc 2007
: naso molto elegante, fine, che si apre con note di frutta in macedonia e fiori bianchi di campo. Un soffuso minerale, che esce col passare del tempo, fornisce profondità e maggiore complessità. In bocca è fine, equilibrato, con buona corrispondenza al naso. Il finale, come per il precedente vino, non è così lungo ed appagante anche se torna una bellissima nota di fiori di pesco.

Chateau de France Blanc 2007
: rispetto ai precedenti il quadro olfattivo di questo vino è più opulento, i profumi richiamano la frutta gialla matura, il miele e le spezie orientali. Bocca che delude, non risponde al naso essendo la struttura molto esile, snella anche se di buona progressione. Poco armonico.

Chateau La Louvière Blanc 2007
: naso molto profondo, compatto, che si apre con note di polvere da sparo, pirite, poi esce la frutta, la mela golden, gli agrumi. Al palato offre buona struttura e sapidità e si caratterizza per una bella scia finale delicatamente agrumata. Uno dei migliori della batteria.

Chateau Latour-Martillac Blanc 2007: Si caratterizza per un percorso odoroso di grande stoffa, con sensazioni intense di litchi, pesca gialla, susina, fiori di acacia e un tocco di zenzero. In bocca è di grande freschezza, molto agrumato, solo il tempo equilibrerà le durezze espresse ora. Di grande beva per chi ama questa tipologia di vino. Ottimo futuro.

Chateau Smith-Haut-Lafitte Blanc 2007: molto diretto al naso, simile al precedente per le note citrine, mela verde e di frutto della passione. Bocca molto fresca e sapida ed un intenso finale aromatico sono le caratteristiche di questo vino che, come il precedente, promette di dare grandi emozioni nel futuro. I rossi? Nulla di emozionante da segnalare, qualcosa di meglio lo troviamo a Saint Emilion e Pomerol. Il tempo di scrivere le note di degustazione e pubblico tutto!!

L’Union des Grands Crus de Bordeaux a Roma: i vini di 74 dei più famosi Chateaux in degustazione

Un pioggia di Grand Crus di Bordeaux cadrà su Roma il prossimo 9 novembre. Un centinaio di fantastici vini della Gironda, di settantaquattro tra le aziende più famose saranno presenti alla manifestazione “L’Union des Grand Crus de Bordeaux a Roma che si terrà nei grandi saloni dell’albergo Parco dei Principi. L’evento sarà un’occasione per degustare la nuova annata in commercio di questi vini prestigiosi, la 2007, in presenza di molti dei proprietari o dei direttori commerciali delle aziende stesse, che si ritroveranno appositamente a Roma per questo evento. La manifestazione, aperta solo su invito e riservata agli operatori del settore e la stampa specializzata, si svolgerà con orario continuato dalle 15,00 alle 19,00 con banchi di assaggio individuali per ogni Château. Sarà possibile degustare quasi cento vini diversi e raccogliere tutte le informazioni necessarie sul millesimo in degustazione, i vini, le aziende presenti, e l’associazione della Union des Grands Crus de Bordeaux. In degustazione quindi una panoramica completa dei migliori vini di quella che viene ritenuta dagli esperti del settore come la più famosa regione vinicola del mondo, Bordeaux: presenti i rossi di Saint-Estephe, Pauillac, Saint-Julien, Moulis, Listrac, Margaux, Pomerol, Saint-Emilion, i vini bianchi e rossi di Graves e Pessac-Léognan, e i vini dolci di Sauternes e Barsac.

Nel pomeriggio, alle ore 16.00, i giornalisti parteciperanno all conferenza stampa di presentazione e riflessione sul tema delle caratteristiche, davvero uniche, di questa associazione di Châteaux e la valorizzazione del loro splendido territorio e dei loro vini. Un patrimonio che si alimenta di una tradizione millenaria e che costituisce una grande ricchezza per la Francia, ma anche per gli appassionati e i collezionisti di vino di tutto il mondo.
La conferenza vedrà la partecipazione di Sylvie Cazes, Presidente della Union des Grands Crus de Bordeaux, nonché co-proprietaria di Château Lynch Bages a Pauillac, che illustrerà le ragioni d’essere dell’associazione, Tristan Kressmann, Vice Presidente della Union des Grands Crus de Bordeaux, nonché co-titolare di Château LaTour-Martillac (a Martillac ), (Pessac-Léognan), che racconterà le caratteristiche dell’annata 2007, e Ian D’Agata, dell’International Wine Cellar e autore del volume “Racconti Bordolesi” di prossima uscita, forse il maggiore esperto italiano di vini di Bordeaux, e che analizzerà la particolare espressione del terroir bordolese nei vini della Union des Grands Crus de Bordeaux.

Creata nel 1973, l’Union des Grands Crus de Bordeaux è una associazione che riunisce 131 dei più prestigiosi Châteaux della Gironda. Unica nel suo genere, l’Union raggruppa i grandi vini delle denominazioni più prestigiose del bordolese. La sua mission è di organizzare la promozione e la difesa degli interessi e i valori della aziende iscritte all’associazione. L’Union organizza annualmente una cinquantina di dégustazioni presso distributori e la stampa specializzata nei mercati mondiali di maggiore importanza commerciale: Unione Europea, Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Corea, Hong-Kong, Singapore, Cina, Russia.

Negli ultimi cinque anni, l’Union des Grands Crus de Bordeaux ha raddoppiato il numero delle manifestazioni organizzate, creando in particolare dei rendez-vous annuali nei principali mercati commerciali del mondo. Infatti, l’Union des Grands Crus organizza ogni anno la degustazione di primavera dei Primeurs, la rassegna dei vini del nuovo millesimo aperta solo ai professionisti del settore. Un centinaio di giornalisti specializzati provenienti da una ventina di paesi diversi sono invitati personalmente come anche l’insieme degli operatori del settore commerciale del vino. L’Union organizza anche una degustazione eccezionale à Bordeaux aperta invece agli appassionati e intitolata il Weekend des Amateurs de Grands Vins. Essa permette al grande pubblico di appassionati di degustare, in un unico luogo, tutti i vini della Union, e di potere scambiare le proprie impressioni e opinioni con coloro che producono i vini, come anche di vistare le aziende.

Percorsi di Vino sarà ovviamente presente e appena possibile produrrò un report di grande dettaglio....se reggerò cento vini...